Napoli: tanti nomi, mercato difficile da gestire

La lista è lunghissima. Il campionato è finito solo venti giorni fa, ma sono già tantissimi i nomi accostati al Napoli in questo principio d’estate che sembra non volerne sapere di far entrare nel vivo il calciomercato. L’amore è cieco, e a volte fa confondere: di qui la palese insoddisfazione che tanti tifosi stanno manifestando. E’ la sfrenata voglia di veder realizzati i loro sogni che condanna per il momento un immobilismo che non si aspettavano. Ma a volte un silenzio può valere più di tante parole.

TRACCIA NASCOSTA – Dopo le dichiarazioni roboanti del Presidente De Laurentiis (“Pazzini ci piace, dipende solo da lui” – “Balotelli, a Napoli per consacrarti, pensaci” – “Toni? Mi sta simpaticissimo, la città di Napoli potrebbe essere come una grande mamma per lui”), adesso il club sembra volersi muovere sotto traccia, adottando una tattica più attendista. E forse più rimarchevole. Per evitare magari che il Raiola di turno possa intervenire nelle questioni di casa azzurra (“Balotelli al Napoli? Le trattative non si fanno sui giornali”), per cercare forse di non concedere vantaggi e per non svelare le proprie intenzioni. Il mercato stenta a decollare, e non solo per la società partenopea. Gli unici affari chiusi fino ad ora sono il trasferimento di D’Agostino dall’Udinese alla Fiorentina, e quello quasi certo di Pepe, sempre dall’Udinese, ma con destinazione Juventus.

Per il resto tante voci, idee abbozzate, incontri, anche in occasione del “Golden Goal 2010” che si è tenuto a Sorrento nel fine settimana, ma nulla di definitivo. Il Napoli, come tutte le altre società di serie a è alla finestra: il compito di Bigon è arduo, non si potrà sbagliare quest’anno, almeno per quanto riguarda la soluzione del problema-attacco. Se il temporeggiare di questi giorni è finalizzato a dragare al meglio il mercato, a vagliare soprattutto il “prototipo” di calciatori che servono alla causa azzurra, ben venga. Senza dimenticare l’annosa questione relativa agli esuberi. E in questo caso coincidono il volere del presidente e quello di Mazzarri: 38 giocatori sono troppi, per le tasche e per la difficotà nell’allenarli. La parola d’ordine sarà sfoltire, magari anche per ricavare contanti da poter riutlizzare in altre trattative.

[Vincenzo Balzano – Fonte:  www.tuttonapoli.net]