Milan: ripercorrere le scelte di mercato della gestione Ancelotti

In questi giorni, complici le continue notizie di ritiro di alcuni volti noti della storia rossonera, si sono fatti molti paragoni tra il Milan attuale con quello Ancelottiano. Si è parlato, giustamente, di fine di un ciclo, forse rimandata troppo a lungo, di rifondazione; i tifosi mugugnano nel sentire che la società non può investire ancora grosse cifre sul mercato, vista la situazione economica del club. Con il passare dei giorni cresce insomma la paura che il Milan 2012/2013 non sarà una squadra competitiva, e in molti associano la mancanza di grandi fondi con l’impossibilità di costruire quello che tutti si attendono e vorrebbero, ossia il quarto ciclo vincente, dopo quelli di Sacchi, Capello e Ancelotti della storia del Milan.

Indubbiamente, le preoccupazioni dei tifosi sono giustificate: il calcio moderno è prima di tutto un grosso giro di denaro, e l’ingresso in questo mondo di importanti investitori, sopratutto di matrice araba, ha accentuato questa tendenza, facendo gonfiare prezzi e stipendi. A parziale consolazione di tutti quelli che sono preoccupati, però, abbiamo deciso di andare ad analizzare la costruzione del Milan di Ancelotti, l’ultimo grande ciclo vincente appunto, scoprendo con parziale sorpresa che molti dei grandi interpreti della storia recente di questo club sono stati acquisiti a cifre tutt’altro che inaccessibili: andiamo a fare degli esempi pratici, citando alcuni nomi che hanno fatto le fortune dei colori rossoneri.

PAOLO MALDINI: Costo zero, il capitano di mille battaglie infatti è un prodotto del vivaio rossonero

NELSON DIDA: Il portierone brasiliano costò al Milan 3 miliardi di lire, circa 1,5 milioni di euro attuali

ANDREA PIRLO: Comprato nel merito di un giro di scambi con l’Inter con un conguaglio di 17,5 milioni di euro

GENNARO GATTUSO: Il Milan pagò il mediano calabrese 8 milioni di euro

CLARENCE SEEDORF: L’olandese arrivò al Milan via Inter scambiato con il terzino Francesco Coco

RICARDO KAKA: L’ultimo pallone d’oro rossonero venne pagato una cifra attorno agli 8,5 milioni di euro

ANDRIJ SHEVCHENKO: Il bomber ucraino venne pagato circa 25 milioni di dollari

ALESSANDRO NESTA: Acquisito l’ultimo giorno di mercato utile per una cifra di 30 milioni di euro

FILIPPO INZAGHI: Già bomber affermatissimo all’epoca della Juve, pippo arrivò al milan per circa 58 miliardi di allora, 29 milioni di euro

Ora, sappiamo bene che, nel frattempo, il calcio è cambiato; oltre al prezzo del giocatore vi è un discorso legato agli stipendi degli stessi che è diventato molto più difficile da affrontare, complice il sistema fiscale vigente nel nostro paese, molto diverso da quello degli altri stati europei, e complice la maggior disponibilità economica degli altri club di alta fascia, dato che contribuisce ad un innalzamento generale delle pretese dei giocatori.

La nostra ricerca però mostra un dato inconfutabile: tranne Nesta, Inzaghi e Shevchenko, gli altri senatori del Milan Ancelottiano sono stati pagati cifre relativamente basse, segno che molto spesso, dove non arriva il denaro, potrebbe arrivare una dirigenza lungimirante e attenta a sfruttare le occasioni che si verranno a creare in estate. Alzi la mano chi, all’inizio, avrebbe mai pensato che due scarti dell’Inter, per fare due esempi che ci sembrano particolarmente significativi, diventassero poi gli artefici dei principali successi sull’altra sponda del Naviglio.

Non vogliamo dire che sia facile, beninteso: ci vuole anche un pò di fattore C. Ma quello di cui possono stare sicuri i tifosi è che il Milan ha una dirigenza molto capace e lungimirante: se c’è una società capace di mettere a segno questo tipo di affari, quella è proprio la dirigenza rossonera. Volete l’ultimo esempio clamoroso? Marco Van Basten costò ad Adriano Galliani 3 miliardi di lire. Lasciamolo lavorare.

[Alessandro Alampi – Fonte: www.ilveromilanista.it]