Tottenham-Lazio 0-0, analisi tattica: ha pesato l’assenza di Candreva

Dopo le vittorie con Atalanta, Palermo e Chievo, sono stati molti coloro che hanno affermato di voler attendere test più probanti per valutare la Lazio di Petkovic. Ora una big, il Tottenham, è stata affrontata, bloccata sullo 0-0 e in alcuni frangenti anche costretta a ripiegare nella propria metà campo. Ciò significa che i biancocelesti hanno tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonisti in questa stagione. Il match del White Hart Lane ha confermato una squadra in salute, votata al sacrificio e solida nello stare in campo. Il tecnico di Sarajevo ha ripresentato ancora una volta la formazione tipo, eccezion fatta per i due forfait di Konko e Candreva. Il ballottaggio tra Scaloni e Cavanda per il ruolo di terzino destro è vinto da quest’ultimo, mentre al posto dell’influenzato centrocampista romano Petkovic manda in campo il debuttante Onazi. Centrocampo a cinque, dove Gonzalez e Mauri agiscono sulle fasce, mentre il nigeriano e Ledesma fanno da scudo a Hernanes.

MEGLIO CON GONZALEZ A DESTRA, MA CANDREVA… – La particolarità dell’undici iniziale, tuttavia, è stata nel vedere l’uruguaiano schierato sulla fascia sinistra, con Mauri a giostrare sulla destra. Una posizione inedita per Gonzalez: non è un caso che la sua prestazione, unita a quella della Lazio, sia migliorata a vista d’occhio con lo spostamento del numero 15 a destra e del capitano biancoceleste sulla sinistra. Questo dopo che erano trascorsi i primi venti minuti, in cui la formazione capitolina ha cercato di prendere le misure agli inglesi, che avevano impressionato per intensità nella prima metà del primo tempo. Il ritorno di Gonzalez sulla destra ha permesso inoltre a Cavanda di essere meno impegnato a togliere palloni alla mina vagante Bale: il pressing condotto dall’uruguaiano ha consentito spesso alla Lazio di ripartire prima che gli avversari arrivassero da Cavanda. La prova di Gonzalez, in generale, è stata di grande sostanza, condita da una traversa colpita in piena che ha spento in gola l’urlo dei duemila laziali presenti al White Hart Lane. In fase di spinta, tuttavia, si è sentita molto l’assenza di Candreva: rispetto all’uruguaiano, il numero 87 avrebbe garantito più qualità, soprattutto in occasione delle ribattute della difesa e dei palloni da calciare in porta.

SUPER LEDESMA E “GOOD” CAVANDA – Sempre a centrocampo, invece, straordinaria prova tattica da parte di Ledesma: l’italo-argentino ha azzeccato quasi tutti gli interventi in copertura, permettendo alla squadra di ripartire e di ridisporsi in campo in maniera corretta. La prestazione maiuscola di Ledesma ha aiutato inoltre Onazi a muoversi con più tranquillità: il nigeriano ha corso molto in fase di pressing, arrivando spesso a essere l’ultimo terminale della squadra. Chi invece non ha brillato – ma perché la gara non lo ha consentito – è stato Hernanes: la possibilità di aprire la difesa avversaria con gli inserimenti visti a Verona non era certo in programma stasera. Il Tottenham si è dimostrato roccioso in difesa, con i due mediani Sandro e Dembèlè pronti a chiudere gli spazi per il Profeta. Serata non esattamente entusiasmante neanche per Senad Lulic, di ritorno dall’infortunio alla caviglia: il bosniaco ha sofferto la freschezza di Lennon, che spesso gli è scappato nell’uno contro uno. Partita eccellente, invece, da parte di Cavanda: dopo la buona prova offerta sulla fascia sinistra contro il Chievo, il belga non ha per nulla sfigurato a destra (sua posizione naturale), anche al cospetto di un avversario come Bale. Un capitolo a parte, come al solito, lo merita Miroslav Klose. A parte l’incredibile occasione nel primo tempo, in cui non è arrivato in scivolata sul pallone, l’attaccante tedesco ha avuto pochi palloni giocabili: per lunghi tratti della seconda frazione, anzi, la sua presenza è sembrata quasi un lusso per una Lazio impegnata a difendere il fortino. Klose in campo, invece, è sempre una dote in più per questa squadra: lo dimostra, nei minuti finali, l’azione in cui il numero 11 ha allontanato una palla pericolosa dall’area laziale, ripartendo in contropiede dopo un dribbling sulla linea laterale destra. Nel complesso, la Lazio migliore si è vista nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, quando si è impadronita della metà campo avversaria.

CAMBI TARDIVI (?) – Ultima battuta, sui cambi. Rispetto alle tre partite di campionato, questa volta Petkovic non si è trovato a dover gestire il vantaggio. Tale circostanza avrebbe suggerito di effettuare almeno un cambio prima rispetto al 35′ del secondo tempo, quando Zarate è entrato al posto di Onazi, con il relativo spostamento di Gonzalez al centro. Le altre due sostituzioni – Ederson per Mauri e Ciani per Hernanes – sono servite più a spezzate il ritmo del Tottenham che a cercare la soluzione vincente. Il risultato finale, in ogni caso, dà ragione a Vladimir Petkovic e alla sua Lazio che convince anche in Europa, al cospetto di un’avversaria di tutto rispetto.

[Stefano Fiori – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]