Ranking UEFA: l’Italia tiene il passo, ma l’Europa League diventa un paracadute necessario

22 0

UEFA

Il bilancio dell’ultima settimana nelle coppe europee restituisce un’immagine a due facce per il calcio italiano. Se la Champions League ha regalato più ombre che luci, la stabilità del nostro movimento nel ranking UEFA per nazioni è stata garantita dai risultati ottenuti nelle competizioni meno prestigiose, confermando quanto l’Europa League sia diventata un terreno di caccia fondamentale per mantenere alta la competitività del sistema Paese.

I risultati della massima competizione continentale non sono stati brillanti. La Juventus, con il successo sul Benfica, ha ottenuto l’unica vittoria del pacchetto Champions, in una giornata segnata dai passi falsi interni di Inter e Atalanta, superate rispettivamente da Arsenal e Athletic Bilbao. A completare un quadro non entusiasmante è arrivato il pareggio esterno del Napoli a Copenhagen.

A bilanciare il rallentamento delle “grandi” ci ha pensato però l’Europa League. Il pareggio del Bologna contro il Celtic e, soprattutto, la vittoria della Roma sullo Stoccarda hanno permesso all’Italia di consolidare la quinta posizione con 12.035 punti. Il successo giallorosso assume un valore strategico doppio: oltre ai punti accumulati, la vittoria è arrivata contro una rappresentante della Germania, nazione che attualmente occupa il terzo gradino del podio e rappresenta uno dei target diretti per la rincorsa alle prime due posizioni.

La classifica attuale vede l’Inghilterra saldamente al comando (14.152), seguita dalla sorpresa Polonia. La posizione polacca, tuttavia, appare destinata a un ridimensionamento nel lungo periodo, essendo legata esclusivamente ai risultati in Conference League, competizione che alla lunga garantisce meno spinta rispetto ai turni eliminatori delle sorelle maggiori. Più concreta la lotta con Germania (12.428) e Spagna (12.187), che restano a breve distanza dall’Italia.
Il prossimo turno rappresenterà il primo vero spartiacque della stagione. Con la chiusura della fase a girone unico, inizieranno le prime eliminazioni definitive e ogni punto peserà in modo specifico. Il calendario mette l’Italia di fronte a esami complessi, con due scontri diretti che potrebbero ridisegnare gli equilibri: l’Inter farà visita al Borussia Dortmund, mentre il Napoli ospiterà il Chelsea.

Determinanti saranno anche le sfide della Juventus a Monaco e dell’Atalanta in Belgio contro l’Union Saint Gilloise. In un contesto così serrato, la capacità di non disperdere punti contro federazioni meno quotate (come nel caso degli impegni di Bologna e Roma contro Maccabi Tel Aviv e Panathinaikos) diventerà la chiave per non perdere il treno delle migliori d’Europa.

Per capire la portata della prossima giornata, è necessario guardare oltre il semplice risultato della partita. Il ranking UEFA per nazioni si basa su una media ponderata: il totale dei punti accumulati dai club viene diviso per il numero di squadre che la federazione ha portato in Europa all’inizio della stagione (per l’Italia, il divisore è 8).

Se il sorpasso sulla Polonia è considerato fisiologico poiché i club polacchi non possono più accumulare i ricchi bonus garantiti dai passaggi del turno in Champions ed Europa League la vera sfida è con Germania e Spagna. In questa fase, ogni vittoria vale 2 punti, ogni pareggio 1 punto, ma il vero salto di qualità arriverà dai bonus di qualificazione: il passaggio agli ottavi di finale di Champions, ad esempio, garantisce punti extra che possono spostare i decimali in modo decisivo.

Le sfide Borussia Dortmund-Inter e Napoli-Chelsea sono i classici “match da sei punti”. Vincere contro tedesche o inglesi significa non solo aggiungere punti al proprio bottino, ma contemporaneamente negare l’incremento alle federazioni che ci precedono. Se l’Italia uscisse indenne da questo turno di scontri diretti, il sorpasso sulla Germania entro la fine degli ottavi di finale diventerebbe un obiettivo estremamente concreto.