Reja lancia l’assalto al Milan: “Con convinzione, umiltà e cinismo…”

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FORMELLO – “Convinzione, umiltà e lavoro”. Alla vigilia del big match dello stadio Olimpico contro il Milan, Edy Reja lancia le linee guida per dare continuità al trend positivo di inizio stagione. Contro i rossoneri di Allegri, il tecnico goriziano chiede un’altra prova di carattere e personalità, con attenzione dal punto di vista difensivo e cinismo nei ribaltamenti di fronte.

Il successo di Firenze ha innescato un processo di crescita, ma il lavoro non è terminato: “Stiamo operando anche dal punto di vista mentale per acquisire ulteriori convinzioni – spiega il tecnico carnico nella conferenza stampa pre-gara – . Sotto questo punto di vista siamo ancora all’inizio, ma da inizio stagione ad oggi c’è stata una crescita costante, anche se non è facile trovare immediatamente il bandolo della matassa.

Stiamo acquisendo quella sicurezza di cui ho sempre parlato sciorinando un buon gioco, ma bisogna ancora crescere dal punto di vista caratteriale. Durante la settimana stiamo lavorando benissimo, abbiamo recuperato tutti e le scelte sono sempre difficili. Siamo sulla buona strada, ma non abbiamo raggiunto ancora l’optimum”.

La tendenza di modellare il proprio schieramento in relazione alle caratteristiche dell’avversari oche di volta in volta si affronta non è cambiata: “Conta l’intensità che si dà alla gara, la cosa importante è la scelta degli interpreti. Contro il Milan scenderà in campo, come sempre, una squadra equilibrata. Sarà importante capire anche le scelte degli altri. Di fronte avremo una grande squadra, c’è Boateng che ha una grande condizione, poi davanti ci sono tre grandi giocatori che ti possono inventare il colpo. Ma anche noi abbiamo delle frecce nel nostro arco per metterli in difficoltà. La cosa che conta è riuscire a fare male quando avremo delle occasioni. Non credo saranno molte”.

In sintesi, serve la partita perfetta: “Mi auguro di vedere la Lazio dopo il gol subito a Firenze fino al 2-1. Non bisogna mai abbattersi quando si va in svantaggio, bisogna reagire con lucidità e senza confusione. Ma non dobbiamo assolutamente pensare di gestire la partita. L’abbiamo visto anche nella scorsa stagione, non siamo capaci a farlo. Dobbiamo avere l’iniziativa per l’intero arco della partita. Bisogna sempre cercare di giocare sempre alla stessa maniera”.

Contro il Milan, la Lazio sarà anche chiamata a sfatare un tabù: contro i milanesi la vittoria manca da ben 12 anni: “Sono fiducioso, adesso stiamo bene fisicamente e mentalmente. Per quanto mi riguarda quando ero a Napoli ho vinto con tutte le grandi squadre ad eccezione della Roma. Mi auguro che anche in questa esperienza con la Lazio si possa continuare così. Dopo tre partite giocate bene, gradiremo molto un buon risultato con il Milan, anche se l’inizio non è determinate. I valori veri si vedranno alla fine”.

Nonostante i buoni risultati, l’inizio non è stato gratificante dal punto di vista arbitrale (vedi rigori di Genova e Firenze): “Io penso che da parte nostra bisogna capire anche gli arbitri. Io da parte mia non ho un buon rapporto con il quarto uomo, ma per quanto riguarda i direttori di gara bisognerebbe dare più serenità, senza simulare. Secondo me i nostri arbitri sono i più attenti rispetto a quelli esteri, ma c’è una mentalità diversa. Noi andiamo avanti con le moviole…”.

Una cosa è certa, la forza di questa nuova Lazio è dovuta in larga parte alla qualità della sua zona mediana: “Abbiamo cercato di operare per portare alla Lazio delle componenti importanti dal punto di vista tecnico. Abbiamo recuperato Matuzalem che secondo me è straordinario. Sta lavorando bene, anche se ogni tanto necessita di rifiatare fisicamente. Poi, gli altri li conoscete: Hernanes, Ledesma, Mauri e lo stesso Brocchi sono calciatori importanti. Ho opportunità importanti e di volta in volta posso scegliere. Sono convinto che per come si sta istaurando la filosofia del lavoro siamo tutti pronti, chiunque sarà scelto farà bene”.
Il più in forma è Stefano Mauri: “Sul piano del lavoro ha tratto dei benefici. Ha lavorato molto sull’intensità e nell’insistere in certi movimenti e certe situazioni. Sta attraversando un momento straordinario, ma anche in preparazione l’ho visto bene. A Genova l’ho fatto fuori per motivi tattici, ma lui ha accettato. Poi è anche arrivata la proposta della Sampdoria che gioca in un assetto a lui congeniale, ma non ha mai protestato, non ha esternato questo suo dispiacere. La cosa importante è che ognuno sfrutti il momento, l’occasione”.

Con il trascorrere delle gare sta prendendo quota anche il Profeta: “Hernanes dovrebbe crescere di pari passo con la squadra. Sta iniziando a capire il calcio italiano e la sua intensità. Per quanto mi riguarda sta avendo un ottimo rendimento, ma sono certo che possa fare molto di più. Quando è a metà campo deve giocarla subito, poi quando è in avanti può provare anche la soluzione personale. E’ giusto che tenti, ma quando ci sono le condizioni. Ha già grandissima considerazione, iniziano già a fargli gabbia intorno”.

Uno dei dubbi della vigilia riguarda proprio la disponibilità di Francelino Matuzalem che ieri si è fermato a causa di un affaticamento muscolare: “Ha avuto questo problemino, ogni tanto dopo le partite ha bisogno di recuperare. Ora abbiamo altri due allenamenti a disposizione, poi vedremo se sarà a disposizione dal primo minuto”.

Chi, invece, tornerà a disposizione è Sergio Floccari: “Sta lavorando già da una settimana, è recuperato al 100 per cento, anche se non so quanto potrà resistere. Sarà convocato poi deciderò se schierarlo o no dall’inizio”.

Al fianco del calabrese potrebbe tornare in campo dal primo minuto anche Mauro Zàrate: “Sta lavorando bene, è disponibile anche lui. Deve arrivare il suo momento, quando arriverà lo deve sfruttare. Non voglio che sul suo conto si creino attese particolari, deve pian piano ritrovare sicurezze in se stesso. Quando sarà il momento lo impiegherò, domani forse anche dall’inizio”.

Reja vuole una Lazio camaleontica, anche nel modulo: “Possiamo variare, 4-3-1-2 o 4-2-3-1, possiamo variare in corsa. Dipende anche chi gioca in difesa, se giocano con due esterni che si propongono è chiaro che noi abbiamo dei mezzi per metterli in difficoltà. Abate e Antonini spingono, se invece giocano con Zambrotta è diverso. Poi bisogna vedere anche in mezzo come si dispongono. La cosa importante è l’atteggiamento. Mi piacerebbe che la squadra leggesse bene la gara e concretizzasse in avanti quando ne avrà l’opportunità. Bisogna continuare a lavorare con umiltà, bisogna volare bassi. Tutte le squadre non sono in grande condizione, ma abbiamo il vantaggio di poter schierare i 10/11 della squadra dello scorso anno. Dobbiamo sfruttare al massimo queste conoscenze”.

Di fronte ci sarà quel Kevin Prince Boateng che la Lazio ha rincorso per buona parte di estate: “L’avevamo preso, poi dovevamo scegliere su prendere Hernanes o lui. Avevamo una casella da riempire, anche se loro sono diversi. Hernanes dal punto di vista tecnico è più dotato, Boateng ha una grande forza fisica. Sono scelte”.

Ma la vera attesa dei tifosi è per il volo dell’aquila: “Sarebbe bello dare una soddisfazione importante alla gente, so che è difficile, ma ho fiducia nel mio gruppo e so che stiamo bene. Mi piacerebbe molti regalargli una prestazione importante. Non siamo partiti con dei favori per quanto riguarda la piazza, c’è stato il problema degli abbonati, ma ci stiamo conquistando pian piano una credibilità. Vorrei la soddisfazione della gente, questa è una squadra a cui bisogna dare fiducia per quello che sta facendo e come sta interpretando caratterialmente la gare. I ragazzi hanno bisogno di sentirsi protetti. Speriamo che domani non ci siano intoppi e che l’aquila possa volare alto… ha tutte le carte in regola per farlo…”.

[Daniele Baldini – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]