Napoli: tre mosse per il salto di qualità

logo-napoliÉ andato in archivio un 2012 sicuramente positivo per il Napoli. Molte gioie, pochi dolori, qualche rimpianto. La vittoria della Coppa Italia, in un club che precedentemente aveva vinto 9 trofei in 86 anni di storia, è stato sicuramente un evento importante, una tappa rilevante dell’era De Laurentiis. Tre i rimpianti più grandi: l’uscita di scena dalla Champions League con il Chelsea (per come è maturata nell’arco delle due gare), la mancata qualificazione alla Champions nella maledetta trasferta di Bologna e, soprattutto, la sconfitta in Supercoppa, determinata – senza dubbio alcuno –  dall’arbitraggio, anche se qualcuno al Nord osa affermare il contrario, in ossequio ai soliti “potentati”.

Il 2013 è, in ogni caso, un anno essenziale per il Calcio Napoli, l’anno della possibile svolta, l’anno nel quale può esserci il salto di qualità per attestarsi definitivamente tra i primissimi club d’Italia e d’Europa.

Tre le mosse, secondo il nostro modesto parere, per determinarlo.

1) Aumentare l’autorevolezza del club. Si ottiene in vari modi: innanzitutto aumentando l’appeal del club, in modo che elementi come Balzaretti, Verratti, Pazzini o Peluso non scelgano sempre altri club ma anche il Napoli. Per farlo, oltre all’intuitivo aumento del tetto ingaggi, bisogna continuare a vincere qualcosa e, soprattutto, migliorare la struttura societaria, inserendo uomini di personalità nel club che possano trasferire ai “nuovi” l’importanza del progetto e l’onore di indossare la maglia azzurra. In tal senso occorre anche acquistare giocatori di maggiore personalità, accettando il rischio di avere difficoltà di gestione interna. L’autorevolezza del club si ottiene, infine, anche facendo ulteriori passi in avanti nel Palazzo e quindi a livello politico.

2) Progettare il nuovo stadio. É diventata condizione ineludibile per la crescita del fatturato e, quindi, degli introiti del club. Dopo la Juventus anche la Roma ha annunciato il nuovo impianto ed altri club sono pronti a seguire tale strada. il Napoli ha trovato un interessante accordo con il Comune. Non basta, occorre uno stadio di proprietà, infrastrutture (magari anche una cittadella dello sport) di proprietà del club. De Laurentiis, imprenditore innovativo e manager avveduto, non può non pensarci, anche se questo “nuovo” stadio passasse per la ristrutturazione del San Paolo.

3) Uomini di calcio. In attesa di capire come finirà il romanzo Mazzarri-Napoli, al club, da giugno in poi, occorre inserire in società un leader, un manager, un direttore generale, un uomo-simbolo che sia un esperto uomo di calcio, che sappia intervenire nel modo giusto gestendo tanto i momenti difficili quanto quelli particolarmente euforici, che sia il tramite tra De Laurentiis e la squadra, che coadiuvi Bigon e il probabile nuovo allenatore, che copra loro le spalle nel bene e nel male. Oltre ai tre punti, non c’è nessun riferimento agli investimenti perché De Laurentiis li ha annunciati, tanto a gennaio che a giugno: non ci resta che attendere e verificare la bontà di essi. Napoli merita di vincere, una società virtuosa come la SSC pure, è dunque il momento di premere sull’acceleratore.

[Dario Sarnataro – Fonte: www.tuttonapoli.net]