Napoli, il punto: continua crescita dal 2009, i meriti di Mazzarri

Nel segno della continuità. Tutto si può dire di questo Napoli tranne che non sia cresciuto a vista d’occhio dal 2009 in poi. Non ce ne vogliano i tecnici che hanno preceduto Mazzarri, ma con il sor Walter in panchina ė stata tutta un’altra cosa. Avrà mille difetti il toscano ma è un gran lavoratore, un uomo di campo che porta i risultati senza far spendere neanche troppo al suo presidente. Ha l’abilità di trasformare in oro tutto quello che tocca. Non dimentichiamo che quando Cavani fu acquistato da De Laurentiis per diciotto milioni di euro era un attaccante che al massimo aveva segnato tredici gol in un campionato. Ebbene, il tecnico partenopeo l’ha fatto diventare uno dei bomber più forti del mondo e il suo valore si è triplicato. Oggi Edi, dal milione e duecentomila euro che guadagnava, ė passato a quattro e mezzo a stagione. Anche Pandev ha tratto giovamento dalla cura Mazzarri. All’Inter, dopo l’exploit alla corte di Mourinho, era stato messo in naftalina. Il macedone, nel giro di un anno, è tornato ad essere quel campione che in carriera ha vinto praticamente tutto.

Domenica scorsa col Parma ha dato un primo assaggio delle sue vere qualità tecniche e tattiche. E siamo solo all’inizio. Figurarsi quando il torneo entrerà nel vivo cosa sarà capace di fare. Tiratina d’orecchie a parte, Mazzarri sta facendo un gran lavoro con Insigne. Per amor del cielo, Lorenzo è nato per giocare al calcio ma senza una buona guida il futuro non è assicurato. È passato da Zeman ad un altro Maestro, così come lo ama definire il vecio del giornalismo Italo Cucci. Di più non poteva chiedere il talento di Frattamaggiore. Mazzarri dovrà superare se stesso con Vargas. Il cileno era arrivato a gennaio dell’anno scorso come un top player visti i successi conquistati nel suo paese. Purtroppo, però, si è ritrovato a fare i conti con una realtà italiana del tutto diversa. È diventato un calciatore qualunque e ora spetta al suo tecnico farlo esplodere. Sicuramente ci riuscirà.

Il Napoli è una squadra d’alta classifica ma per confermarsi fino a maggio prossimo deve diventare perfetta in tutti i reparti. Per il momento la difesa non si è ancora scrollata di dosso le difficoltà dell’anno passato. È un pó la “criptonite” di un team che ha tutte le carte in regola per battagliare con la Juventus. Mazzarri ci ha lavorato tanto in ritiro per consentire a Cannavaro e compagni di non tremare ogni qualvolta gli avversari battono una punizione o un calcio d’angolo. Chissà cosa scatta nella mente dei calciatori quando arrivano i palloni alti in area di rigore. Eppure rispetto alla scorsa stagione c’è un centrocampo più folto che da maggiore copertura. Il Maestro di San Vincenzo si sgola dalla panchina per far capire ai suoi come devono disporsi e quali sono i movimenti da fare ma spesse volte il Napoli va in tilt. Perde la bussola e consente all’avversario di rendersi pericoloso. Adesso, purtroppo, si sono fermati anche Britos ed Aronica e a sinistra è emergenza. L’uruguaiano ce ne avrà per un mese, il palermitano dovrebbe rientrare molto prima.

I napoletani tornano a respirare aria d’Europa. L’anno scorso di questi tempi si era eccitati per la Champions, oggi ci si deve accontentare della Coppa Uefa. Cambia un bel pó, la competizione ha meno appeal ma non per questo deve essere snobbata. Mazzarri, giustamente, deve fare i conti con un ciclo di molte partite e di conseguenza non può fare altro che affidarsi al turn over. Tanti i cambi ma contro l’Aik Solna è l’occasione buona per capire se veramente nel Napoli sono tutti titolari. Il tecnico ci ha tenuto ad avere due calciatori bravi per ogni ruolo per evitare di ritrovarsi come nel passato recente con seconde linee non all’altezza della situazione. I cambi dovrebbero essere ben nove ma Mazzarri è convinto di fare lo stesso bella figura. Speriamo bene…

[Salvatore Caiazza – Fonte: www.tuttonapoli.net]