Mazzarri: “Bisogna cambiare mentalità e accettare la panchina. Quagliarella? Vi dico la mia”

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Il tecnico del Napoli, Walter Mazzarri, ha parlato quest’oggi a Castel Volturno. La conferenza stampa è andata in onda su Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli: “La società si è mossa molto bene, cercando di venire incontro alle mie esigenze tattiche. Determinate situazioni non possono essere dette a tutti comunque. A gennaio però potremmo tornare sul mercato se ce ne fosse bisogno, anche perchè magari determinate situazioni non si sono potute portare a termine perchè qualche società ha preferito non privarsi dei propri giocatori.

Questo è il mio Napoli? Si, ma non da ora. Sin dall’anno scorso è stato il mio Napoli, in quanto sono i giocatori che portano in campo i pensieri del tecnico. Si è visto dal primo giorno in cui sono arrivato che la mia squadra deve avere un’anima, una squadra in cui i calciatori giocano per gli altri e non per se stessi”.

QUAGLIARELLA E GLI ALTRI – “Il discorso è lungo. Ho avuto un ottimo rapporto professionale con lui, ma l’attaccante stabiese è stato coccolato da tutta la società. Quando sono arrivato la situazione era particolare, lui non era al meglio. Con il mio staff siamo riusciti a farlo diventare il giocatore che poi ha conquistato la Nazionale, venendo difeso da me anche quando voi lo criticavate aspramente. Io l’ho fatto giocare anche quando non avrei dovuto, perché lo reputavo un giocatore molto importante. Le uniche volte che l’ho lasciato in panchina sono state a Torino con la Juve e con la Fiorentina a Napoli, proprio perché lo vedevo molto stanco. Lui ha ringraziato il Napoli, probabilmente anche per avergli concesso di andare dove voleva andare. E’ tornato dal Mondiale ed eravamo tutti contenti per come aveva giocato, io poi ho chiesto alla società di prendere Cavani perché se il Napoli vuole colmare il gap con gli altri club bisogna accettare anche di stare fuori, perché le grandi squadre hanno grandi giocatori anche in panchina. Ho detto a tutti i calciatori che avrei dato meno spiegazioni proprio per metterli in competizione tra di loro, per il bene del Napoli. Chi non era contento di questa situazione era libero di andare via. Ho sempre detto che quei giocatori che hanno fatto la cavalcata con me l’anno scorso non sarebbero stati ceduti, almeno che non l’avessero chiesto loro. Ad esempio apprezzo molto Rinaudo che ha accettato la situazione l’anno scorso, ma che quest’anno ha chiesto di essere ceduto. Io mi assumo le mie responsabilità, voglio che anche gli altri facciano lo stesso: conta solo il Napoli, e il bene del Napoli va focalizzato in tutti i discorsi che facciamo. Cigarini? Stava andando molto bene, ma non rientrando negli equilibri di squadra io sono stato contento che abbia avuto l’occasione di andare a Siviglia, e anche che Prandelli lo abbia convocato, perché è ancora un patrimonio del Napoli”.

LUCARELLI CAVANI E SOSA – Lucarelli rientra in una logica condivisa dalla società. Il calcio moderno ha bisogno di giocatori che abbiano motivazioni fortissime. Lui voleva il Napoli, è un generoso, un combattente, e voleva venire qui per sfidare chi lo dava per finito: ci ha rimesso anche dei soldi, si sta allenando più degli altri per cercare di dare un contributo la domenica. L’anno scorso al Livorno, in una squadra che ha fatto un campionato modesto, ha segnato dieci gol. Insieme a Sosa mi da delle garanzie che sono mancate l’anno scorso. Cavani l’ho voluto fortemente perché quando gli ho parlato mi ha fatto capire di voler venire a Napoli con un entusiasmo incredibile, pur sapendo che se avesse aspettato avrebbe potuto scegliere anche altri club più blasonati”.

NUOVA REALTA’ E ANTICHE PECCHE – “Tra poco tutti dovranno sapere che quando vengono a Napoli dovranno ammazzarsi per giocare, perché ci sono tanti calciatori bravi. Come succede nelle grandi squadre. Bisogna cominciare a pensare così se si vuole colmare il gap con i club che in questo momento ci precedono in quanto a forza tecnica. La partita con la Fiorentina? In qualche frangente ho visto un atteggiamento remissivo che non mi è piaciuto, probabilmente dovuto al fatto di aver giocato due giorni prima in Europa. In generale la squadra a volte ha un fare lezioso, si specchia troppo e questo non mi piace. Ma è un difetto dovuto alla giovane età di tanti nostri calciatori, per cui sono fiducioso anche su questo: è un altro aspetto in cui dobbiamo compiere il salto di qualità”

[Vincenzo Balzano – Fonte: www.tuttonapoli.net]