Nazionale: Conte per il dopo Prandelli?

logo-figcConte in Nazionale, Prandelli alla Juventus. Non è mercato, non è manco fantamercato: solo una delle tante suggestioni circolate nelle ultime ore, da quando ha preso campo la notizia del quasi certo abbandono del ruolo di ct da parte del Cesare azzurro dopo i Mondiali in Brasile. Già vicino al ritorno alla “Vecchia Signora”, per cui ha giocato e non ancora allenato, l’ex tecnico della Fiorentina potrebbe ricominciare proprio da Torino, da dove – specie dopo un successo europeo – potrebbe partire Conte, parso non proprio garante della sua permanenza a lungo dalle parti di Vinovo ogni volta che è stato interpellato a riguardo.

Tutte altre risposte, quelle fornite dai suoi giocatori, sia nei giorni caldi dello scorso maggio, quando le voci su un divorzio da Agnelli si rincorrevano una dopo l’altra, sia adesso, che spira lieve il vento delle fantasie.

«Non credo abbia abdicato – ha dichiarato, ad esempio, Buffon – A noi e alla società, non ha mai detto che lascerà la Juventus. È giusto che tutti gli allenatori sognino la panchina azzurra, è normale che sia così. Ma ci sono tanti allenatori bravi in Italia…». Il capitano “bianconerazzurro” se lo vuole tenere stretto, il tecnico salentino, uno che segna tutti. «Mi è dispiaciuto lasciare amici, compagni e soprattuto mister Conte – ha esternato Giaccherini – Lui ha dato una svolta decisiva alla mia carriera e per questo gli sarò sempre grato. Ma cercavo una soluzione che mi permettesse di giocare con continuità, pur rinunciando al “top”. Volevo tornare protagonista, anche se alla Juve davo il mio contributo». E proprio il “contributo” fornito alla Juve ha aperto le porte della Nazionale al piccolo centrocampista, meritevole dell’attenzione di Prandelli, nonostante lo stesso premetta da sempre il giocare con continuità al talento effettivo.

Elemento fisso negli ultimi anni della Nazionale, Giaccherini; elemento cardine da molto più tempo, Buffon. Che martedì, proprio a Torino, raggiungerà Cannavaro a quota 136 presenze, tetto dei fedelissimi azzurri: «È un obiettivo che mi darà grandi soddisfazioni: sono stati 16 anni bellissimi, caratterizzati anche da qualche infortunio che poteva mettere in seria discussione tante cose. Ma li’ credo di averci messo anche del mio, di essere stato bravo, perseverante e umile nel rimettermi in gioco».

Come anche alla Juve, del resto. Juve che, secondo il portierone, sta «proseguendo quel percorso di consapevolezza, maturazione e miglioramento nato da due anni a questa parte e che grazie al lavoro del nostro allenatore, alla nostra dedizione e alla sapiente regia della società sul mercato, ci può portare adesso qualche passo più avanti rispetto alla passata stagione. Ma abbiamo anche la certezza che in Europa ci sono 3-4 squadre che, se non più forti di noi, partono avvantaggiate, mentre in Italia dobbiamo stare attenti».

Con Conte (ieri e oggi presente a Nyon per il tradizionale incontro con gli allenatori delle squadre impegnate in Champions League, l’anno scorso saltato per la famosa squalifica), su questo non ci sono rischi.

[Giuseppe Piegari – Fonte: www.goalnews24.it]