Analisi Juventus-Roma: ritmo e intensità per i bianconeri

34 0

analisi tattica juventus roma

ROMA – All’Allianz Stadium Spalletti affronta un’altra squadra del suo passato, la Roma, e riesce a superarla per 2-1. Una vittoria importantissima che consente alla Juventus di consolidare la quinta posizione in classifica e di portarsi a un solo punto dai giallorossi. Il match si sviluppa su binari di sostanziale equilibrio nella prima frazione, sbloccata da Conceição, mentre nella ripresa la Juventus prende progressivamente il controllo della gara e trova il raddoppio con Openda. Il gol di Baldanzi non è sufficiente alla Roma, che riesce soltanto ad accorciare le distanze senza modificare l’inerzia del match.

Spalletti ripropone il 3-4-3, con il ritorno di Bremer al centro della linea difensiva e la scelta di Openda come riferimento centrale del tridente, affiancato da Yıldız e Conceição. Modulo speculare anche per la Roma di Gasperini, costretta però a fare i conti con le assenze di Ndicka e Hermoso nel reparto arretrato e con Dybala schierato da falso nueve.

Nel primo tempo si è vista una Juventus orientata a un pressing alto e aggressivo, nel tentativo di stanare l’avversario come già accaduto a Bologna. La Roma, però, ha risposto con personalità, impostando come sempre la partita sulle marcature a uomo a tutto campo, mantenendo il controllo del pallone (55% di possesso) e costruendo diverse manovre offensive, testimoniati dai 16 tocchi nell’area avversaria, pur risultando poco concreta e realmente pericolosa. La Juventus, dal canto suo, ha accettato di avere meno possesso e minore gestione della gara, ma si è dimostrata più incisiva negli ultimi trenta metri, riuscendo a trovare il gol nel finale di tempo.

Sia nell’azione del vantaggio sia in quella precedente, che ha visto Conceição calciare da posizione ravvicinata davanti a Svilar, la costruzione è nata da improvvise accelerazioni di Yıldız, sviluppate attraverso fraseggi rapidi e rasoterra nella trequarti offensiva. Una soluzione che ha mandato in difficoltà la linea difensiva della Roma, disorientata dai movimenti continui e dalla mancanza di riferimenti fissi del tridente bianconero, oltre che dagli inserimenti interni di Cambiaso e McKennie, sempre abili ad attaccare lo spazio e a duettare con tempi efficaci.

Sull’onda dell’entusiasmo e delle azioni finali del primo tempo, nella ripresa la Juventus continua a creare occasioni, mettendo in difficoltà con tecnica e rapidità i difensori della Roma, fino a trovare il raddoppio con Openda, favorito anche dall’ingresso del fresco e sempre tecnicamente abile Zhegrova. I bianconeri mantengono un atteggiamento aggressivo, pressano con continuità e avanzano con fraseggi rapidi nella metà campo offensiva, cercando costantemente di raggiungere l’area con soluzioni pulite e verticali.

Nel tentativo di cambiare l’inerzia della gara, Gasperini rivoluziona subito l’attacco, togliendo dal campo l’intero tridente offensivo – Dybala, Pellegrini e Soulé – e inserendo Ferguson e Baldanzi, protagonisti del gol che accorcia le distanze, oltre a Bailey, che però risulta sotto tono e sarà costretto a uscire poco dopo per infortunio.

E così per la Roma arriva l’ennesima sconfitta contro una big, un dato che inizia a pesare non solo sulla classifica ma anche sulla tenuta complessiva del progetto di Gasperini. La sensazione è che, pur mantenendo una struttura di gioco riconoscibile, i giallorossi pagano caro ogni minima disattenzione difensiva e una scarsa incisività nelle zone decisive del campo.

La Juventus invece dà continuità all’importante vittoria di Bologna, conquistando altri tre punti contro una diretta concorrente e replicando una prova di grande qualità, intensità e maturità nella gestione dei momenti della partita. La squadra di Spalletti conferma una crescita evidente nella capacità di indirizzare le gare attraverso il ritmo, l’aggressività senza palla e la qualità tecnica negli ultimi metri, dimostrando di poter competere ad alto livello anche senza il dominio del possesso.

A cura di Italo Lo Priore