Reja non si accontenta, al derby vuole autorità e “maggiore peso offensivo”: confermato il ritorno alle due punte

FORMELLO – Il derby è un’altra cosa, Reja vuole di più. Non basterà la Lazio attenta e cinica che ha conquistato e difeso il primato in classifica nel primo scorcio di stagione.

L’IMPERATIVO E’ DETTARE LEGGE – Questa volta l’imperativo numero uno non è solo quello di arginare le iniziative degli avversari, in occasione dell’evento più atteso il tecnico goriziano ha chiesto ai suoi di andare oltre. Nessuna speculazione sul terreno di gioco per non avere poi nessun rimpianto dopo il fischio finale: “Domani voglio vedere una Lazio propositiva, che non si faccia frenare dalla paura di perdere o dalle pressioni della stracittadina, domani voglio una Lazio in grado di imporre il proprio gioco”. Reja medita la “vendetta” sui dirimpettai capitolini, caldeggiando una Lazio autoritaria, che fin dal primo minuto aggredisca a tutto campo le fonti di gioco altrui. “Vincere” è il diktat, con la consapevolezza della grande squadra. Non solo a parole, come ha fatto nella consueta conferenza stampa della vigilia, ma anche con i fatti, quando nel corso della rifinitura ha consegnato fratini ed impartito direttive. Va bene una Lazio accorta, abile nel limitare gli spazi alle individualità giallorosse, ma non basta, serve più “peso offensivo”.

CAPITANO E 4-3-1-2, PIU’ PESO OFFENSIVO – Reja non si consegna agli episodi o alla giocata del singolo, ma vara il ritorno all’assetto con due punte “pure” ed il trequartista: “Con il 4-2-3-1 abbiamo ottenuto i risultati, ma penso che questa squadra possa avere un rendimento migliore con il 4-3-1-2. Abbiamo già sperimentato la parte tattica sul piano difensivo, ora mi piacerebbe proporre qualcosa in più in avanti. Abbiamo i mezzi, la condizione mentale giusta, bisogna fare una partita di grande spessore”. Il monito è chiaro e limpido, l’aveva già sottolineato dopo il successo corsaro di Palermo, quando ammise che a tratti la squadra si è fatta dominare dalla suggestione della classifica. Ora giù la maschera, via le paure e dentro l’uomo anti-Roma per eccellenza. Quello di domani pomeriggio sarà il tredicesimo derby di Tommaso Rocchi. Toccherà al capitano, insieme all’intoccabile Floccari, lanciare il primo pressing a Mexes e Burdisso; saranno loro a disturbare a turno De Rossi in cabina di regia (sempre che non recuperi in extremis il convocato Pizarro), e soprattutto spetterà ai loro movimenti senza palla cercare di infilare Julio Sergio. Non è la bocciatura di Zàrate, ma solo la conseguenza più logica del cambio di assetto. La Roma ha sempre sofferto i tagli del bomber veneto e Reja conta di aggiornare la favorevole tradizione, magari inserendo l’estro dell’argentino in corso d’opera, a maglie giallorosse più larghe.

MA CON “INTELLIGENZA” – Dopo sei lunghe giornate vissute in naftalina tornerà Rocchi, dunque, e con lui quel “rombo” di centrocampo che ha già scardinato Bologna, Chievo e Brescia). “Possiamo giocarsela con tutti”, ha esclamato zio Edy, che di certo, nonostante i propositi convinti, non ha chiesto ai suoi ragazzi di andare all’arrembaggio. Sa bene che il derby si vince con “intelligenza”, sarà importante l’approccio alla gara, ed è per questo che schiererà i suoi tre mediani nelle vicinanze di quelli romanisti. Ledesma agirà davanti la difesa, dovrà prendere in consegna la velocità di Menez, che spesso si posizionerà tra le prime due linee biancoceleste. Brocchi sul centro-destra, e Mauri sul centro-sinistra avranno il compito di monitorare da vicino Perrotta e Simplicio. Faranno blocco unico con Ledesma, cercheranno di ostruire le vie di uscita alle fonti di gioco di Ranieri, per poi essere i primi a ribaltare l’azione. Hernanes sarà il vertice alto, con il doppio scopo di infastidire De Rossi e di rifinire la manovra. Ma non solo. La sua posizione è quella privilegiata per sfruttare i movimenti senza palloni di Rocchi e Floccari e per inserirsi senza pallone in zona realizzativa.

TRANQUILLI C’E’ WILLY” – Poi ci sarà l’annunciato quartetto formato da Lichtsteiner, Stendardo, Dias e Radu che, in collaborazione con il recuperato Muslera, dovrà tenere a bada il temibile attacco della Roma: “Non temo ripercussioni per l’avvicendamento Biava-Stendardo, per forza fisica e temperamento il secondo si farà sentire”, ha assicurato l’emozionato Reja. Ha saputo solo più tardi dei messaggi provocatori di Ranieri (“Lazio fuoco di paglia? Non lo so, ma speriamo di essere noi a bruciarli”). Non ha risposto pubblicamente, si è limitato a girarli direttamente alla squadra… Uno stimolo in più, se mai ce ne fosse stato bisogno.

CONVOCATI – Al termine dell’allenamento odierno il tecnico biancoceleste Edy Reja ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida contro la Roma:

PORTIERI: Muslera, Berni; DIFENSORI: Dias, Garrido, Diakitè, Stendardo, Radu, Lichtsteiner; CENTROCAMPISTI: Mauri, Brocchi, Gonzalez, Matuzalem, Ledesma, Bresciano, Hernanes; ATTACCANTI: Rocchi, Floccari, Zarate, Kozak, Foggia.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2): MUSLERA, LICHTSTEINER, STENDARDO, DIAS, RADU; BROCCHI, LEDESMA, MAURI; HERNANES; ROCCHI, FLOCCARI.

PANCHINA: BERNI, DIAKITE’, GARRIDO, MATUZALEM, BRESCIANO, ZARATE, KOZAK.

[Daniele Baldini – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]