Primo sorriso del 2011: Radu torna a disposizione e l’equilibrio difensivo ringrazia…

FORMELLO – Il primo sorriso del 2011. E’ quello di Stefan Radu, che nel primo giorno di lavoro del nuovo anno solare è tornato a disposizione di Edy Reja. In realtà, il suo non è stato un calvario, ma uno stop programmato che l’ha costretto ad assistere dalla tribuna i suoi compagni solo in occasione dell’ultimo impegno contro l’Udinese.

IL RITORNO DI RADU PER RITROVARE EQUILIBRIO DIFENSIVO – La Lazio ha pagato a caro prezzo la sua assenza anche a Torino con la Juventus, ma in quella circostanza il rumeno era stato anche appiedato dal giudice sportivo. Tre settimane di degenza post-operatoria per l’intervento in artroscopia effettuato lo scorso 7 dicembre, appena quattro giorni di lavoro differenziato e l’attesa è già finita. Il suo rientro a pieno regime con il gruppo era annunciato già da inizio settimana, ma vederlo materializzarsi a quattro giorni dalla trasferta di “Marassi” fa comunque un bel effetto. Pur senza forza eccessivamente, ieri ha fatto tutto, compreso esercitazioni tecniche (possesso palla con piedi e mani), approfondimenti tattici con il vice Lopez (cura in particolare i movimenti nella fase di contenimento) e partitella finale.

Se tutto andrà come da programma, a Genova il numero 26 riprenderà possesso della sua corsia di competenza, quella mancina, che nelle ultime due circostanze ha visto impegnati con “fortune” alterne Cavanda e Diakitè e che per almeno altre due settimane non può contare su Garrido, ancora alle prese con la tendinopatia. Radu avrà altri tre giorni di tempo per chiudere l’”emergenza” e per sciogliere definitivamente il nodo. Il ginocchio è clinicamente guarito, i margini di rischio sono minimi e si riferiscono solo ad un ricondizionamento atletico da perfezionare nelle prossime 72 ore. Probabilmente contro Toni e compagni non potrà essere al massimo della forma, ma la sua presenza è fondamentale per riequilibrare una retroguardia che ultimamente ha accusato qualche battuta d’arresto. In fondo si sa, quando Reja è costretto a fare a meno di uno dei suoi 12 titolari (inclusi sia Matuzalem che Ledesma) prestazioni e risultati ne risentono.

Prima del successo con i bianconeri di Guidolin i numeri erano spietati in tal senso: 23 punti su 30 erano stati totalizzati in assenza di defezioni basilari, mentre nelle 7 gare in cui il goriziano è stato costretto a cambiare almeno un titolare sono arrivate le quattro sconfitte stagionali. Le tre reti con l’Udinese hanno abbassato un po’ la media, ma l’assenza di Radu ha contribuito a creare più di un imbarazzo in una difesa che negli ultimi 180’ giocati è stata declassata al quarto posto. Motivi in più per caldeggiare il rientro in pianta stabile del difensore, che tornerà ad affiancare Lichtsteiner, Biava e Dias (il brasiliano e lo svizzero sono diffidati) ed a proteggere Muslera, che ha smaltito lo stato influenzale dei giorni scorsi. Ulteriori riscontri si attendono tra oggi e martedì, ma i sentori sono molti positivi.

NEL 4-3-1-2 BROCCHI CENTRO-DESTRA E BALLOTTAGGIO LEDESMA-MATUZALEM – Con i recuperi di Radu e Floccari, l’unico vero dubbio di formazione si concentra a metà campo, dove si consumerà l’ennesimo ballottaggio a tre tra Brocchi, Ledesma e Matuzalem. Oltre che dallo stato di forma del momento, molto dipenderà anche dal modulo con il quale Reja avrà intenzione di schierarsi. Se Ballardini dovesse optare per il suo consueto 4-3-1-2, anche la Lazio potrebbe scegliere la via del “rombo”, schierando uno tra Ledesma e Matuzalem davanti la difesa, con due intermedi ai lati: Brocchi sul centro-destra e Mauri sul centro-sinistra. A mantenere in una posizione di privilegio teorico l’ex rossonero sugli altri due è il fatto che per caratteristiche fisiche e tecniche può ricoprire con disinvoltura sia il ruolo di interno di corsa che di centrocampista centrale in caso di passaggio in corsa al 4-2-3-1.

Nelle ultime due sedute, il friulano ha provato entrambe le soluzioni. L’ha fatto venerdì nell’amichevole in famiglia di chiusura anno, quando da una parte ha provato la coppia Matuzalem-Brocchi e dall’altra ha posizionato Ledesma come vertice basso del rombo; situazione testata anche ieri nel corso delle esercitazioni tattiche difensive, nelle quali a protezione della porta si alternavano due quartetti difensivi e due registi bassi (Ledesma e Matuzalem appunto). Esercizi di 4 contro 10 che lascerebbero pensare ad una Lazio versione 4-3-1-2, in cui ci sarebbe spazio per uno solo tra l’argentino ed il brasiliano.

NEL 4-2-3-1 (O 4-4-1-1), LEDESMA E MATUZALEM INSIEME – Ma questo, come già detto, dipende molto anche dalle scelte del Genoa, che negli ultimi giorni di allenamento ha provato anche un classico 4-4-2. In questo caso Reja non farebbe altro che posizionare la sua squadra con uno speculare 4-4-1-1 (4-2-3-1 in fase offensiva), chiedendo a Mauri e Zàrate di abbassarsi in alcuni momenti fino alla linea dei centrocampisti, con Hernanes trequartista alle spalle di Floccari. In questo contesto Ledesma e Matuzalem avrebbero maggiore chance di giocare insieme. La ripresa degli allenamenti è prevista oggi alle 15:00.

[Daniele Baldini – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]