Trigoria deserta: in tre dicono addio a Gasperini

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Alla Roma ci sono seri problemi nell’affrontare squadre di una certa qualità. Solo il mercato può salvare Gasperini, ma soprattutto quello in uscita

La Roma esce da un’altra serata complicata, una di quelle che alimentano dubbi più che certezze. L’ennesima sconfitta in campionato ha lasciato strascichi pesanti, non tanto per il risultato in sé quanto per le sensazioni trasmesse da una squadra che continua a mostrare limiti strutturali difficili da ignorare. L’undici di Gian Piero Gasperini resta capace di imporre il proprio ritmo contro avversari di medio-bassa classifica, ma quando il livello tecnico e fisico si alza, i giallorossi sembrano sistematicamente arrivare un passo dopo. E’ stato così con tutte le prime 8 in classifica, ad esclusione del Como.  Il copione si ripete: partita spezzettata, proteste arbitrali, nervosismo crescente e una prestazione che, al di là degli episodi, evidenzia una rosa incompleta.

Gasperini
Trigoria deserta: in tre dicono addio a Gasperini – calciomagazine.net (screen Youtube)

In alcuni reparti la qualità non è all’altezza delle ambizioni dichiarate a inizio stagione, e l’impressione è che l’allenatore stia chiedendo molto più di quanto l’organico possa realmente offrire. Il rischio concreto è quello di scivolare verso un campionato anonimo, lontano dalla corsa Champions e senza veri obiettivi a cui aggrapparsi.
In questo contesto, il mercato di gennaio diventa una necessità più che un’opportunità. Non solo per rinforzare l’attacco, reparto che continua a produrre meno di quanto richiesto, ma anche per correggere errori evidenti commessi la scorsa estate. A Trigoria si respira aria di cambiamento, poiché la convinzione ormai è che le partenze saranno numerose e immediate, perché Gasperini ha bisogno di uomini pronti, affidabili, funzionali al suo calcio. E tra i primi a finire sotto la lente d’ingrandimento ci sono proprio alcuni giocatori arrivati in prestito.

I prestiti fanno le valigie, Gasperini ripulisce la Roma

Il caso più emblematico è quello di Kostas Tsimikas. Il laterale greco, arrivato dal Liverpool, non è mai riuscito a ritagliarsi uno spazio reale. Bocciato sul piano tecnico e tattico, è rimasto spesso in panchina anche nei momenti di emergenza sulla fascia sinistra. I circa 500 minuti giocati, divisi tra campionato ed Europa League, raccontano di un’esperienza sostanzialmente fallimentare, tanto che il rientro anticipato in Premier League appare oggi una possibilità concreta. Scenario simile per Leon Bailey. Il giamaicano, prelevato in extremis dall’Aston Villa, è stato frenato sin dall’inizio da problemi fisici che ne hanno compromesso continuità e rendimento. Gasperini si aspettava un esterno capace di incidere subito, ma la realtà è stata ben diversa: pochissimo spazio, poche occasioni e la concreta ipotesi di una risoluzione anticipata del prestito già a gennaio.

 

Evan Ferguson
I prestiti fanno le valigie, Gasperini ripulisce la Roma – calciomagazine.net (screen Youtube)

Più complesso il discorso legato a Evan Ferguson. L’attaccante irlandese è stato il più discusso, ma anche il più utilizzato dei tre. Ha avuto le sue chance e ha trovato qualche gol, ma le parole di Gasperini lasciano trasparire aspettative ancora non soddisfatte. Volontà, fame, desiderio di crescere: sono questi i parametri su cui il tecnico lo giudica. Con il mercato ormai aperto, anche la sua permanenza nella Capitale non è affatto scontata. Gennaio sarà dunque un mese decisivo. La Roma è chiamata a cambiare pelle in fretta, perché continuare così significherebbe rassegnarsi a una stagione di transizione che rischia di lasciare più rimpianti che prospettive.