Bologna bello a metà, Lazio spietata

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Al Dall’Ara una Lazio cinica castiga un Bologna tanto vivace e propositivo nel primo tempo quanto spento e rinunciatario nella ripresa. Pioli, all’esordio casalingo, ripropone la stessa formazione che ha sconfitto il Novara con le eccezioni di Casarini e Ramirez al posto dell’acciaccato Pulzetti e dell’infortunato Diamanti. Reja, orfano a centrocampo di Brocchi, Mauri e Gonzalez, si affida a Matuzalem e Lulic ai lati di Ledesma.

La prima occasione della partita è per la Lazio che al 7’ colpisce un palo grazie a una fortunosa deviazione di Konko su tiro di Ledesma. I biancocelesti, pur senza rendersi mai realmente pericolosi, continuano ad avere una discreta supremazia territoriale e si portano in vantaggio al 23’: Hernanes calcia con potenza nel mezzo una punizione guadagnata per un ingenuo fallo di Cherubin su Klose, la palla centra in pieno Acquafresca e finisce in rete. Il Bologna però non si abbatte e da quel momento in poi inizia a giocare molto bene e a creare occasioni su occasioni.

Al 24’ è lo stesso Acquafresca a impegnare Marchetti con un bel sinistro sul primo palo, al 33’ sempre Marchetti respinge lateralmente una punizione di Ramirez dalla distanza e sul susseguente corner prima compie l’ennesimo miracolo su un colpo di testa a botta sicura di Portanova, poi viene salvato da Lulic che proprio sulla linea di porta neutralizza un’altra conclusione di Acquafresca. Ma non è finita, perché proprio allo scadere l’estremo difensore laziale vola alla sua sinistra e respinge un’altra splendida punzione di Gaston Ramirez. Finisce così una prima frazione in cui i ragazzi di Pioli avrebbero meritato abbondantemente il pareggio.

Ma il calcio, si sa, è uno sport allo stesso tempo bello e maledetto, dove non bisogna mai abbassare la guardia. A inizio ripresa il Bologna commette questo errore rientrando in campo meno attento e determinato e subito la Lazio lo punisce: al 3’ palla perfetta in verticale di Cissé per Lulic che si presenta davanti ad Agliardi e lo fredda. Due a zero, doccia gelata per il Dall’Ara e partita praticamente in cassaforte per gli uomini di Reja, considerando che da quel momento in poi i rossoblù non riescono più a ritrovarsi e a imbastire un’azione d’attacco degna di questo nome. Il secondo tempo procede noioso verso la sua conclusione, da segnalare resta solo una conclusione di Cissé al 79’ che si spegna di poco a lato alla sinistra di Agliardi. Gli ingressi di Gimenez, Pulzetti e Vantaggiato non danno la scossa sperata e così i felsinei devono rassegnarsi all’ennesima sconfitta della sua stagione. Un Bologna decisamente a due volti quello visto stasera: bello e sfortunato nel primo tempo, frastornato e impalpabile nel secondo.

Certo, l’avversario era di livello assolutamente superiore, specialmente con un Marchetti in stato di grazia, ma non è certo tirando i remi in barca e arrendendosi che ci si può salvare. Qualche nota positiva emerge ma in generale mister Pioli ha ancora molto lavoro da fare su una squadra che non perde occasione di mostrare le proprie debolezze. Quelle croniche sono una difesa non impeccabile (fastidioso e sicuramente evitabile ad esempio l’errore di Cherubin in occasione del fallo che poi ha portato alla punizione vincente di Hernanes) e un attacco che sembra non poter davvero fare a meno dei gol di Marco Di Vaio. Quest’ultimo ha deluso anche stasera, servito sicuramente poco ma mai davvero nel vivo dell’azione come accadeva un tempo, quando gli bastava mezzo pallone per segnare una doppietta: per quanto ancora dovremo aspettarlo? Mercoledì si va a Verona col Chievo, avversario tradizionalmente ostico, mentre domenica al Dall’Ara arriverà la spumeggiante Atalanta di Colantuono. Fuori la grinta Bologna, possibilmente per novanta minuti.

[Simone Minghinelli – Fonte: www.zerocinquantuno.it]