Semeraro: “Gli stimoli non mancheranno (su ambo i lati), ma noi ci giochiamo la salvezza…”

Domani sarà derby: Bari e Lecce si affronteranno in serie A per l’ultima volta, poi solo il destino sa quando ricapiterà. Forti gli stimoli dei biancorossi, “sollecitati” in settimana da un gruppo di tifosi che hanno chiesto (in modi poco ortodossi) la vittoria.

Ancor più forti quelli dei salentini che vedono la salvezza alla loro portata: il discorso si è infatti ristretto a loro e alla Sampdoria, vittoriosa al San Nicola non più di due domeniche fa. Ma il derby è una gara a sé, dove anche chi è condannato, come il Bari, ha il dovere di tirar fuori tutta la forza rimasta, non fosse altro per giocare un brutto scherzo al Lecce. Scherzo che gli riuscì nel maggio del 2008, quando vinse in B al “Via Del Mare” (2-1) e costrinse i “cugini” a salire in A tramite la lotteria dei playoff.

Per parlare di come si vive un derby così importante, sotto diversi punti di vista, Tuttobari.com ha scomodato il numero uno della società giallorossa, il presidente Pierandrea Semeraro, il quale con molta disponibilità ha risposto ai nostri quesiti.

Il destino fa passare la salvezza del Lecce per Bari. Non le sembra strano? Lo vidi come gioco del destino già quando uscirono i calendari. All’epoca dissi solo che avrei preferito che fossimo entrambi salvi prima di questo derby, cosa che non è accaduta. Nel calcio ci sta anche questo, anche se ora come ora è solo il Lecce a giocarsi un importante fetta di salvezza”.

Alla luce del successo di domenica scorsa col Napoli, la squadra verrà tranquilla o pronta ad onorare fino all’ultimo questa gara? Il gruppo verrà a Bari sicuramente carico e pronto a giocarsi la partita, anche perché la vittoria col Napoli ha aumentato ancor più le speranze salvezza. Se avessimo perso sarebbe stato un altro discorso, però, visto come è andata, saremo ancora più determinati. Non dimentichiamoci che il derby dell’andata non ci è andato giù e vorremo riscattarci…”.

Arriverete al San Nicola coi favori del pronostico e forti di un’ovvia miglior posizione in classifica, situazioni già viste a gennaio nel match d’andata. Non pensa che ciò possa penalizzarvi ancora? Assolutamente no perché la squadra è pronta ad affrontare un Bari che avrà forti stimoli. Noi però ci giochiamo una salvezza, oltre che un derby, e dovremo essere ancor più concentrati di loro. Infine ritengo che gli stimoli non mancheranno comunque a nessuna delle due compagini”.

Lei e la società vi siete posti come garanti del pubblico giallorosso, pur di permettere a più tifosi di venire a sostenere la loro squadra in una gara così importante. Come giudica, anche alla luce di ciò, il “no” della Prefettura?Io penso che abbiano deciso in tal senso per far regnare l’equilibrio. Come fu in occasione della partita del “Via del Mare”, così è stato ora: si è pensato a non favorire nessuna delle due parti. Personalmente ritengo che non sarà un derby pericoloso dal punto di vista dell’ordine pubblico. Mi auguro che ci sia solo una grande partita”.

Alla luce dell’aggressione subita dai giocatori del Bari, in settimana, durante gli allenamenti. Lei, dall’esterno, con che spirito s’immagina la squadra in campo domani contro il suo Lecce?Il mio personale pensiero a riguardo è che la paura non faccia mai bene ai calciatori, ma parlo in generale. L’episodio accaduto ai giocatori del Bari può essere visto come un tentativo di caricare la squadra, da parte dei tifosi, in vista di una gara così importante. La paura però difficilmente aiuta ad ottenere i risultati che si vogliono. Non entro però nel merito della cosa poiché non riguarda la mia squadra”.

L’episodio del “cucchiaio” di Miccoli. Lei, da presidente del Lecce, cosa ci ha visto in quel gesto? Miccoli è un tifoso del Lecce. Alla base del gesto penso ci siano gli sfottò che gli vengono riservati ogniqualvolta affronti il Bari. Ha provato un gesto tecnico, ma non penso volesse offendere nessuno. Quando li fa Totti nessuno ci vede nulla di più, se lo tenta Miccoli diventa un caso? Penso che il giocatore abbia cercato di realizzare il rigore così, non c’è riuscito e basta”.

Diciamo che in quel momento è prevalso più il tifoso che il giocatore? Bhè… Può capitare…”.

[Renato Chieppa – Fonte: www.tuttobari.com]