Roma, il punto: troppa passività nel secondo tempo

Black out, pazzia, follia, definitela come volete. In due minuti la Roma distrugge una prestazione fin lì quasi perfetta e piomba nell’incubo sportivo. Da 2-0 a 2-3, in casa con un Bologna ancora a secco di punti, con lo stadio già in festa, un’impresa al contrario per la squadra di Zeman, che per oltre un’ora gioca un buon calcio anche se con qualche piccola pausa, sottolineata dallo stesso tecnico boemo

Eppure sembrava tutto semplice, con le reti iniziali di Florenzi, ancora a segno, e Lamela, pienamente ritrovato. Totti trascina i compagni, si sacrifica ed è più volte sfortunato in zona gol. Sul primo palo colpito arriva il vantaggio, sul secondo, nella ripresa, complice Agliardi, manca il possibile 3-0 che avrebbe chiuso la gara. E invece, negli ultimi 20 minuti, si materializza l’inatteso ribaltone.

L’1-2 in 120 secondi firmato Gilardino-Diamanti è una doccia fredda, che diventa gelata quando al 90° Stekelemburg e Burdisso realizzano la frittata regalando al Gila la doppietta e l’incredibile vittoria rossoblù. Una Roma che passa dall’esaltazione per il successo di San Siro alla depressione totale con cui i quasi 50 mila dell’Olimpico lasciano lo stadio stupefatti.

In casa romanista sotto esame la tenuta fisica sull’intera partita, la troppa passività del secondo tempo e le solite amnesie difensive, con l’altalenante Piris solo complice di una retroguardia disattenta, fragile, anche se chiaramente non figlia del gioco offensivo e rischioso voluto da Zeman, a cui semmai si possono imputare dei cambi poco azzeccati con Lopez e Marquinho. E le assenze di De Rossi e Osvaldo non bastano a giustificare il risultato.

A deludere sono altri protagonisti, da Destro, quasi mai pericoloso, ma quasi mai servito a dovere dai compagni, a Pjanic, il cui spostamento a destra provoca solo un particolare nervosismo del bosniaco, a Tachtsidis, reo di un crollo fisico totale nei secondi 45 minuti, che permette al Bologna di guadagnare metri e fiducia.

Se due giornate erano poche per considerare la Roma all’altezza delle grandi, tre sono altrettanto poche per emettere giudizi definitivi, ma con già 5 punti di ritardo dalla vetta, le prossime tre partite, Cagliari, Sampdoria e soprattutto Juventus, saranno importanti per capire le sorti di questa Roma zemaniana.

[Marco Terrenato – Fonte: www.vocegiallorossa.it]