Palermo, gli equivoci che impediscono il salto di qualità

Sembra lontana un secolo la vittoria esaltante contro il Bologna che fece stropicciare gli occhi sognanti dei tifosi rosanero. A distanza di una settimana sono arrivate due brutte sconfitte e tanti dubbi a decimare le certezze che sembravano acquisite. Una prima sconfitta con il Cska pesante nel punteggio, ma non nello svolgimento e nella prestazione. Una seconda sconfitta a Udine, limitata nel punteggio, ma molto pesante per il modo in cui si è concretizzata. Tutta una serie di equivoci, non sappiamo quanto volontariamente  irrisolti, sono venuti a galla prontamente appena le condizioni sono state quelle meno positive per la squadra rosanero.

Iniziamo con il dire che la formazione tipo del Palermo, che fa perno sui due sloveni su Pastore e sul centrocampo supportato da Nocerino e Migliaccio, ha bisogno per essere efficiente di ritmi di gioco non spasmodici. I vari Ilicic , Pastore, Pinilla .. . devono avere il tempo di far girare la palla triangolare e giocare anche di fino. Le squadre come l’Udinese, giustamente indottrinata all’uopo da Guidolin, con il suo pressing asfissiante e la velocità di esecuzione ha impedito che il Palermo potesse con serenità sciorinare il fraseggio ammirato ad esempio contro Fiorentina e Juventus.

Allo stato attuale, con squadre dal ritmo più compassato, riusciamo ad avere il sopravvento tecnico e tattico, contro squadre che non ci fanno respirare siamo destinati a soffrire per larghi tratti della partita. Nel primo tempo è esistita una sola squadra in campo e non erano i rosanero. Secondo equivoco derivante dal primo è rappresentato dall’impiego di Migliaccio e Nocerino. Contrastare gli elevati ritmi avversari è compito precipuo di questi due ragazzi. Ma tutti abbiamo notato, quantunque abbiano dichiarato il contrario, che per loro ripetere tre prestazioni a tutta velocità in otto giorni è praticamente impossibile, soprattutto a livello mentale. Se avete osservato Migliaccio domenica non si reggeva sulle gambe, non ha vinto un contrasto di testa, gesto dove è maestro e quasi sempre vincitore.

L’equivoco sappiamo bene sta nel fatto che in effetti (tranne forse Rigoni) in rosa non esistono valide alternative ai due che devono giocare tutti gli incontri senza rifiatare mai spendendo patrimoni di risorse fisiche e psicologiche che alla lunga si pagano. Equivoco di mercato estivo più volte ribadito da più parti ma che è sembrato non essere “sciaguratamente” considerato da chi doveva provvedere. Questi due allo stato attuale non possono permettersi neanche un raffreddore. Terzo equivoco la difesa. Chiunque mastica di calcio sa che la costruzione delle squadre vincenti parte sempre da una difesa impermeabile. Dispiace doverlo dire, ma evidentemente chi ha condotto la campagna acquisti del Palermo e chi l’ha avvallata non ha tenuto conto di questo basilare assioma.

Accanto a Bovo, è stato proposto un pur valido 19enne come Munoz, per noi sicuro futuro campione, ma che non ha avuto la possibilità di un inserimento graduale come fu fatto a suo tempo per Kajer, inserito sotto le ali protettive di un Carrozzieri e di Bovo stesso. E’ ovvio che per quanto bravo , Munoz commette ancora dei peccati di inesperienza che costano alla squadra dei goal al passivo. Esemplificativa l’azione del primo di domenica, in cui lo stesso ha concesso una punizione non assolutamente necessaria vista la posizione di Di Natale. Goian, ha i suoi limiti che già conoscevamo l’anno scorso, in partite come quella di domenica sembra una zattera in mezzo al mare in tempesta. Il gioco rasoterra dell’Udinese lo ha posto sempre controtempo e il colmo è stato vederlo battuto nell’unica azione con palla alta dell’Udinese, il colpo di testa di Sanchez finito sulla traversa grazie al miracolo di Sirigu. L’alternativa sarebbe Glik, bocciato da Rossi a Praga, che forse con il tempo potrà proporsi a livelli accettabili per il campionato italiano. Ma a noi servirebbero adesso i difensori abili e pronti. Qualcuno ci dovrebbe spiegare come è possibile che si sia voluto scommettere così pesantemente su un reparto cardine della squadra, affidandosi ad un bravo ma altalenante Bovo, un Munoz acerbo e un Goian e un Glik non all’altezza di questo campionato.

Le conclusioni sono ovvie. Un grave peccato di programmazione tecnica. Un azzardo che si sta pagando a caro prezzo. Da chi commesso lasciamo a voi dedurlo. L’ultimo equivoco che andiamo a valutare è quello di Maccarrone. La crisi di Hernandez a parere nostro è solo una parentesi di carattere fisico-psicologico. Ma il mancato inserimento di Maccarrone sembra nascere da un equivoco fondamentale. Lui probabilmente fu preso per sostituire Miccoli. Poi Miccoli non andò via e lui sembra non sentirsi parte del progetto. Vederlo domenica, svolgere il compitino in modo svogliato e con sufficienza estrema, appena subentrato, restando a centrocampo e mai inserendosi nel vivo dell’azione rosanero è stato davvero irritante. Allo stato attuale dei fatti sembrano milioni buttato al vento. In ultimo poniamo a tutti voi una riflessione. Domenica dopo il doppio svantaggio Rossi avrà sentito di dover intervenire, per cambiare la partita. Il classico modo per farlo è cambiare qualcosa a centrocampo e/o inserire delle punte.

Rossi si sarà guardato dietro per vedere la panchina ed ha visto che le sue opzioni erano il 18enne Kasami e il 17enne Pedro. Cioè il vuoto. Ed  è quindi ricorso ad un tutti in attacco, che è servito a poco, viste le precarie condizioni delle due punte inserite Hernandez e Maccarrone. Chi di dovere abbia l’umiltà di riflettere su questo. E non di accusare Rossi, che commette i suoi errori, ma di certo miracoli immediati non è in grado di farne. Con il tempo siamo certi li farà, ma costruirli richiede la giusta pazienza. In ogni caso questa non è una rosa che sembra attrezzata nel modo giusto per affrontare le tre competizioni, e le recenti dichiarazioni di Zamparini, sono sembrate una definitiva mannaia sulle aspirazioni rosanero in Europa League. Dispiace, perché è un film già visto. Per crescere le competizioni europee, secondo noi, sono fondamentali. Domenica contro la Lazio, abbiamo subito l’occasione comunque per riprendere il cammino  e lasciarci alle spalle i dubbi che ci assillano, in attesa di gennaio.

[Girolamo Renda – Fonte: www.tuttopalermo.net]