The Dark Side of Johan Cruijff – L’uomo che ha rivoluzionato il calcio

Oggi ricorre l’anniversario della scomparsa di uno dei grandi calciatori di tutti i tempi, noi vogliamo ricordarlo cosi

The Dark Side of Johan Cruijff - L'uomo che ha rivoluzionato il calcioLa rivoluzione è un concetto astratto che può materializzarsi in qualsiasi forma l’uomo voglia. Rivoluzionare è un termine che va oltre la semplice sintassi. Va approfondito e studiato in ogni minimo dettaglio per poterlo rendere reale. Al contempo, però, rivoluzionare fa rima con improvvisare e, con un colpo di genio, arrivare in quei lidi dove gli altri non riescono nemmeno a confinare con il pensiero. Il genio, appunto, colui che riesce a fondere la musica e il calcio lasciandosi indietro stereotipi e i soliti chiacchiericci che, alla fine lasciano il tempo che trovano.

RIVOLUZIONE

Oggi è uno di quei giorni in cui la memoria scava fino ad unire due cose che sembrano rette parallele: Pink Floyd e Johan Cruijff. Mai come oggi queste due personalità sono state cosi vicine e uno stato d’animo li accomuna: Rivoluzione.

I primi l’hanno fatta con un disco che oggi compie 44 anni mentre il secondo l’ha fatta disegnando calcio ed oggi sono 365 giorni che è partito per un lungo viaggio, forse, per insegnare calcio a qualcuno che sarà comunque sotto di lui. Johan ha rappresentato per anni l’altra faccia del Football, quella oscura per coloro che non hanno mai pensato di fare calcio come il 14 perché il loro cervello si fermava al confine della realrà mentre quello di Johan andava oltre quelle leggi: le superava con la sua solita finta, non lo prendevi mai.

Quando si parla di cotanta genialità riposta una sola persona le statistiche lasciano il tempo che trovano perché Crujiff è stato il più grande: ha rivoluzionato il calcio sia da giocatore, con l’Ajax e quella meravigliosa Arancia Meccanica, e poi da allenatore dando i natali al nuovo movimento del Barcellona basato sull’estetica.

Già, perché quella scuola di pensiero è nata dal suo modo di insegnare calcio e non il gioco del pallone visto che sono due cose diverse. Concetti semplici: la tecnica abbinata alla velocità e la convinzione che nel calcio contano due cose: la prima è quella di sapere passare bene il pallone al compagno, la seconda quella di saperlo controllare quando la  si riceve.

Il pallone, quell’oggetto che per molti è fatto solo di cuoio, Cruijff l’ha reso un diamante in mezzo a quel prato verde, quel prato in cui i tedeschi non l’hanno mai toccato per un minuto intero ma poi si sa che non tutte le storie meravigliose sono a lieto fine. Cruijff ha lasciato un vuoto che non potrà mai essere colmato come se un assolo di David Gilmour si fermasse all’improvviso. Allo stesso tempo quella melodia costruita negli anni non svanirà mai. La rivoluzione bisogna saperla fare, coltivarla e farla esplodere al punto giusto ed è per questo che Johan Cruijff ha cambiato il calcio come l’assolo finale di Comfortubly Numb ha cambiato la storia della musica.

Eterno 14.