Reja vs Giampaolo: Sfida Tecnica

IL MATCH – Lazio col vento in poppa che, tolta la sconfitta nel derby, sta disputando il campionato perfetto. Partenza sprint marchio di fabbrica del suo esperto allenatore Reja, già protagonista di gironi d’andata clamorosi col Napoli. Marchio di fabbrica come il gioco che ama proporre il tecnico biancoceleste, fatto di copertura e ripartenze. Non a caso in trasferta ha in pratica lo stesso rendimento che tra le mura amiche, muovendosi con molto più dimestichezza tra gli spazi dei contropiede che tra le maglie arroccate in difesa. Alcune vittorie in casa, infatti, sono state frutto più di episodi particolarmente fortunati che di manifesta superiorità.

Catania buona forma e ottima classifica ma che, di fatto, a dispetto di un atteggiamento prudente e di un ottimo equilibrio in campo, lontano dal Massimino ha raccolto la miseria di due punti sui diciotto disponibili. Sembrerebbe profilarsi la gara ideale per il Catania di quest’anno: chiudere spazi e coprire le linee di passaggio, rendendo lenta e sterile la manovra avversaria. La storia di questo campionato però, ci dice che a cercare solo di non far vincere gli altri si finisce per perdere noi. La disattenzione è sempre dietro l’angolo. Una partita a scacchi tra Generali, questa battaglia la decide la strategia.

IL PASSATO – Per Edy Reja certamente Napoli è stata la parentesi più felice della sua lunga carriera, passata senza troppe fortune pure da Catania nella stagione 2002-2003. In quattro anni porta i partenopei dalla serie C1 all’Europa, con due promozioni di fila e un piazzamento Intertoto.

Marco Giampaolo dopo aver conquistato le piazze di Ascoli, Cagliari e Siena ed essersi conquistato le attenzioni della “Vecchia Signora” è in attesa di fare breccia nei cuori Catanesi. Intanto l’ha fatto in quelli della dirigenza Etnea, che nel corso della sua presentazione confesso di pensare già da qualche tempo al tecnico di Bellinzona.

LA TATTICA – Match che difficilmente sarà giocato a viso aperto dalle due formazioni: 3-5-2 da ripartenze per la Lazio che nonostante vanti diversi registi in rosa ama verticalizzare molto e attaccare gli spazi più che far girar palla a lungo. Quando gli avversari sono chiusi la soluzione più praticata sono le imbucate di Hernanes per i terzini, palla rigorosamente bassa per la punta o l’accorrente Mauri, schema che già fece la fortuna di Hamsik ai tempi del Napoli. Allora erano le accelerazioni di Lavezzi, oggi le folate dei terzini, che per questo e per la loro fisicità sono da tenere d’occhio. Difficilmente Giampaolo adotterà una marcatura a uomo, come già dimostrato a Palermo su Pastore, e proverà con movimenti di squadra a far sparire gli spazi di gioco più che a inaridire le loro tante fonti di gioco. Dopo i primi dieci minuti in cui il Catania riesce spesso e volentieri a imporre il suo gioco, presumibilmente lascerà il pallino in mano alla Lazio. Per fare male però serve rapidità e profondità: servono accelerazioni e verticalizzazioni che il solo Ricchiuti pare in grado di assicurare, e movimenti verso la porta più che in contro per i quali Antenucci dà più garanzie di Morimoto in questo momento.

Mosse ben note ai due mister, la spunterà chi prenderà le contromisure più efficaci.

I VOTI

Preparazione del match: Giampaolo 7; Reja 7;

Fase difensiva: Giampaolo 9; Reja 8;

Fase offensiva: Giampaolo 6,5; Reja 7;

Gioco di squadra: Giampaolo 8; Reja 7;

Valorizzazione del singolo: Giampaolo 6; Reja 7;

Tattica: Giampaolo 8; Reja 7;

Totale: Giampaolo 44,5: Reja 43;

[Daniele Lodini – Fonte: www.tuttocesena.it]