Napoli-Catania 2-0: al San Paolo si arresta la corsa degli etnei

logo-cataniaNAPOLI – Napoli e Catania lanciate. Di rincorsa e con le ali leggere, spiegate dall’entusiasmo di chi sogna e non vuole svegliarsi. Ad accoglierle è un clima rigido, anomalo per la città partenopea e per il San Paolo. Piove fitto, i gradi si contano sulle dita delle mani. Il contrasto è vivo con il calore della sfida. Azzurri ed etnei, amici fuori dal campo, oggi rivali per inseguire i loro ambiziosi traguardi. Mazzarri deve reinventarsi la difesa e gioca di pre-tattica. Dopo aver fatto intendere che Grava non era forse pronto, manda in campo proprio il campano dal primo minuto, affiancandolo all’altro ex squalificato Cannavaro e a Gamberini. In mezzo il tecnico si priva di Inler e si affida al tandem Dzemaili-Behrami. Sulle fasce Mesto e Zuniga, davanti i tre tenori, Pandev, Hamsik e il matador Cavani. Maran deve rinunciare a Nicola Legrottaglie, fermato da un attacco febbrile. A Rolin il compito di sostituirlo, con Spolli, Bellusci e Capuano. A centrocampo conferme per Biagianti (capitano) e Izco, rientro per Lodi dopo i tre turni di squalifica. Ritorna anche Bergessio. Al suo fianco Pitu e Papu.

Il cuore dei 50.011 n campo

Il pubblico è quello delle grandi occasioni. Cinquantamila sugli spalti, che sembrano in campo insieme agli undici,  testimonianza della delicatezza della sfida. Un prolungato boato accoglie l’ingresso in campo delle squadre. Partenopei in completo azzurro, catanesi in rosso. Scherzo del destino o casualità, i colori etnei sono le due facce di questo match. Il Napoli ha una gran grinta e dopo 10 secondi va già al tiro con Pandev da fuori area. Gli azzurri cominciano a spron battuto. Al terzo minuto Hamsik calcia una punizione in area che la difesa rossazzurra spazza con facilità. omez è marcato stretto ma il Catania  prova a cercarlo. Gli azzurri pur di non farlo passare lo stendono. Ne nasce al quinto una punizione sugli sviluppi della quale Barrientos calcia al volo di poco alto. Il Catania c’è e il Napoli risponde. Ci vuole una gran chiusura di Spolli su Hamsik, liberato da Zuniga.

Intorno al quarto d’ora scende il ritmo un attimo ma poi la partita si riaccende. Iove a sprazzi e Cavani prova a involarsi. È ancora una provvidenziale chiusura di Spolli a vanificare il tentativo dei partenopei. Duella bene in mezzo al campo Biagianti anche se in generale il Catania non è abile a far girare il pallone. Merito anche del Napoli che pressa a tutto campo. Ne è emblema Cavani che ritorna fin nella sua metà campo a recuperare la palla. A farne le spese sono le occasioni, avare perché le due squadre sono attente e dure nei contrasti. E così Bergessio e Cavani prendono calcioni. Mesto sulla sinistra è spesso cercato ma Capuano gli fa una buona guardia. La prima mezzora recita un copione tutto sommato scontato perché, seppur siano gli azzurri a imbastire le manovre, i due portieri restano disimpegnati. Il pubblico del San Paolo rumoreggia  e fischia quando da una azione confusa Bergessio da fuori calcia a lato, non pericolosamente.

Quel fulmine di Hamsik

Tutto ad un tratto l’equilibrio si spezza. Minuto 32. Bergessio perde un pallone a centrocampo mentre il catania è stranamente sbilanciato e da il là alla ripartenza di Cavani. L’uruguaiano scarica su Zuniga che punta Bellusci  e tira raoterra in mezzo. Hamsik sbuca dietro Capuano e insacca. Napoli in vantaggio. Il pallone passa sotto una selva di gambe ma la difesa del Catania non è attenta: lo slovacco non perdona.

La partita si accende

 Il Catania reagisce con un corner. Zuniga tocca di bracio e fa urlare al penalty. L’arbitro lascia correre tra le proteste e il Napoli si rovescia di là. Per evitare il peggio Spolli sportella Pandev per una punizione dal limite. Spolli ammonito. Alla battuta va Cavani e il pallone si stampa sulla traversa. Poi sul successivo fallo è cavalleria rusticana con Gomez che finisce a terra e un mezzo tafferuglio a metà campo. Il risultato è un’ammozione a Grava, forse troppo poco per il pugno che rifila all’argentino  del Catania. Calvarese  non se la sente di espellere il napoletano.

Il calcio è ancora più crudele con i rossazzurri questa sera perché al vantaggio di Hamsik segue il raddoppio dei partenopei a pochi minuti dalla fine della prima metà. E pensare che un minuto prima è proprio il Catania ad avere la migliore occasione del primo tempo. Gomez taglia il campo e serve l’inserimento di Barrientos  che si presenta a tu per tu con De Sanctis ma batte di prima un sinistro che si spegne al lato tra lo sgomento del San Paolo. Dalle quasi stelle, alle stalle. La legge del calcio, quella più ripetuta si concretizza gol sbagliato – gol subito. Corner di Pandev, mischia a risolvere di Rolin, Zuniga la rimette casualmente in mezzo, liscia Bellusci che lascia ancora lo slovacco libero di mettere in mezzo e servire il più facile  degli assist per Cannavaro. Il napoletano la spinge dentro con il più facile dei tap in. All’intervallo quel fulmine di Hamsik spalanca le porte al Napoli per il virtuale aggancio della vetta.

Gol annullato. Poi solo cambi

Pronti via il Catania prova a raddrizzarla. Su corner Bergessio insacca il gol del 2-1 ma l’arbitro prima convalida e poi, su indicazione dell’assistente di porta, annulla. Giocatori e panchina del Catania increduli ma si resta sul 2-0. Al 53’ Gomez ci prova da fuori area servito da Bergessio ma il suo diagonale sfila a lato. Il secondo tempo scorre velocemente. Pur di interrompere le ripartenze dei rossazzurri in Napoli sceglie il gioco duro. Dzemaili è giallo per un atterramento ai danni di Izco.

Inizia la girandola dei cambi

Inler subentra a Dzemaili poco prima che Lodi abbia un’occasione d’oro per riaprirla. Dalla sua zolla dei 30 metri calcia una punizione pericolosa che costringe De Sanctis ad un vero e proprio miracolo. La prima scelta di Maran è quella di inserire Almiron per uno stanco Biagianti. Mazzarri risponde dando fiato al mattatore della serata, Hamsik, sostituito da Insigne. Lo slovacco raccoglie la meritata standing ovation. Esordisce davanti ai suoi tifosi Pablo Armero che rileva al 84’ Zuniga.

L’ultimo quarto d’ora offre folate sporadiche da un lato e dall’altro ma non tali da impensierire i due portieri. Nel Catania prima Lodi e poi Barrientos non trovano la porta mentre nel Napoli è Inler a non trovare la mira. Una manciata di minuti anche per Doukara, out uno spento Lodi.

Finisce così. Il Catania, bagnato e sfortunato ferma la sua corsa al San Paolo. La prima sconfitta del 2013 arriva più per episodi che per demeriti. Sul risultato probabilmente peserebbero le decisioni dubbie di Calvaresi che decide di non espellere Grava e di non convalidare lo stacco di testa di Bergessio. Ma è meglio non pensarci ed analizzare gli errori individuali e le piccole disattenzioni che hanno permesso al Napoli di chiudere la partita già nel primo tempo.

[Federico Caliri – Fonte: www.mondocatania.com]