Reja ed un 2010 da incorniciare: “Meritiamo otto in pagella, ma la crescita deve continuare…”

FORMELLO –Domani nessuna alternativa alla vittoria, dobbiamo cancellare la battuta d’arresto con la Juventus”. Dimenticare la beffa di Torino e chiudere il 2010 in bellezza, legittimando le ambizioni di vertice maturate nella prima parte della stagione. Concetti molto semplici, quasi scontanti, ma dal grande peso specifico, quelli che animano la vigilia dell’ultimo impegno dell’anno contro l’Udinese. A 24 ore dal match è Edy Reja a caricare la Lazio in conferenza stampa. Punta sulla voglia di rivalsa dei suoi ragazzi e sul desiderio di sfogliare l’ultima pagina del calendario mantenendo saldo il secondo posto in classifica: “Domani avremo l’opportunità di centrare l’obiettivo della vittoria, l’unico che rispecchia fedelmente la nostra mentalità – spiega il tecnico goriziano – Sarebbe bellissimo terminare questa prima fase di stagione mantenendo l’attuale posizione in classifica, sarebbe il coronamento di questo ottimo inizio di campionato. Per farlo dovremo sfoderare una prestazione di altissimo livello, l’Udinese è un avversario molto insidioso e affronterà la seconda della classe con grandi motivazioni”.

Al termine del girone di andata mancano solo le gare con Udinese, Genoa e Lecce, i tempi sono maturi per stilare un primo, positivo, bilancio: “Ormai abbiamo incontrato tutte le squadre più importanti ed abbiamo sempre avuto un comportamento all’altezza della situazione. Il nostro secondo posto è più che meritato, abbiamo dimostrato le nostre ottime qualità, ma adesso dobbiamo continuare con questo passo. E’chiaro che alla fine mancano ancora molti incontri, i giochi non sono ancora fatti. In passato ci sono stati tanti esempi emblematici di squadre che hanno perso terreno alla distanza dopo essere partite molto bene. In questo momento i valori sono questi, ma solo alla fine si potranno tirare le somme”.

Guarda avanti Reja, ma l’ultima partita dell’anno gli fornisce il pretesto giusto per riavvolgere il nastro del suo 2010 laziale. Era febbraio quando ereditò da Ballardini un gruppo sfaldato nei risultati e nel morale. Con il piglio del fine psicologo e dello stratega navigato ha restituito autostima e consapevolezza delle proprie potenzialità, ha evitato l’incubo retrocessione prima ed ha traghettato la squadra ai vertici dopo: “Devo ringraziare lo staff e la società che mi ha messo a disposizione giocatori di un certo valore, ma il plauso va ai giocatori, sono loro i veri artefici della svolta. Ho sempre trovato disponibilità, attenzione e concentrazione. Tutti elementi che ci hanno permesso una maturazione che ora va ulteriormente incrementata. Dobbiamo diventare una squadra veramente sicura di sé e forte di testa. Per come siamo partiti, per le aspettative e per lo scetticismo che c’era prima, meritiamo un voto molto alto, un 8 in pagella. Ad inizio campionato ho detto che avrei voluto che la Lazio fosse la sorpresa e questo si è avverato”.

La settimana post-Juventus “è stata dura, ma la squadra ha reagito ed ha recuperato moralmente”, ora la Lazio chiede strada alla pur convincente compagine di Guidolin: “E’ un avversario molto insidioso, lui è bravo a creare delle trappole, si adatta molto bene agli avversari, è abile nel pressare e ripartire. Poi ha dei giocatori in avanti come Di natale e Sanchez che ti possono creare difficoltà nella zona centrale del campo”.

Per arginare le rapide ripartenze degli attaccanti friulani, Reja si affiderà alla sostanza di Diakitè. Questa volta sarà lui a fare le veci di Radu sulla sinistra e non il giovane Cavanda, che contro Krasic ha evidenziato notevoli limiti in fase di marcatura: “Il ragazzo sta attraversando un periodo non particolarmente buono, inoltre ha dimostrato grandi doti di spinta e minore propensione difensiva. A Torino ha fatto bene, ma qualche carenza ce l’ha avuta, ha sbagliato spesso la posizione nelle diagonali, ha lasciato corridoi centrali sbagliando spesso le distanze. Sul piano difensivo ha ancora qualche carenza, deve lavorare di più. Diakitè in quella zona mi dà un po’ più di equilibrio. Non gli chiederò di scendere sulla fascia, ma avrà compiti prevalentemente difensivi, da questo punto di vista è una buona garanzia. Sta crescendo, lui è un ragazzo molto sensibile, ha bisogno di essere tenuto in considerazione, deve sentirsi parte di un progetto. Può essere un valore aggiunto”.

Complice anche la squalifica che terrà ai box Brocchi, al centro del campo tornerà Ledesma. Per la quarta volta in stagione farà coppia con Matuzalem: “Sono due giocatori che si possono completare, Matuzalem ha funzioni di regista, Ledesma è un playmaker basso interditore, è più intelligente tatticamente, si mette nelle condizioni di favorire la difesa, ma si possono completare perfettamente. Quando giocavamo con il rombi ero nella condizioni di dover scegliere o l’uno o l’altro, ma con i due mediani possono coesistere senza problemi. Lunedì ha fatto solo una battuta interpretata male (“Sento ancora la fatica degli 8’ giocati a Torino”). Lui avrà fatto veramente fatica visto come è finita la partita. Entrare così a pochi minuti dalla fine non era facile, poi la delusione della sconfitta ha fatto il resto. Ne ha risentito più di altri”.

In avanti mancherà Floccari, considerato il regista offensivo della squadra. Il suo lavoro spalle alla porta ha spesso consentito a Zàrate e compagni di inserirsi negli spazi. Domani quel compito spetterà al Profeta, mentre in avanti torneranno i tagli di Tommaso Rocchi: “Lui ha caratteristiche diverse, va più in profondità è bravo nei tagli, tiene meno la palla, domani questo è un compito che spetterà ad Hernanes. Quando abbiamo Floccari giochiamo su di lui, con l’Udinese varieremo qualcosa”.

A sinistra partirà ancora una volta Mauro Zàrate, che va a caccia del terzo centro consecutivo, il quinto stagionale: “Ma è ancora al 50-60% delle sue possibilità, può ancora migliorare molto, gli basterebbe un po’ più di attenzione durante la gara. Deve migliorare quando non è in possesso di palla, anche se ora i tagli sotto lo porta li sta facendo. Non va più a rete in modo individuale come prima, da questo punto di vista è migliorato, ma la sua crescita deve essere completata”. (intervista di ieri)

[Daniele Baldini – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]