Torino: Quagliarella-Amauri, come cambia l’attacco granata

logo-torinoQuagliarella e Amauri saranno anche due “vecchietti”, ma la sanno lunga su come si agisce in area di rigore e vedono molto bene la porta. Dire quindi che da loro obiettivamente si attendono non meno di venti gol, una decina a testa, e realisticamente anche venticinque o forse persino qualcuno, in più non è spararla grossa. Indubbiamente però non si può pretendere che si sacrifichino più di tanto né in copertura né per procacciarsi palloni poi giocabili, quindi il lavoro di fatica deve essere fatto da altri. In caso contrario si vanificheranno le loro potenzialità e il Torino difficilmente otterrà ciò a cui aspira. Con questo non significa che debbano stazionare dalle parti dell’area di rigore avversaria in attesa che i compagni li riforniscano adeguatamente, ma che vengano in parte preservati in modo che possano concentrare tutte le loro energie nei movimenti per smarcarsi e poi nel tirare in porta sì.

Il Torino ha in organico uomini che possono creare la migliore condizione per Quagliarella e Amauri. Darmian e Molinaro agendo sulle rispettive fasce possono rifornirli con cross dal fondo oppure accentrandosi all’altezza della trequarti per sfruttare i movimenti in area dei due attaccanti. Nocerino, El Kaddouri e Sanchez Miño, ma anche Vives, Gazzi, Benassi e Ruben Perez e Farnerud quando saranno guariti così come Basha, hanno tutti la possibilità sia di mantenere compatta la linea mediana in qualità di primo avamposto quando gli avversari attaccano sia di trasformarsi in cunei e inserirsi per aprire spazi utili a Quagliarella e Amauri per trovare la migliore collocazione in area e ricevere palla. Ovviamente da Nocerino, El Kaddouri e Sanchez Miño in particolare ci si aspetta che riescano anche ad andare in prima persona al tiro finale così come Benassi e Farnerud. Ai centrocampisti si richiede un maggiore lavoro anche “sporco” che comporta un notevole dispendio di energie e che non sempre otterrà il giusto riconoscimento pubblico, ma potrà fare la differenza per il bene del Torino.

Va detto chiaramente che non si può lasciare tutto il peso della responsabilità di segnare solo sulle spalle di Quagliarella e Amauri, Barreto, Martinez e Larrondo dovranno fare la loro parte, tanto più visto che una buona fetta dei riflettori saranno puntati sugli altri due compagni di reparto e quindi loro godranno della relativa tranquillità di non essere i primi sottoposti a pressione. Certamente soprattutto Barreto e Larrondo dovranno dimostrare a suon di gol che la fiducia accordata loro dalla società e avvallata dall’allenatore non è stata mal riposta. Gli attaccanti, che si chiamino Quagliarella o Larrondo, devono segnare altrimenti finiscono per essere invisi anche ai tifosi più benevoli, che potranno riconoscerne l’impegno e lo spirito di sacrificio, ma che non vorranno vederli in campo quando conta solo fare gol, se regolarmente spareranno la palla dappertutto tranne che nella porta avversaria. Quagliarella e Martinez sono già nel cuore di tifosi,  Barreto e Larrondo hanno la possibilità di entrarci e Amauri ha la capacità per trasformare lo scetticismo in applausi, scalando la classifica marcatori faranno dimenticare Immobile e Cerci e conquisteranno anche chi oggi non crede in loro.

[Elena Rossin – Fonte: www.torinogranata.it]