Suazo: “Futuro in Italia? Molto difficile”

Con molta probabilità, David Suazo non sposera il progetto che lo voleva giocatore della squadra ungherese del Videoton. L’honduregno, svincolato dopo l’ultima esperienza al Catania, era in trattative con la dirigenza magiara, ma secondo il quotidiano Nemzeti Sport sarebbe stato avvistato su un volo che lo riportava in Italia, a Roma.

Nei giorni scorsi, intervistato da calciomercato.it, l’ex attaccante del Cagliari aveva escluso la firma per una squadra italiana (si era parlato del Brescia sulle sue tracce). “Il mio futuro ancora in Italia? Molto difficile, anche se sto bene e sono alla ricerca di un progetto stimolante. Il Siviglia? La Liga è sicuramente un campionato affascinante, se ne sta parlando ma fino a quando non si appone la firma sul contratto, rimangono tutte delle parole non supportate da fatti”.

Nella stessa intervista, Suazo ha anche ripercorso l’avventura cagliaritana e raccontato qualche aneddoto risalente al 1999, quando approdò in Sardegna. “Sono stato vicino al Palermo agli albori della mia carriera. La squadra rosanero e il Cagliari in quella occasione avevano instaurato un vero e proprio testa a testa per ottenere il mio cartellino, con Cellino che alla fine ha avuto lo spunto giusto per portarmi in Italia. Magari sarei potuto crescere al Palermo, ma ringrazierò sempre il presidente per avermi portato in una società importante come il Cagliari”.

Chiusura dedicata al momento del Cagliari. Ficcadenti non convince, e ci si aggrappa agli attaccanti in organico, da Pinilla a Sau, che sembrano frecce col solo bisogno di essere innescate. “Pinilla il mio erede a Cagliari? Fare dei paragoni non è mai semplice, ma devo dire che il cileno sta facendo vedere delle grandi cose in Sardegna. La sua qualità supportata dall’esperienza di Conti e dalla bravura di Astori, possono rappresentare le armi in più di questa squadra nel corso della stagione. Ficcadenti quest’anno potrà far bene perché ha un anno di esperienza sulla panchina rossoblù. Nel calcio però a mio avviso il lavoro dell’allenatore può essere importante ma non determinante, perché a decidere una partita resta sempre l’operato dei giocatori sul rettangolo di gioco”.

[Fabio Frongia – Fonte: www.tuttocagliari.net]