Milan, il punto: Seedorf scommessa vincente?

logo-milanIl 2014 del Milan è iniziato nella maniera più imprevista possibile. Erano infatti in pochissimi quelli che potevano immaginare un cambiamento di questo calibro nella stagione del diavolo. La partita persa contro il Sassuolo ha dato vita ad una nuova fase dell’era Berlusconiana, anticipandola di ben sei mesi sul ruolino di marcia previsto. L’avvento di Clarence Seedorf si sarebbe dovuto concretizzare solo a stagione terminata, invece la separazione da Allegri si è consumata prima del previsto con buona pace del tecnico toscano reo di non essere mai riuscito a vestire i panni di un leader in grado di tener testa al balsone di questa maglia.

Seedorf ha letteralmente bruciato le tappe e stabilito un primato assoluto passando da giocatore del Botafogo ad allenatore del Milan nel giro di pochissimi giorni. É proprio per questo motivo che in molti si dichiarano scettici, perchè la poca – o meglio dire nulla – esperienza da tecnico dell’olandese potrebbe rivelarsi alla lunga un handicap soprattutto in un contesto storico difficile come quello che il Milan sta vivendo in questo momento. Analizzando meglio il quadro ci sono però tutti i presupposti perchè l’arrivo di Seedorf, primo allenatore di colore della storia del Milan, nonostante lo scetticismo generale, possa rivelarsi davvero la scelta più azzeccata per il nuovo corso rossonero.

La poca esperienza da allenatore può essere compensata dalla grande intelligenza tattica e visione del calcio a 360° che l’olandese dispone; Seedorf nel corso della sua carriera ha giocato in Olanda, Spagna, Italia e Brasile, vestendo maglie blasonate e riuscendo nell’impresa di vincere ben 4 UEFA Champions League con tre maglie diverse. Il bagaglio di Seedorf è quindi inestimabile sia a livello di club che a livello di nazionale (dove ha disputato con la maglia orange un mondiale e tre europei), esperienze che potranno tornargli utili quando si tratterà di trasmettere le giuste motivazioni ai suoi uomini in vista di impegni fondamentali e carichi di tensione.

Altro aspetto da non sottovalutare di Seedorf è quella di parlare fluentemente diverse lingue, caratteristica che gli permetterà di comunicare al meglio le sue idee e direttive ai giocatori. Molti ne contestano la spiccata personalità che potrebbe andare in contrasto con alcuni elementi dello spogliatoio; ebbene la presunzione in molti casi è tipica dei grandi allenatori che proprio grazie ad essa riescono ad imporre la propria leadership all’interno del gruppo e a farsi seguire ciecamente dai propri uomini. Non ultima infine, la sua vasta conoscenza delle diverse realtà europee e sudamericane che potranno consentire al Milan di arrivare prima della concorrenza sui giovani talenti in giro per il mondo.

Solo il tempo potrà dire se Silvio Berlusconi ha avuto la sua ennesima vincente intuizione; sicuramente la gestione Allegri non sarebbe potuta andare oltre perchè stava finendo con il disintegrare dall’interno ogni tipo di certezza. Non resta che aspettare e dare tempo e fiducia al nuovo tecnico nella speranza che l’approdo di Seedorf a milanello possa veramente sancire una svolta epocale ed essere annoverata tra le saghe più vincenti della storia al pari di quelle di Sacchi, Capello e Ancelotti.

[Francesco Ciociola – Fonte: www.ilveromilanista.it]