Maxi “Stalking” Lopez

CATANIA – Ci stiamo proprio divertendo con questo calciomercato “parlato”. Che grasse risate. Che emozioni. E pensare che un tempo, a sfogliare un quotidiano o leggere un giornale on-line, non si sarebbero mai trovate storie e storielle di così ardita fantasia, né scenette comiche degne della ribalta cabarettistica. Di questo passo altro che Tablet PC, la nuova frontiera dell’informazione sarà nei cinema, o nei teatri.

Sapete l’ultima? Neanche a dirlo riguarda Lopez. Proprio Maxi Lopez, l’attaccante del Catania che nemmeno pochi giorni fa, e per la trecentesima volta, approssimando per difetto tra le smentite di allenatore, presidente ed amministratore delegato, era stato posto fuori dal mercato di Gennaio dalla stessa dirigenza etnea, categoricamente.

Cercando su Google “Lo Monaco –Lopez”, nell’ordine appaiono questi lanci: due volte “Non si muove”, “Fino a giugno resta con noi”, “Il Catania non lo cede”, “A Napoli, è ancora presto”, “Non esiste nulla di nulla”, “Bigon non me l’ha mai chiesto”, “E’ una minchiata”, “Mai sentito nessuno”, “Non andrà via”, “lascerà Catania, non certo a Gennaio”, “L’a.d. del Catania blinda il suo gioiellino fino a Giugno”, “Il Catania chiude le porte alla Juventus”, “Ho più volte ripetuto che Lopez non si muove”. Bastano la volontà della società e del giocatore stesso ad esser tolto dal mercato per toglierne il nome dalle prime pagine?

Chiaramente no: “Maxi Lopez alla Fiorentina, Libera Gilardino” (titolo inventato, sunto di tante notizie simili, ndr), datato 26/27 Dicembre. E tutto si fa ancora più intricato; provate a seguire il discorso: La Juventus sa che non può arrivare a Lopez. Allora che fa? Lo prende, ma per darlo alla Fiorentina, che ancora non sa di non poter prender Lopez perché nessun giornale l’ha ancora informata. Quindi, Gilardino va alla Juventus, mentre la Fiorentina, senza saperlo, prende Lopez dal Catania perché non sa di non poterlo prendere; tutto ciò grazie all’appoggio dei bianconeri, che non avrebbero mai potuto prenderlo, e questo già lo sapevano, loro.

I cultori del calcio non solo giocato, riconosceranno in questo labirinto chiuso tutti i crismi perché sia fulcro della sceneggiatura per il terzo capitolo de “L’allenatore nel Pallone”. Simile com’è alle surreali combinazioni di mercato che portarono la Longobarda all’ingaggio di Maradona, ma solo dopo tre anni dall’immediata cessione di Mengoni e Falchetti.

Di certo c’è che tante voci di mercato non giovano alla serenità mentale di un ragazzo non ancora abituato a reggerne la pressione. L’a.d. Lo Monaco in persona s’è scomodato per chiarire come, seppur in parte, le non brillanti prestazioni del suo attaccante possano trovar relazione col pressing mediatico circa il suo approdo alla Juventus. Nulla riesce però a fermare l’impeto dei rulli di stampa.

E se non fa ridere, comunque faccia un po’ riflettere. Prendiamo, con le dovute cautele, la definizione di “stalking”: “Serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona […] il fenomeno è chiamato anche sindrome del molestatore assillante […]La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata […]”. I casi “reali” di stalking sono ben più seri, certamente drammatici, e ce ne guarderemmo bene dall’equipararli a questo, che porta, pur sempre, un parallelismo inquietante con quel che in Italia si configura come reato persecutorio ma che molti si ostinano a chiamare “scoop di mercato”.

Basta! Ma il solo dirlo, non basterà.

[Marco Di Mauro – Fonte: www.mondocatania.com]