Milan: gli indizi che portano a Ganso

Se è vero che tre indizi fanno una prova, quando gli indizi diventano molti più di tre possiamo affermare con discreta sicurezza che almeno una probabilità che si concretizzi l’ipotesi di mercato che vedrebbe Robinho al Santos e Ganso in rossonero, c’è. Gli indizi che, nonostante le dichiarazioni potrebbero condurre allo scambio sono i seguenti:

1. Il Milan sta cercando di alzare il tasso tecnico a centrocampo, essendo rimasto molto scottato da quanto avvenuto in questa stagione: parte dell’insuccesso maturato in questa stagione infatti è stato attribuito alle difficoltà in fase di costruzione della manovra.

2. Qualche tempo fa, dal Brasile, Serginho, osservatore per il mercato sudamericano del club rossonero, ha apertamente dichiarato alla stampa che l’interesse per Ganso da parte del Milan è tutt’altro che passato.

3. Allegri considera Stephan El Sharaawy l’erede naturale di Robinho, per caratteristiche tecniche e dedizione in fase di sacrificio, oltre che per la grossa attitudine dei due a muoversi molto, togliendo punti di riferimento agli avversari. Puntare sul giovane faraone significherebbe quindi sfoltire un reparto d’attacco già ingombrante anche senza Robinho in rosa.

Non solo; a questo aggiungiamo una deduzione di buon senso: Massimiliano Allegri ha annunciato che la rosa del prossima anno subirà una riduzione, diventando di 25, 26 elementi. Ragionando, non si capisce come sia possibile che in una squadra di 25 elementi l’attacco possa consistere di 6 elementi: almeno un taglio, se non due, dovrebbe essere necessario, altrimenti si rischia di togliere spazio a qualcuno, sopratutto per una squadra che abitualmente gioca con solo due terminali offensivi

4. Il Santos, come già noto da tempo, sta cercando di riportare Robinho in patria per festeggiare al meglio il proprio centenario

5. I tifosi rossoneri vogliono avere almeno un nome nuovo che riaccenda le speranze del popolo: in una campagna acquisti segnata ancora una volta dall’austerity questa è l’unica soluzione per regalare al popolo rossonero un possibile campione senza spendere grosse cifre, posto che la monetizzazione di altri giocatori non è considerata da Via Turati una possibilità: Pato si è svalutato [un discorso su di lui si potrebbe riaprire solo se il giovane facesse una grandissima olimpiade, a quel punto il PSG alzerebbe l’asticella dell’offerta ndr], Thiago Silva e Ibra sono dichiarati incedibili, così come Boateng. Insomma, grosse entrate molto probabilmente non se ne potranno fare con una cessione.

6.Robinho è considerato dalla tifoseria il più cedibile tra i big: il feeling totale con la curva non è mai veramente nato; molti non riescono ad accettare l’enorme quantità di gol sbagliata da un giocatore che dovrebbe dare del tu al pallone con i piedi. Ibra e Thiago Silva sono dei beniamini, e anche lo stesso Pato continua a godere del favore della folla nonostante l’annata da non pervenuto. Una cessione di Robinho provocherebbe di sicuro pochi malumori da parte del popolo rossonero.

Per tutte queste ragioni il Milan, a caccia del degno erede della maglia numero 10, che dovrebbe essere lasciata libera da Clarence Seedorf, potrebbe essere spinto a correre il rischio di provare a rendere Ganso un protagonista del nuovo ciclo rossonero: se infatti il giovane del Santos dovesse adattarsi al calcio italiano, il Milan avrebbe un squadra un suggeritore formidabile, degno erede degli storici uomini di fantasia che hanno contraddistinto la storia rossonera. Non ci resta che aspettare e vedere se Galliani deciderà di battere questa pista.

[Alessandro Alampi – Fonte: www.ilveromilanista.it]