Roma – Lazio 1933 – ’34: uno storico 5-0 inflitto alla Lazio dalla Roma di Sacerdoti

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La vittoria con il divario più netto che sia mai stato realizzato nella pluridecennale storia del derby capitolino. Erano i tempi della mitica “tana” di Campo Testaccio, della Roma che, sin dai primi anni di vita, seppe incutere paura alle grandi del nord.

Presidente era il tenace Renato Sacerdoti e allenatore Luigi Barbesino, con il quale i giallorossi sfiorarono la vittoria finale nel 1935 – ’36. Mister Barbesino nel 1937, dopo 4 anni alla guida tecnica della Roma, abbandonò il calcio per arruolarsi nella regia aeronautica: esploso il secondo conflitto mondiale, il 20 aprile 1941 morì durante una missione. Era quella la Roma degli oriundi: Scopelli, Stagnaro e soprattutto Guaita che, nell’estate successiva, si rivelerà indispensabile per la vittoria degli azzurri di Pozzo nel mondiale disputato in Italia; era la Roma capitanata da Attilio Ferraris che disputava la sua ultima stagione in giallorosso a causa di un litigio con il vulcanico Sacerdoti che si verificherà dopo il derby di ritorno.

A seguito di quell’episodio il presidente lo estromise dalla rosa. Ferraris giocherà un ruolo fondamentale nella nazionale del commissario Pozzo che lo volle ad ogni costo, malgrado i due mesi di inattività a seguito della rottura con Sacerdoti. Attilio ritornò per disputare la sua ultima stagione in giallorosso nel 1939. Erano i derby, quelli degli anni di Campo Testaccio, in cui la superiorità giallorossa era schiacciante; più volte era proprio la stracittadina a riportare il buonumore e la fiducia nell’ambiente romanista visto l’esito spesso favorevole ai colori giallorossi. Fu questo il caso di quella sfida indimenticabile che si giocò il 1° novembre 1933, di mercoledì, ottavo turno di campionato.

LA GARA Mister Barbesino schiera: Masetti, Pasolini, Bodini, Dugoni, Ferraris IV, Callegari,Eusebio, Scopelli, Tomasi, Bernardini, Guaita. I biancocelesti rispondono con: Sclavi, Bertagni, Del Debbio, Serafini, Salatin, Fantoni II, Filò, Montanari, Fantoni III, Battioni, de Maria. Arbitra l’incontro il signor Melandri di Genova. Nella Roma indisponibili Costantino, Stagnaro e Gadaldi sostituiti rispettivamente da Eusebio, Callegari e Bodini. Primi minuti di gara con continui rovesciamenti di fronte ed occasioni per entrambe le squadre. Al quarto d’ora un episodio determinante: Del Debbio si lancia su Eusebio e si infortuna seriamente, gli verrà poi diagnosticata una frattura del perone. Lazio in 10 e costretta a riorganizzarsi. Biancocelesti troppo nervosi e la Roma inizia a carburare. 18° discesa veloce di Bernardini che cede a Guaita. Da questi a Tomasi che si libera della marcatura di Bertagni e da pochi passi infila la rete per il vantaggio giallorosso. La Roma domina e sfiora il raddoppio che arriva una decina di minuti dopo.

Avanzata di Scopelli che serve Eusebio in profondità. Dalla linea di fondo centra per Tomasi che di testa mette a segno la sua temporanea doppietta. La Lazio si sfalda ed i giallorossi sfiorano più volte la rete. Al della ripresa arriva il terzo gol; lo mette a segno Bernardini ben servito da Scopelli. 11° azione personale di Tomasi che si libera dei difensori biancocelesti e da circa 15 metri lascia partire una forte conclusione che non lascia scampo al malcapitato Sclavi: 4-0 e tripletta da ricordare per il centravanti giallorosso. La gara non finisce qui. I padroni di casa sfiorano più volte la rete cogliendo anche 3 pali. Al 44° Bernardini raccoglie una corta respinta di Sclavi e mette il sigillo finale a questa storica edizione del berby: 5-0 e doppietta personale. Roma nettamente superiore ad una Lazio apparsa da subito troppo nervosa.

[Massimiliano Spalluto – Fonte: www.vocegiallorossa.it]

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