A Lecce “Nu se passa”

La regola del Via del Mare vale anche per l’Inter miliardaria. La squadra campione d’Europa, d’italia etc etc etc… non va oltre il pareggio e si arrende alla legge del VIa del Mare. Dunque giallorossi ancora imbattuti in casa.  Un ottimo Lecce si è visto questa sera al Via del Mare, nemmeno lontano parente di quel Lecce visto solo 4 giorni fa al dall’Ara di Bologna. Prestazione maiuscola di tutti i protagonista, che hanno fatto della grinta e del cuore la loro arma micidiale.

De Canio sorprende ancora una volta, dentro Brivio sulla corsia di sinistra con Mesbah che slitta sulla linea avanzata. A centrocampo cerniera formata da Giacomazzi, Olivera (al rientro dopo la squalifica) e Vives. Jeda in prima linea supportato da Di Michele. Solo tribuna per Corvia e Chevanton. Inter in formazione largamente rimaneggiata, anche se sempre con tantissima qualità in mezzo al campo. Spazio ai giovani Obi e Santon, con Zanetti in mediana e Biabiany e Coutinho al fianco di Eto’o. Partono dalla panchina i “pezzi da novanta” Milito e Stankovic.

Parte forte l’ Inter spostando subito il baricentro in avanti. Occasione “monstre” in avvio con Eto’o che elude il fuorigioco, s’ invola sulla sinistra e serve l’ accorrente Pandev al centro, sulla sua botta a colpo sicuro, però è strepitoso Rosati a sventare l’ occasione con un intervento da campione. Dopo il sofferto inizio, il Lecce s’ assesta bene in campo prendendo le misure ai nerazzurri e di tanto in tanto s’ affaccia con una certa pericolosità dalle parti di Castellazzi; come al 32° con Jeda che gira di testa una cross proveniente da sinistra, ma la mira è sbagliata. La vera occasione capita sui piedi dell’ esterno destro Rispoli che s’ inserisce benissimo da dietro ma purtroppo la sua conclusione termina alta.

Nella ripresa Benitez, conscio delle difficoltà che sta incontrando la sua squadra, corre ai ripari inserendo il redivivo Milito al posto di uno spento Pandev.

Inizia bene il Lecce guidato da un Olivera in buona forma, poi pian piano crescono i nerazzurri, anche grazie all’ ingresso di Stankovic, sempre pericoloso. L’ Inter sfiora il gol prima con una punizione di Eto’o rimpallata da Milito che lambisce il palo, poi è ancora super Rosati che si distende sulla sua sinistra per neutralizzare un pericoloso tentativo ospite. Al 68mo  è ancora il neo entrato Milito ad andare vicinissimo alla marcatura ma il suo tiro a giro si stampa sul palo con Rosati ormai battuto. Passa un minuto e questa volta è Stankovic a divorarsi il vantaggio, imbeccato da Obi in posizione sospetta devia da pochi passi ma c’ è ancora Rosati a salvare il Lecce.

Il gol però arriva  al 76mo proprio con Milito che sfrutta al meglio da due passi un assist di Eto’o. Gli interisti e i salentini “rinnegati” sono in festa, ma la loro gioia dura solo 180 secondi. E’ Ruben Olivera a fare esplodere il Via del Mare con un perentorio colpo di testa sugli sviluppi di un angolo. Sulle ali dell’ entusiasmo il Lecce cerca i tre punti pieni. Al minuto 86 Di Michele fila via sulla sinistra, converge al centro e calcia, ma il tiro è centrale e Castellazzi salva. Dopo 3 minuti di recupero l’ arbitro Valeri manda tutti negli spogliatoi.

Importante pareggio dei giallorossi che muovono la classifica dopo due stop consecutivi. Un Lecce mai domo, che in casa si trasforma (ritmo da champions league). Questa concretezza e determinazione deve esserci in tutte le partite, anche quelle in trasferta. Ora tra quattro giorni si va ad Udine, altra sfida importantissima da affrontare al meglio e con la stessa cattiveria agonistica e con la stessa fame di punti avuta questa sera.

15000 tifosi hanno fatto da contorno a questa sfida. La politica dei prezzi alti per quei salentini che scendono al via del mare solo per vedere l’Inter ha dato i suoi frutti. Solo 1500 i biglietti venduti nel settore nerazzurro. Facile prevedere che da Milano non saranno scesi più di una cinquantina di tifosi, e quindi permetteteci di esprimere la nostra soddisfazione nel sapere che questa sera 1450 persone torneranno a casa, a pochi km dal Via del Mare, con una grossa delusione addosso.