Napoli: tre scenari per il dopo Lavezzi

Nel post finale Tim Cup Aurelio De Laurentiis ha definitivamente scaricato il Pocho Lavezzi. Le sue dichiarazioni non lasciano spazio ad interpretazione: “Ha 27 anni, lasciamolo decidere in pace sul suo futuro: se arriva una società disposta a pagare la clausola devo lasciarlo andare. Comunque vada, sono stati 5 anni meravigliosi”. Parole in antitesi con il pensiero dominante di qualche tempo fa: “Non vendo, da Napoli non parte nessuno”.

L’EVENTUALE CESSIONE DI LAVEZZI – Ancora aperto ogni scenario, la strategia in merito di Aurelio De Laurentiis sembra ormai palese: incassare l’intero importo della clausola rescissoria pendente sul contratto che lega l’argentino al Napoli – o una somma poco minore – per reinvestire l’importo su nuovi innesti. Il valore della clausola è pari a 30,8 milioni di euro, il presidente partenopeo ha più volte chiarito di essere poco interessato a contropartite tecniche che riducano la parte cash dell’eventuale vendita di Lavezzi.

SCENARIO 1 – La sostituzione con un elemento di pari valore. E’ quanto auspicato dalla piazza, che non vuole assistere al ridimensionamento degli obiettivi. E’ quanto logico ritenere che accada: Lavezzi ha disputato una stagione ad alti livelli, superiore a tutte le trascorse per rendimento e personalità. In soldoni, l’eventuale sostituzione passa inevitabilmente per un nome forte: Stevan Jovetic è il profilo perfetto. Classe ’89, talento indiscusso, qualità, bagaglio tecnico e freddezza sotto porta, già seguito dal Napoli un anno fa, ingaggio compatibile e prezzo vicino al valore della clausola del Pocho: la sua squadra attuale non risponde più alle ambizioni di un calciatore di primo piano, è la soluzione agognata da Mazzarri. Ma, possiamo scommetterci, anche in caso di avvicendamento sulla panchina azzurra non ci sarebbe tecnico ad opporre resistenza.

SCENARIO 2 – L’esplosione di Lorenzo Insigne con la maglia del Pescara in serie B è sotto gli occhi di tutti. La cura Zeman ha lasciato in eredità un calciatore dalle potenzialità elevatissime: 20 reti stagionali, più che il dato ad impressionare è la fattura delle realizzazioni. Ma l’eventuale – parliamo ancora di eventi non certi – sostituzione di Lavezzi pesa: il Pocho è un calciatore affermato, Insigne per forza di cose deve ancora dimostrare tutto. Il presidente sembra avergli aperto le porte del Napoli: “Lorenzo tornerà qui per giocare ed è già proiettato a disputare l’Europa League”. Un’investitura. Ma, se realmente si voglia puntare in alto, perché no Insigne più un acquisto? Il Milan, per ricorrere ad un esempio, vanta quattro attaccanti di assoluto valore: Ibrahimovic, Pato, Cassano e Robinho. La logica delle grandi squadre è l’alternanza, gioca chi sta meglio. Perché il Napoli non può? Ecco allora che – con l’approdo di Insigne – si pensa ad un’operazione particolare: prelevare Giuseppe Rossi, vecchio pallino di De Laurentiis, ad un prezzo accessibile – pesante infortunio e Villarreal retrocesso in serie cadetta –  ed attenderlo nella fase di recupero. Con un Insigne nel motore.

SCENARIO 3 – L’immancabile colpo di scena. Che poi a dire il vero non risulterebbe tale, stando alle contrastanti dichiarazioni del presidente: “Non ci sono offerte per Lavezzi, chi lo vuole deve pagare la clausola”. Tradotto: nonostante le lacrime che lasciano preludere all’addio e l’intento della società di cambiare, c’è ancora spazio per la riconferma del Pocho in azzurro. E’ quanto spera una grande fetta del popolo partenopeo, è una soluzione che non chiude all’approdo di Insigne. Per la logica dell’alternanza a cui si faceva riferimento in precedenza. Quattro attaccanti – Cavani, Lavezzi e due tra Pandev, Insigne e Vargas – non sono troppi per una squadra che vuole realmente compiere il salto di qualità, colmare il gap con le più attrezzate e non fare passi indietro sul percorso della crescita.

[Massimiliano Bruno – Fonte: www.tuttonapoli.net]