Juve, che outsider per la panchina! Josè, dov’era il tuo amico? Mazzarri, che coraggio!

Nell’aprire il nostro appuntamento settimanale con la consueta finestra dedicata al calciomercato, è d’obbligo fare una premessa riguardante la prima squadra di cui ci andremo ad occupare.

La Juventus sarà alle prese con una rifondazione decisa, che investirà la guida tecnica, come già anticipato nei nostri scorsi appuntamenti, solo e soltanto se il finale di stagione non rispecchierà quelli che secondo l’attuale dirigenza saranno ritenuti come progressi sostanziali. Nessun disastro nelle ultime quattro partite, e Delneri avrà la sua seconda opportunità alla guida del club juventino. Scelta opinabile quanto volete, ma al momento anche la più probabile. Nessun dubbio.

Alla stessa maniera, però, c’è un nome che sta riscuotendo parecchio interesse in seno alle stanze dei bottoni bianconere, e che potrebbe rappresentare quel mix di freschezza, capacità e novità ideale per recuperare quello spirito che sembra ormai perduto, e perché no, anche qualche risultato concreto.

Gianpiero Gasperini, in tal senso, è uno dei prodotti juventini doc, dato che proprio dalle giovanili di Madama ha iniziato la sua parabola di allenatore, cresciuta poi repentinamente ed in maniera direttamente proporzionale alle sue capacità ed alla preparazione palesata quando è stato chiamato in causa. L’artefice del miracolo Genoa è stato anche (o principalmente) lui, e se dovessi considerare una candidatura credibile alternativa a chi siede attualmente sulla panchina della Juventus, il suo nome è il primo che mi viene in mente. Occhio alle sorprese, dunque, e lontani dalle utopie: Mancini resta in Inghilterra, e non sbaglia; Mazzarri non si muove da Napoli, con il concreto rischio di non riuscire a ripercorrere la splendida strada tracciata quest’anno. Coraggioso, vedremo se lungimirante.
Ben lontana dall’essere considerata una sorpresa, è invece la reazione di Josè Mourinho alla sconfitta del Clasico europeo. Il buon Josè ha spostato sapientemente l’attenzione sull’operato dell’arbitro, dimenticando volutamente ciò che avvenne dodici mesi orsono con la direzione del suo connazionale Benquerença. Il calcio dà, il calcio toglie.

Un assunto che hanno ben compreso anche dai dirigenti principali delle squadre ancora rimaste in lotta per obiettivi importanti. Le legittime recriminazioni di Pozzo, la task force invocata da Lotito, i sospetti di De Canio, fanno scopa con un clima di generale malessere che sta accompagnando la rovente fase finale di questo campionato. E’ cambiato davvero poco rispetto ai tempi rifiutati da molti come quelli di uno scandalo smontato dai fatti emersi negli ultimi mesi. Non serve aggiungere altro, il vento spira sempre nella stessa direzione. Lascio stabilire a voi quale.

Chiudo con un sorriso, tutto dedicato a colui che ha cercato nel corso degli anni di eleggersi a mio nemico giurato, addebitando a me i suoi insuccessi professionali: Zdenek Zeman.
Ciò che è accaduto contro la Nocerina, con annesso comunicato del suo Foggia si commenta da sé.

Se lo desidera può ancora accusare me, penso che la verità ormai sia sotto gli occhi di tutti…

[Luciano Moggi – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]