Nations League – Mancini: “Pochi italiani in campo, ci sono delle difficoltà”

Nations League - Mancini: "Pochi italiani in campo, ci sono delle difficoltà"

Le parole del Commissario Tecnico della Nazionale Italiana in vista dei due impegni contro Polonia e Portogallo. 

ROMA – Il 7 settembre l’Italia scenderà in campo contro la Polonia nel match valido per la UEFA Nations League. Sarà la prima sulla panchina della Nazionale per Roberto Mancini che parla in questo modo in vista del doppio appuntamento ravvicinato contro Polonia e Portogallo: “Non sarà semplice contro i polacchi che hanno fatto un Mondiale mediocre ma sono una grande squadra. Però vogliamo partire bene, e mettere insieme una formazione competitiva in poco tempo e vincere”.  Come vorrebbe far giocare Mancini la sua Italia? E’ presto per dirlo, i giocatori devono ancora arrivare. Conterà l’atteggiamento dei ragazzi, e che sia un atteggiamento offensivo. Il modulo è relativo, ma l’atteggiamento della squadra deve essere positivo”.

L’ex allenatore del Manchester City, poi, prosegue: “Abbiamo convocato diversi giocatori per ottimizzare il poco tempo che abbiamo, ma pochi giocatori italiani che stanno giocando, e questo potrebbe essere un problema. Ma ora c’è la Nations League e cercheremo di partire bene”.

Infine spazio al capitolo convocazioni: “Abbiamo chiamato chi era già nel giro, chi ha giocato le ultime tre gare e aveva fatto bene. Tempo non ne abbiamo, non ci sono giocatori italiani che giocano, abbiamo qualche difficoltà ma il fatto che possiamo lavorare in questi giorni e conoscere altri giocatori può essere importante. I giocatori esperti li abbiamo, se possiamo conoscerne anche altri va bene. Cutrone? Lui è un giocatore che fa gol vede la porta, ma non possiamo portarli via tutti all’Under 21. Speriamo che continui a far gol e a giocare. Zaniolo? Oltre a quelli conosciuti, abbiamo chiamato ragazzi che hanno fatto bene con le nazionali Under 19, Under 20. Ne chiameremo altri per capire cosa possono dare in futuro, ci vuole anche il coraggio di far giocare i giovani bravi se ci sono”.