Udinese, Pozzo: “Stufo di essere etichettato come provinciale”

logo Udinese calcioIntervento doveroso, anche se non programmato, quello del patron bianconero Gianpaolo Pozzo, che ha voluto presenziare al lancio della campagna abbonamenti e dire la sua su altri argomenti: “Sono qui fuori programma, perché oggi dovevo partire all’alba, ma mi sono fermato qui perché per noi questo è molto importante e rappresenta qualcosa di nuovo. Si tratta della prima campagna abbonamenti di una nuova era, legata allo stadio, all’hospitality e a una serie di iniziative volte a riportare la gente allo stadio. Abbiamo avuto un potenziale di 23000 abbonati, ma è vero che i tempi sono cambiati. Il pubblico però è importantissimo e migliora anche i risultati sportivi, come è testimoniato da molti esempi. Noi diamo assoluto valore e importanza alla presenza dei nostri tifosi, che sono il nostro patrimonio principale. Non intendo patrimonio economico, ma soprattutto emozionale, perché il nostro obiettivo è aumentare il calore nello stadio per agevolare i calciatori e la squadra. Dobbiamo trovare più di una motivazione, oltre al fatto che non pioverà più sulla testa dei tifosi, e per questo vogliamo che il giorno partita diventi un giorno di festa, in modo che siano coinvolti anche i tifosi non eccessivamente appassionati. Il nostro disegno è “modificare il palinsesto” della famiglia e regalare un’importante alternativa per trascorrere la domenica. Non è un’operazione unicamente intesa a scopo di lucro, anzi, l’intento è creare la sinergia giusta con l’ambiente circostante ed evitare la classica cattedrale nel deserto, andando a migliorare la qualità di vita delle persone di Udine”.

Poi un intervento anche sul mercato, argomento sempre molto caldo e discusso durante l’estate: “A livello di mercato ho visto che abbiamo dei giornalisti con molta fantasia e che stanno dicendo da giorni che l’Udinese è ferma, e questo influenza l’opinione pubblica. Questo mi dispiace, perché quando mi fermano, me lo chiedono e allora io dico: “no son bês“. Facciamo una piccola precisazione: noi abbiamo una squadra che, prima di tutte le altre, ha annunciato il mister, e non è facile. Abbiamo scelto un allenatore navigato e abile, perché è più facile fare il Mourinho che l’allenatore di una squadra più piccola. Pensiamo di avere una rosa competitiva, con giocatori che l’ultimo anno non hanno avuto il rendimento adeguato e il mister si è detto volenteroso di valorizzarli. Noi come società ci impegniamo a mettere a loro agio i giocatori stranieri, ma sappiamo che bisogna anche dar loro tempo. Cambiare tanto per cambiare non vale mai la pena. Ho sempre preso 4 e 4.5 sul mercato sulle pagine della Gazzetta, per esempio, ma sono stati sempre di buon auspicio, tant’è che spero che quest’anno mi diano 2 al mercato estivo. Nella vita contano i fatti; siamo qui ogni anno a discutere, ma so che i giornalisti hanno la libertà di scrivere; a volte manca la forza di dire che si è sbagliato. Bisogna dare valore alla squadra e alla società, da più di 20 anni consecutivi in serie A. Sono anche io stufo di essere etichettato come provinciale e restare limitato all’obiettivo salvezza, ma dobbiamo essere cauti e anche realisti, per evitare tracolli. Sempre meglio lottare per la salvezza che fallire e andare in serie D. Però non smettiamo di cercare questa emancipazione e lo stiamo facendo, anche grazie alla Pubblica Amministrazione, con questa lunga via crucis per lo stadio, che finalmente sta per arrivare al termine. Con questo gioiello sono fiducioso che riusciremo a fidelizzare i giocatori e creare l’ambiente giusto per rendere Udine non più soltanto una tappa di passaggio. C’è una programmazione e tutti ne siamo protagonisti; siamo umani, possiamo sbagliare. Accetto la critica, basta che non sia strumentale. Nessuno si diverte a perdere e noi stiamo dimostrando che possiamo, sempre con i piedi per terra, cancellare la parola salvezza dal nostro vocabolario. Nuovi regolamenti? La norma dei 25 giocatori in rosa un po’ ci ha messo in difficoltà, ma la reputo un’iniziativa intelligente che si vedrà nel lungo periodo, anche se nell’immediato ti crea un piccolo disagio. Ci adegueremo a questa nuova norma perché non ci possiamo mai fare trovare impreparati”.

MERCATO – Tutto è pronto per la presentazione del primo acquisto dell’Udinese, il difensore iracheno Ali Adnan. Il calciatore oggi ha completato le visite mediche abituali. Nella foto è alle prese con il test cardiologico eseguito presso il centro Sanirad di Tricesimo. Adnan è nato a Bagdad il 19 dicembre del 1993. La presentazione alla stampa avverrà alle ore 12.00 nella sala stampa dello Stadio Friuli alla presenza del direttore sportivo Cristiano Giaretta. La conferenza sarà trasmessa in diretta su Udinese Channel a partire dalle 11.45.