Mino Francioso: «Scoglio è il Genoa»

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«Scoglio è il Genoa». Con queste parole l’ex rossoblù Cosimo Francioso, ricorda il Professore, il giorno dopo l’anniversario della sua morte. Francioso in questa sua intervista in esclusiva a Pianetagenoa1893.net ha voluto raccontare chi era Scoglio, come uomo e professionista, con aneddoti e frasi celebri. Mino ha vestito la maglia rossoblù dal 1998 al 2002, disputando 132 gare e 65 gol, aggiudicandosi la classifica capocannonieri della serie B 1999-2000 con 24 reti.

Chi era Franco Scoglio?

Scoglio è il Genoa. Quando arrivai a Genova c’era contestazione dei tifosi, che ci insultavano e tiravano oggetti fuori dal Pio. Il Professore, ci disse di uscire in mezzo a loro senza alcun timore, appena lo hanno visto sono partiti cori e applausi, e noi siamo diventati campioni. Questo era il potere che Franco aveva sul suo popolo genoano.

Che tipo di allenatore era?

Era un allenatore che se rientravi tra i titolari, riusciva a farti esprimere al meglio, perchè ti seguiva tutti i giorni, passo dopo passo, infondendoti fiducia e serenità. Invece non instaurava un buon rapporto con le riserve, ma quando vedeva che uno di loro poteva aiutare la squadra, lo buttava nella mischia.

Un aneddoto di Scoglio che le è rimasto nei suoi ricordi?

Sicuramente quando ci portò in Francia prima del derby 2001, quello nel quale andai a segno. Mi ricordo che la partita si giocava in settimana, così decise di portarci in ritiro vicino a Marsiglia. Il giorno seguente riprendemmo a viaggiare e ci portò a Montpellier, per giocare un’amichevole. Finita la partita andammo fino a Tolosa, dove ci aspettava un aereo solo con 12 posti, cioè i titolari della partita, dandoci lì la formazione. Arrivammo alla partita con una carica particolare, con la voglia di far nostra la partita.

In quel derby lei fece un bellissimo gol, proprio sotto la Nord, regalando una bellissima vittoria a tutti i tifosi, che ricordo ha di quella sera?

Un ricordo bellissimo, indescrivibile. Tutta la partita avevamo attaccato, e giocato bene ma il gol non arrivava. Quella famosa punizione non dovevo batterla io perché di solito tiravano o Badra o Stroppa, ma quella sera volevo tirare io e alla fine è andata alla grande. Appena la palla toccò la rete, è venuto giù lo stadio un boato incredibile, da brividi e vedere anche il professore esultare e saltare, è stato meraviglioso, una delle serate più delle tutta la vita. In più quell’anno mancavo solo io fare gol, perché al derby precedente, feci segnare Stroppa.

Cosa si porta dentro di Genova?

Tutto. Io a Genova mi sentivo come a casa, quando mi hanno mandato via ero arrabbiatissimo, perché sarei rimasto anche in serie C, ovunque a qualsiasi cifra. In Liguria avevo trovato una famiglia, ma purtroppo il cambio di proprietà, i problemi finanziari hanno portato alla mia cessione, chissà un giorno tornerò da allenatore.

[Alessandro Casu – Fonte: www.pianetagenoa1893.net]