L’uomo del vento: auguri a Gigi Delneri

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Il vento, elemento atmosferico poetico, volubile, che rimanda ad un’idea di cambiamento, di svolta, di rimembranza. Il destino in blucerchiato di Gigi Delneri è scritto nel vento, che iniziò a spirare assumendo la forma di una bizzosa tramontana nel derby del 7 dicembre 1980, spingendo in rete un pallone direttamente dal calcio d’angolo. Un centrocampista baffuto dai folti capelli biondi entrava così indelebilmente nella storia della Sampdoria.

Trascorrono ventotto anni e la brezza lo riporta all’ombra della Lanterna, mutato nei colori ormai passati dall’oro del grano all’argento, ma con la stessa parlantina talmente a raffica da risultare ai limiti del comprensibile. Delneri torna da allenatore e porta la Samp al quarto posto in campionato, che coincide con un preliminare di Champions League inaspettato e meritato. Al termine della stagione, tuttavia, il vento si alza di nuovo e lo sospinge verso altri lidi ambiziosi, inducendolo ad accettare l’offerta della Juventus, pronto per un nuovo progetto.

Quella con la Samp è una storia d’amore di breve durata, ma vissuta intensamente, lasciando il segno negli annali e nei cuori dei tifosi.

A 60 anni, compiuti quest’oggi, Delneri vanta un curriculum vario ed ampio, suddiviso in una carriera da calciatore quasi ventennale e nell’esperienza maturata sulle panchine di sedici squadre, a venticinque anni dall’inizio della sua avventura a bordo campo.

Il Delneri calciatore aveva piedi buoni e andatura ciondolante, era un ragionatore che amava far girare palla. La corsa non era il suo forte ed il fisico, tendente ad ingrassare, lo costringeva a sottoporsi a dieta ferrea e talvolta, nel periodo trascorso a Foggia, ad allenamenti duri in cui indossava vestiti acrilici per sudare di più.

Un leader naturale, già da ragazzo mostrò di avere la testa giusta per il calcio: serio professionista e cultore del gruppo, che cementava anche fuori dal campo organizzando cene con i compagni di squadra.

I primi passi nella squadra della sua città, l’Aquileia, poi la Spal, il Foggia, il Novara, il ritorno nella squadra pugliese e due stagioni a Udine, sono il biglietto da visita con cui si presenta alla Sampdoria del 1980. Un giocatore esperto inserito nella campagna di rafforzamento estiva. 33 presenze e quella rete rocambolesca nella stracittadina con la beffarda traiettoria assunta da un apparentemente innocuo calcio d’angolo battuto di destro, sotto la Sud, che scavalca l’estremo difensore rossoblù Martina e decreta il momentaneo vantaggio della Samp (finirà 1-1).

Dopo la Samp quattro stagioni in quattro piazze diverse (L.R. Vicenza, Siena, Pro Gorizia e Opitergina), prima del ritiro dal calcio giocato e dell’inizio della carriera da allenatore. Tanta gavetta, l’impresa che porta la Ternana dalla serie C2 alla Serie B con due promozioni consecutive ed il miracolo Chievo, traghettato dalla cadetteria al quinto posto che vale la partecipazione in Coppa Uefa. Ci sono anche delle delusioni lungo il percorso: le esperienze in club di spessore (Porto, Roma, Palermo) si rivelano solo una parentesi di breve durata.

Nel 2006 il ritorno a Verona, seguito da due campionati di buon livello con l’Atalanta, sono le esperienze che precedono il suo nuovo arrivo in blucerchiato nella stagione 2009/2010. La Samp parte col vento in poppa, quattro vittorie consecutive, primo posto in classifica, organizzazione e spettacolo. Poi la squadra subisce una battuta d’arresto, con aria di tempesta che sembra investire anche il rapporto tra Delneri ed uno dei giocatori più rappresentativi, Antonio Cassano. Dopo la trasferta di Udine, però, il vento cambia nuovamente: il gruppo ritrova fiducia e risultati e riprende il viaggio verso l’Europa che conta a vele spiegate.

Il soffio del vento non si placa e, ammainate le vele blucerchiate, Delneri proseguirà il tragitto sul vascello juventino. Ai tifosi blucerchiati resta la sensazione di fresca carezza sulla pelle provata in quel derby di quasi trent’anni fa e quella, più recente, di folata d’entusiasmo che invita a lasciarsi trasportare fiduciosi verso il futuro.

[Serena Timossi – Fonte: www.sampdorianews.net]

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