B come Bagarre

B come Bagarre. Eh già, perché la B è durissima. Io sono tra quelli che sostengono, soprattutto da quando non ci sono più le quattro promozioni dirette in serie A, sia molto più facile “vivacchiare” a centro classifica nella massima serie, se si dispone di un budget decente e non si cade in autentici suicidi come quello blucerchiato nell’ultima annata, piuttosto che vincere il torneo cadetto.

I motivi di tale mia considerazione sono diversi, ma la linea di fondo è ben chiara: è complesso costruire un organico che, non solo sulla carta ma anche alla prova del nove, sia in grado di portarti direttamente nel palcoscenico più splendente senza passare tramite la spesso imprevedibile, crudele, ma sempre agguerritissima battaglia dei play-off. Qua sale in cattedra il delicatissimo ruolo del Direttore Sportivo e in tale ottica la Sampdoria pare aver compiuto un passo in avanti da gigante rispetto al recentissimo passato. La scelta è ricaduto su Pasquale Sensibile, molto probabilmente la miglior scelta possibile in circolazione tra quelle papabili: serviva un uomo di campo, un esperto della categoria, un dirigente abile a muoversi sul mercato e astuto nel non farsi sfuggire occasioni, oltre a realizzare autentiche operazioni apparentemente difficili da portare a termine.

A tal proposito può essere letta in tale ottica l’operazione che ha riportato in prestito Biabiany al Parma e in blucerchiato i difensori Paolo Castellini e Rispoli, rispettivamente via Roma e Lecce. Gli ingaggi di Piovaccari e Bertani, una quarantina di goal realizzati complessivamente nell’ultima annata, rappresentano un lusso per la categoria, dopo ovviamente la conferma di Capitan Palombo. L’ex bomber del Novara era stato a lungo corteggiato e ad un certo punto vicinissimo al Siena, ma la caparbietà di Sensibile, la volontà del diretto interessato e, fortunatamente almeno quello nel tonfo tra i cadetti, l’appeal della Sampdoria hanno fatto la differenza. Per entrambi i nuovi attaccanti ingaggi importanti e contratti pluriennali, per loro è già l’affare della vita. E ora cosa manca?

Sicuramente un portiere di assoluto affidamento (Ujkani potrebbe essere un acquisto importante anche in prospettiva, anche se bisognerà, prima o poi, fare i conti anche con il Palermo, altro comproprietario del cartellino assieme al Novara, Manninger può essere una soluzione di valore ma più legata al breve termine, Storari rischia di restare un sogno), probabilmente un difensore, un esterno di centrocampo e qualche altro ritocco, o rinforzo nelle fasce e in avanti, soprattutto nel caso in cui qualche cessione di rilievo, dopo Lucchini, andasse a buon fine. Tenere in organico gente come Gastaldello, Poli e Pozzi, se motivata, e Semioli, se ristabilitosi fisicamente, sarebbe un vanto, un autentico lusso ancora di più tra i cadetti. Sono convinto che Dessena, per caratteristiche tattiche e agonistiche, possa fare la differenza, altri potrebbero essere sistemati altrove, cito ad esempio Maccarone, Tissone, Padalino, anche se l’ex senese, una volta ritrovato se stesso dopo mesi travagliati, potrebbe dimostrare di non essere un giocatore finito, ma piuttosto un bomber di valore.

Mi ha lasciato piuttosto perplesso assistere ad alcune partenze, come quelle di Mannini e Guberti, almeno per le modalità con le quali si è rinunciato al riscatto nel primo caso, per il trasferimento al Torino del secondo: probabilmente non erano adatti al 3-5-2, principale credo tattico di Atzori, ma si sarebbe potuto seguire strade differenti. Mantenerne almeno uno in organico, oppure riscattarli e monetizzare meglio una loro partenza, ma, oltre a questioni tattiche, l’esigenza di ridurre pesantemente il monte ingaggi, alla Sampdoria come nel resto del panorama calcistico, ha forse contribuito e non poco a prendere tale scelta. A proposito delle altre, fuori dalla Genova Blucerchiata come ci si sta attrezzando per la nuova stagione, soprattutto in ottica promozione?

Il Torino ha scelto uno dei migliori tecnici liberi su piazza, ovvero Giampiero Ventura, e sta costruendo una corazzata per la categoria: Guberti e Vives sono due innesti pesanti in una campagna di rafforzamento che poteva già contare su gente di categoria come Basha, Iori, per il quale è stato bruciato il Livorno, e smaniosa di riscatto o spazio come Glik e Darmian. Per il momento sia Bianchi che Ogbonna sono rimasti in granata, ma il mercato è lungo e non è escluso ancora a nulla. Sarebbe troppo semplice dire Sampdoria e Torino avvantaggiate per la promozione, ma non sono le uniche. Che dire del Padova? Dal Canto confermato in panchina, un organico confermato in blocco che ha visto soltanto le partenze di Josè Crespo, del gioiellino El Sharaawy e dell’esperto Vantaggiato, si è fatto cassa e in entrata  ecco i fuochi d’artificio con il portiere Pelizzoli, i difensori Schiavi e Donati, il centrocampista Marcolini, tutti arrivati dalla serie A, senza contare gli ingaggi di Cutolo, straripante a Crotone, e di Lazarevic, duttile opzione offensiva. Non è inoltre escluso l’arrivo di Ruopolo, oppure il ritorno di Succi. Non va trascurata la Reggina, piuttosto “tranquilla” in entrata, ma finora riuscita a trattenere quasi tutti i propri pezzi pregiati, da Puggioni a Bonazzoli, da Rizzato a Costa, da Adejo a Barillà. Era già prevista la partenza di Acerbi, qualcosa può realizzarsi anche in vista dell’annata futura come per Rizzo e A. Viola, ma il blocco è stato finora tenuto, in panchina al posto di Atzori ecco il ritorno di Breda, ma in casa amaranto si ha la sensazione che il mercato debba ancora prendere piede.

Il Brescia è ancora un cantiere aperto, tanto si potrà decifrare non appena e se verranno definite le partenze di Caracciolo e Diamanti, con il risparmio di ingaggi pesanti e gli introiti dalle cessioni il mercato potrà finalmente prendere il via. Il Bari, impegnato nello sfoltimento di un organico assai vasto, si è affidato alle scelte di Torrente, reduce dalla doppia promozione consecutiva con il Gubbio, come Lamanna e Borghese. Prezioso l’arrivo di Claiton in difesa dopo l’ottima annata con il Varese. L’ambiente appare piuttosto depresso, le vicende societarie non rappresentano il passato, ma si sta costruendo un progetto con gli obiettivi di sorprendere e valorizzare giovani interessanti.  Ancora da decifrare la posizione del Livorno, dove è stato confermato Novellino in panchina, ma alcune indicazioni non si sono concretizzate, vedi il ritorno fallito di Iori. Da Sorrento riecco Paulinho, reduce da una straripante annata in Lega Pro con il Sorrento dopo un paio di stagioni assai deludenti, potrebbe essere la stagione della definitiva consacrazione per Dionisi, in prova Barone dopo un anno ai box.

Finora sorprendente in positivo il mercato finora portato avanti da Fausto Pari per il Modena: Dalla Bona dal Cittadella, da non confondere con l’ex blucerchiato, dà geometrie a centrocampo, Carraro e Di Gennaro assicurano freschezza, imprevedibilità e fantasia dietro al terminale offensivo rappresentato da Bernacci, alla ricerca di fame calcistica dopo la decisione di prendersi un anno di pausa appena arrivato a Bologna. Con un budget limitato Pari si è dimostrato tempestivo e competente nell’allestire un organico di valore che possa evitare i recenti patemi in ottica play-out e, perché no, sorprendere squadre più blasonate. Attenzione all’Empoli, sempre protagonista, o comunque vicina ai quartieri alti in ogni campionato. Aglietti conosce l’organico a disposizione, gran parte dei punti di forza sono rimasti, Saponara può fare il salto di qualità, sono tornati Tavano e Buscè, l’ex livornese potrebbe riscoprire la vena realizzativa dei vecchi tempi in un ambiente che conosce perfettamente. Il Grosseto culla ambizioni di media-alta classifica, importante il colpaccio Lupoli, inseguito da Crotone e mezza serie B, Allegretti potrebbe rivelarsi il rinforzo in più per la nuova stagione, il Crotone prosegue nella valorizzazione di giovani provenienti da club importanti, una politica che ha avuto successo negli ultimi anni.

A Pescara è partita l’esperienza con Zeman, il cui lavoro dovrà essere verificato sul campo, constatando se l’organico avrà assimilato il suo credo tattico, ma si è partito con il piede giusto: sul mercato la società abruzzese sta seguendo alla lettera le indicazioni del nuovo tecnico, ingaggiando giocatori a lui già noti e perfetti per il suo 4-3-3, come ad esempio il portiere Anania, con lui a Lecce e Avellino, e i giovani Insigne e Romagnoli, con i quali ha condiviso la scorsa annata a Foggia. Senza dimenticare che molto spesso almeno una neopromossa dalla Lega Pro fa la differenza, diventa una mina vagante e un’avversaria quotata per i play-off, se non per la promozione diretta: Nocerina e Juve Stabia non sono ferme sul mercato e optano per giovani in cerca di spazio (come ad esempio Zaza), oppure su attaccanti esperti smaniosi di riscatto dopo un lungo stop (vedi Plasmati), il Gubbio si è mosso tantissimo, ingaggiando giocatori interessanti come Mancino e Mendicino, ma correndo il rischio di variare eccessivamente il gruppo storico degli ultimi due anni, il Verona vorrebbe sognare in grande, la piazza se lo meriterebbe, ma tutto dipenderà dall’ingresso o meno di nuovi imprenditori al fianco del Presidente Martinelli.

Ogni compagine sta seguendo una propria strada per vincere il campionato, diventare la sorpresa, scheggia impazzita, mina vagante del torneo, oppure sorprendere e compiere autentici miracoli stravolgendo le analisi estive. Prima nei quattro anni di B della Sampdoria dell’era Enrico Mantovani prima, Garrone poi e in seguito da addetto ai lavori ho seguito e seguo spesso il campionato cadetto e credo di aver compreso la filosofia di fondo: i nomi non contano, o almeno non bastano da soli, o possono non bastare, serve un mix di gioventù ed esperienza, gente di categoria, qualche rinforzo di peso dalla massima serie e qualche talento scovato nelle serie minori, ma soprattutto giocatori motivati, smaniosi di riscatto, affamati di successo che compongano una rosa vasta e ben assortita, perché la B è un torneo interminabile, dovremo lottare con orgoglio e la positiva rabbia agonistica per ottenere quello che desideriamo con tutte le nostre forze e siamo pronti per farlo anche se la concorrenza, attesa e inattesa, sarà agguerrita, perché la B si sa, è simbolo di bagarre.

[Diego Anelli Fonte: www.sampdorianews.net]