Torino: evitare pressioni su Barreto

Ieri nel primo allenamento da granata Barreto si è dimostrato in forma e intenzionato a prendersi il giusto spazio per mettersi alle spalle una stagione e mezza costellata da infortuni e poca considerazione da parte di Guidolin. Le premesse sono positive però per far sì che l’attaccante sia utile al Torino non può e non deve essere considerato la soluzione alla non grande propensione della squadra granata all’andare in gol. Gli attaccanti sono pagati per segnare e vengono giudicati se lo fanno o meno, ma pretendere che un giocatore sia risolutivo quando viene da un lungo periodo di lontananza dal campo di gioco in partite ufficiali è ingiusto e controproducente. Se Barreto già domenica a Pescara disputerà uno spezzone più o meno lungo di partita dipenderà dalle scelte di Ventura che in attacco deve far fronte alla squalifica di Bianchi, all’assenza del giovane Diop per infortunio e al fatto che Sansone ha ripreso ieri ad allenarsi con i compagni a causa di qualche acciacco. Comunque se si vedrà in campo Barreto è meglio non mettergli pressione, già di suo vorrà dimostrare di essere utile e questo può portare a strafare, se in più gli si chiede di essere perfetto si rischia di fare in primo luogo il male del Toro e poi anche del giocatore. Un po’ d’indulgenza e d’incoraggiamento in caso di errore sono le cose migliori in questi casi.

Lo scetticismo di una parte dei tifosi e della critica su quanto l’attaccante brasiliano possa essere effettivamente utile al Torino deve essere tenuto a freno fino a quando il giocatore non avrà ripreso il ritmo partita, sarebbe ingiusto fargli pesare gli infortuni e il fatto che all’Udinese fosse chiuso da altri compagni ritenuti più idonei di lui al sistema di gioco da mister Guidolin. La salvezza per il Torino passa anche dal riuscire a ricavare il meglio da ogni giocatore e un Barreto che si è ripreso totalmente dagli infortuni e che non sente pressioni eccessive sicuramente può contribuire alla causa.

Gli interventi in sede di calciomercato del Torino però non possono esaurirsi con l’arrivo di Barreto poiché l’organico ha bisogno di essere integrato per raggiungere l’obiettivo della salvezza. Oltre a un portiere che faccia da riserva a Gillet, per la porta granata continuano ed essere insistenti le voci di possibili ritorni di Benussi o Coppola che già conoscono ambiente, tipo di gioco e hanno costi accessibili, servono a Ventura un centrocampista e un esterno.

Che in cima alla lista dei desideri per la mediana ci sia Almiron è assodato da tempo, come è certo che il Catania è restio a intavolare trattative per cederlo, ma il Torino non desiste e continua a vagliare tutte le strade possibili e immaginabili per convincere i dirigenti siciliani a privarsene. Chiaramente vista la difficoltà della trattativa altre strade sono tenute in considerazione e se non le si è ancora percorse fino in fondo è perché Almiron è la primissima scelta, non che i vari Mariga, Tissone o Rigoni siano ritenuti poco validi, ma se si ha anche solo un po’ di speranza di poter guidare una Ferrari è umano che si attenda prima di “accontentarsi” di una Maserati; a parte i paragoni un po’ roboanti il concetto di fondo è questo.

Discorso differente per l’esterno in questo caso non c’è un oggetto del desiderio che sbaraglierebbe la concorrenza, ma la necessità di avere alternative a Cerci e Santana che diano delle discrete garanzie perché il solo Birsa o giocatori adattabili al ruolo come Vives e Suciu non bastano, visto che i giovani Verdi e Stevanovic non sono ancora pronti per la serie A. L’accelerata per prendere l’esterno, allo stato attuale, pare improbabile anche perché i giocatori migliori in questo ruolo hanno prezzi elevati e gli altri devono essere scelti con estrema cura per non correre il rischio di veder solo infoltito l’organico senza avere valide alternative ai titolari.

[Elena Rossin – Fonte: www.torinogranata.it]