Milan dal tramonto all’alba

Questo Milan senza bomber e senza (Van) Bommel porta a casa un altro risultato sofferto ma importantissimo.

Ci piace un sacco San Siro gremito, urlante e palpitante di rosso e di nero, così come ci piace il solito mostro di Thiago Silva, che gioca l’ennesima partita immensa. In caso di trionfo finale la maglia rossonera che mi comprerò sarà la sua. Apprezziamo finalmente anche il goal di Flamini, ruvido medianaccio tutto cuore e poco piede. Da apprezzare anche il look con cui si presenta, a caldo, direttamente dal campo, a commentare il match: torso nudo e pettorina verde. Noblesse oblige. Il vero Yang di giornata. In questa partita del “tutto può succedere”, dove il popolo intertriste ritrova l’antico vigore nell’arte della gufata, in questo match che non è “tutto calcolato” ma sofferto e combattuto e quindi affascinante, in questa sfida si decide una buona fetta del campionato. Poi segna Flamini è tutto allora sembra già scritto.

Passando per par condicio allo yin, al brutto di giornata, ho l’imbarazzo della scelta. Il pensiero va a chi protesta e organizzerebbe volentieri l’ennesima ridicola panolada per il rosso a Della Rocca, io dico: sicuramente l’arbitro è stato troppo fiscale, tuttavia entrare a valanga a gambe unite su un avversario non è il modo migliore di evitare di incappare in provvedimenti arbitrali. E qui si chiude l’ennesimo caso calcistico-politico dell’anno, alla faccia della potenza di Fondazione Milan, come sembra suggerire alle sue groupie, meglio noti come tifosi interisti, il vate di Setubal, dopo aver scomodato l’Unicef in quel di Real Madrid-Barcellona.

Fa proprio strano sentir parlare di arbitri inadeguati chi ha fatto dell’inadeguatezza degli arbitri le proprie fortune. Chelsea e Barcelona non dimenticano i torti palesi subiti in campo europeo. E noi non dimentichiamo con loro. Fa strano ma è comunque molto piacevole sentir rosicare mezzi campioni, ricordo che con l’animo del vincente ci nasci; come la storia dell’arricchito che beve il caffè a mignolo alzato: può anche comprare il più raffinato aroma, servirlo in tazze d’avorio e oro, invitare re e regine al proprio tavolo, ma la differenza sarà sempre sotto gli occhi di tutti. In altre parole: se nasci tondo non muori quadrato.

Noi non sentiamo il rumore dei nemici, non ci angosciamo nel vedere esultare la seconda squadra di Milano ad un goal al 94esimo contro una neopromossa come se fosse una finale di Coppa del Mondo, noi non sventoliamo fazzoletti se i nostri calciatori vengono puntualmente picchiati. Noi che l’anno scorso eravamo additati come vecchi, decrepiti, demotivati e sul viale del tramonto e oggi, solitari, attendiamo l’alba di un nuovo inizio. Sempre noi, le solite facce, ma con un diverso allenatore. Noi guardiamo il campo e amiamo il Milan. Le parole le lasciamo agli altri, per noi solo musica ed emozioni.

[Marco Carni – Fonte: www.ilveromilanista.it]