Milan, il punto: grande prova dell’attacco, qualche pecca in difesa

logo-milanDomenica sera è stata una vittoria molto importante, specie per come è maturata. Se da un lato le pecche difensive in assenza di Zapata si sono ripresentate puntuali, dall’altro il modo di recuperare la partita e vincerla ha profuso un’iniezione di fiducia a tutto l’ambiente. La prestazione degli attaccanti è stata notevole per abnegazione, impegno e gol. El Shaarawy, peccato per gli errori in zona gol, è stato molto partecipe della manovra rossonera, Boateng si è bene disimpegnato su tutto il campo, Balotelli e Pazzini hanno fatto la differenza.

Le dichiarazioni rilasciate da Balotelli a fine partita però innescano un problema ed un dibattito di non poco conto. Il centravanti ha affermato: “Con arbitri come quello di questa sera non è possibile giocare, ed è normale che mi arrabbio, anche perchè prendo mille calci e poi vengo ammonito appena parlo e dico una parola di protesta”. La questione è arcinota e si ripropone dopo le annate di Ibrahimovic. I due hanno uno spessore tecnico e fisico notevole e sono oggetto delle “carezze” dei difensori avversari dal primo al novantesimo minuto, spesso accompagnate da provocazioni verbali e non solo; rivedersi la scena relativa all’atteggiamento di Rolin dopo la concessione del calcio di rigore tra tutte le altre.

A dar fiato alle trombe, si ci è messa nella giornata di ieri anche la società di statistiche Opta Sports, secondo la quale, Mario Balotelli dal suo arrivo al Milan è il calciatore più picchiato d’Europa con 47 falli subiti. Ha quindi perfettamente ragione il centravanti rossonero quando si lamenta del trattamento che riceve dagli avversari e della noncuranza di arbitri e assistenti, che non puniscono a dovere il gioco duro ai suoi danni. Gli ufficiali di gara presenti sui campi di gioco dovrebbero semplicemente applicare il regolamento e punire gli interventi fallosi. Ricordiamo ai più distratti che Van Basten a causa dei falli ripetuti e sistematici subiti in carriera, ha dovuto precocemente appendere le scarpe al chiodo. Gli arbitri e gli assistenti, sempre molto attenti quando si tratta di punire Balotelli per le sue proteste ed i suoi falli dettati dal nervosismo accumulato in gara, dovrebbero stare più attenti anche al trattamento subito dal calciatore che, comunque, è un patrimonio per l’intero calcio nazionale.

Intanto, contro il Catania, dall’ingresso di Pazzini in poi, abbiamo visto un’altra versione dell’attaccante. Spostato sulla sinistra, è stato determinante nelle azioni dei gol del “Pazzo” e nel procurarsi il calcio di rigore. Il rendimento di tutta la squadra è notevolmente aumentato ed in zona gol Pazzini si è fatto rispettare a dovere. Potrebbe essere un’idea insistere con questo schema provando a spostare El Shaarawy sul lato destro dell’attacco e vedere l’effetto che fa. Quest’ultimo, in una nuova posizione di campo potrebbe rappresentare un nuovo elemento a sorpresa per le difese avversarie consentendo a Boateng di retrocedere a centrocampo al posto di uno spento Nocerino.

Venendo alle cose future, il disimpegno istituzionale di Berlusconi dalle vicende della politica, potrebbe significare un riavvicinamento del Presidente alla sua “creatura”; sappiamo i vantaggi che da sempre la vicinanza di Berlusconi produce alla squadra. Certo “la guerra fredda” con Allegri in questo momento non giova, ma in un futuro prossimo potrebbe essere determinate. E potrebbe essere determinante anche sul mercato dove è indispensabile intervenire con almeno 3 innesti di spessore al fine di colmare il gap in campionato con la Juventus ed in Champions con le tedesche, le inglesi e le spagnole.

A tal fine urge l’acquisto di un portiere. Abbiati è spesso infortunato e Amelia non è una garanzia, dal suo lato, Gabriel è ancora acerbo. Prevedendo la partenza di Amelia, il nome più opportuno per la porta del Milan è quello di Julio Cesar. Una garanzia ancora per un paio d’anni, potrebbe favorire la crescita di Gabriel suo connazionale, con Abbiati a far da secondo al riparo da frequenti ricadute fisiche. Il QPR, attuale squadra del portierone brasiliano è matematicamente retrocessa e Julio Cesar è libero di accasarsi altrove, oltretutto, nell’ultimo match non è stato schierato per via della fotografia con indosso la maglia del Chelsea. C’è terreno fertile insomma per agire.

Un altro innesto di qualità e di spessore urge a centrocampo. La batteria dei centrocampisti del prossimo anno dovrebbe vedere ai nastri di partenza Flamini, Montolivo, Boateng, De Jong, Muntari, Cristante e Ambrosini. Non ci sarà spazio per Traorè e Nocerino. Necessita l’acquisto di un calciatore di spessore tecnico e di personalità, Hernanes è il profilo ideale.

In attacco, via Bojan e Robinho, resteranno certamente Balotelli, Pazzini, Niang, ed El Shaarawy, a questi si aggiungerà Saponara. Lavezzi o Robben sarebbero la ciliegina sulla torta. Attenzione, come sempre, al numero degli extracomunitari. Se verrà confermato l’arrivo di Jherson Vergara, ci sarà spazio solo per un altro calciatore con questa caratteristica. In difesa al contrario di quanto si dice, non si prevedono grossi movimenti o investimenti. Si sa, Berlusconi ama spendere in attaccanti e giocatori di fantasia. Se riavvicinamento ci sarà, aspettiamoci qualche spesuccia su questo fronte piuttosto che in difensori.

[Sandro Cerisano – Fonte: www.ilveromilanista.it]