Petkovic: “Siamo a buon punto ma sono convinto non ancora al 100%”

La Petkovisione ha abbattuto il Diavolo. Troppo forte la fame, troppo forti le motivazioni che Petkovic ha iniettato nei suoi giocatori. A Laziostyle Radio il mister croato vede il bicchere mezzo pieno anche ripensando ai due gol subiti. Parola d’ordine, fame: “Sicuramente contano i 3 punti ma conta anche la consapevolezza con cui abbiamo giocato gran parte del match, questi gol subiti oltre che negativi possono essere condiderati positivi, ci danno da lavorare, ci fanno capire che siamo sulla buona strada ma c’è da lavorare“. Nei primi 10′ il Milan ha provato a impostare il gioco, conquistando il centrocampo: “Sicuramente è merito del Milan, dopo queste esperienze negative fino ad ora è arrivato con tante motivazioni, tanta voglia di giocare da subito, dopo l’1-0 penso che abbiamo dominato in lungo e in largo la partita“. Una Lazio che si sa adattare, sa risorgere dalle proprie ceneri: L’approccio dipende dall’avversario, dal momento del match, noi dobbiamo essere camaleontici, pronti a soffrire e rinascere, imporre il nostro gioco, abbiamo mollato in certe fasi di gioco per poi riprenderci, dopo il secondo gol subito abbiamo tenuto in mano il gioco, e loro non hanno avuto occasioni. Abbiamo avuto buone occasioni, non siamo stati abbastanza cinici da ammazzare l’avversario, chiudendo sul 4-0“.

Mai soddisfatto del tutto il mister, niente promozione a pieni voti: Fino ad ora abbiamo affrontato avversari che non ci aggredivano, ci aspettavano, il Milan ha giocato in maniera aggressiva, noi volevamo sfrutttare gli spazi aperti, siamo stati bravi, siamo promossi non con il massimo voto, pieni di fiducia di poter lavorare e crescere“.  Margini di miglioramento sempre: “Siamo a buon punto, l’ho detto ai giocatori, sono convinto che non siamo al 100% e abbiamo tantissimi margini di miglioramento anche mentale”. Non sono importanti le due punte, o il peso dell’attacco su un solo centravanti: “Se si va su equilibrio e ripartenze o si vuole dominare e essere presente nei 12 metri ma l’importante è avere 4 centrocampisti di supporto che devono essere compatibili, come nel  gol di Klose, erano 4 in area, e io voglio che si giochi cosi, che attacchino cosi“.

EUROPA – Giocare l’Europa ha i suoi pro e contro: “Brutto che non si riesca ad allenarsi bene e provare, ma bello perchè l’allenamento è fatto per giocare, giocare piace ai giocatori. Giovedi è partita tosta, contro l’Aris ha giocato abbastanza bene, non ha vinto, gli spettatori sono molto caldi, non ci aspetta una partita facile dobbiamo andare là con rispetto ma a viso aperto“. Toto-convocazioni: “Di questi 25 giocatori 3-4 non possono essere considerati, anche Lulic non ha fatto allenamento completo contro il Milan ha preso una botta, non riusciva a respirare gli si era alzato il diaframma, spero di recuperare tutti per poter cominciare a scegliere da domani”. Quante speranze ci sono per Zarate e Onazi? “Per Zarate come per Onazi ci sono sempre le possibilità ma loro devono spingermi a dargli la possibilità”. Marchetti out, ma piena fiducia a Bizzarri: “Non penso cambierà qualcosa a livello difensivo, peccato che Marchetti si sia infortunato, ma tutto l’ambiente e io ha fiducia negli altri portieri. Radu oggi ha fatto una partitella di 20′, è un pò a corto di fiato ma ha tanta voglia, presto potrebbe essere convocato”. Il panzer riposerà, a buon bisogno: “C’è la possibilità che Klose riposi, dobbiamo pensare ad un campionato molto impegnativo, parlerò con Miro e diversi altri giocatori, e cercheremo una soluzione”. Altra parola d’ordine: gestione. Bisogna saper gestire le forze: “Dopo derby c’è anche nazionali, dobbiamo gestire bene la situazione. Il mio staff sta facendo benissimo, e dimostra non solo lavoro ma affiatamento e grande fiducia da parte dei giocatori”. Ttutti i giocatori sono uguali: “Cerchiamo di trattare tutti i giocatori alla stessa maniera, tutti i giocatori sono uguali, qualcuno è più uguale, e l’attenzione che possiamo cerchiamo di darla a ciascun giocatore”.

RAPPORTI Il rapporto con il Presidente è stato impostato sin da subito nel modo corretto: “Ringrazio il presidente, abbiamo trovato subito un dialogo aperto e concreto, non abbiamo mai avuto problemi non è vero che sapevo tutto della Lazio, sapevo da esterno, ma è tutto diverso conoscere i giocatori tutti i giorni”. Anche il rapporto con i tifosi ha avuto fioritura immediata: “Hanno tutto il diritto e mi piace che i tifosi volino, ma noi dobbiamo rimanere con i piedi per terra sudare per guadagnare ogni punto. Mi comporto da uomo, come sono, mi fa piacere di essere riuscito ad avvicinarmi alla gente. I complimenti i ragazzi li meritano, e sono fiducioso vedendo come si sono comportati fino ad ora“. Cambio di mentalità, questa la parola d’ordine: “Non dobbiamo salvare l’avversario, o aiutarli a crescere, dobbiamo guardare a noi, essere pronti e chiudere la gara il prima possibile”. Scatta un paragone con Mourinho, che Petkovic prende con le pinze: “Sicuramente quel che ha fatto fino ad ora Mourinho, è da apprezzare e da seguire, non tutti riescono ad essere come lui, ma certe idee si apprezzano e cerchiamo di metterle in pratica”.

DERBY – 11 novembre. La data che tutti aspettano. Il derby. Il mister se la cava con due battute: “Dopo il 10 giusto? Il derby è speciale, ma devo pensare a tante partite prima e dopo e stavo pensando già a come far riposare qualche giocatore anche per il derby”.

[Luca Capriotti – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]