Bologna: con pochi soldi servono grandi idee

Non ci sono soldi? E allora servono idee, perchè questa squadra ha bisogno di interventi urgenti e stavolta è lo stesso Pioli ad ammetterlo pubblicamente “Ho già detto alla società dove intervenire” spiegava ieri dopo la prima sconfitta dell’anno.

Cosa serve a questo Bologna? Tanto, ma se le risorse sono limitate bisogna individuare le priorità. Di sicuro oggi c’è il caso Gilardino: non segna più perché non gli  arrivano i palloni o non segna più perché è lui a non fare i movimenti giusti? È vero come dice Pioli che il gol di Napoli, regolare, forse avrebbe ridato al bomber quella fiducia che oggi vacilla, ma resta che l’attaccante di riferimento del Bologna non solo non segna ma non tira più in porta. Contro un Genoa in crisi, che l’ultima volta aveva vinto in casa in agosto, alla prima di campionato,  Gilardino mai ha impegnato Frey, mai è stato pericoloso. Non va bene, l’attaccante non può fare solo il lavoro sporco, l’attaccante deve fare gol, deve tirare in porta. Gilardino non lo sta facendo? Allora va messo nelle condizioni di farlo. Oggi il Bologna non può permettersi di discutere il suo bomber, deve semmai valorizzarlo. Si deve ripartire da lui, dai suoi gol e dal suo peso in attacco. Nonostante il Bologna abbia smesso di segnare, non è il reparto avanzato quello che necessità dei primi interventi. Serve invece un portiere titolare: Agliardi per Pioli non lo è mai stato e non può diventarlo all’improvviso solo perché non ci sono i soldi o perché due partire le ha giocate bene. Serve un numero uno che dia sicurezza, che comandi un reparto comunque ancora troppo spesso perforato ( 6 gol in 3 partite equamente distribuiti sono troppi).

Serve poi un giocatore di qualità in mezzo al campo, quello che Pazienza non è stato o quello che Krhin è ancora solo a fasi alterne. E poi c’è il discorso Acquafresca: il Bologna uno migliore di lui non lo riuscirà a prendere, va deciso se serve uno con caratteristiche diverse o no. Perché uno migliore che stia in panca a guardare Gila, non si trova. Se invece Pioli vuole un attaccante con attitudini o caratteristiche diverse allora è un altro discorso. E così tornano a galla le mancanze di questa estate. Perdere Gillet, senza rimpiazzarlo, o Belfodil per una questione di spiccioli, sono oggi errori che continuano a pesare. Decidere di riscattare Acquafresca sapendo intimamente che non era comunque l’attaccante su cui puntare è stato un altro errore. Perchè è vero che Gilardino è arrivato quasi per caso all’ultimo secondo di mercato, ma il Bologna comunque stava inseguendo Floccari per consegnargli la leadership del reparto offensivo. Quindi l’idea che Acquafresca non sarebbe stato l’erede di Di Vaio balenava in molte teste, anche se le parole erano diverse.

Intanto colui che più ha deluso in estate, Zanzi, è chiamato oggi a dover correggere i propri errori e per di più senza denari. Servono quindi abilità e grande conoscenza. Con queste premesse, dubitare della riuscita del mercato invernale è quanto meno lecito nella speranza ovviamente che Zanzi si riveli invece un grande stratega. Poi tocca a Pioli metterci qualcosa di suo per risollevare le sorti di una squadra che, con tutti i difetti, non è certo peggio del Pescara. Infine tocca a Diamanti e compagni in campo far vedere che Napoli non è stata un eccezione.

E la società? Avesse i soldi avremmo parlato di nulla, per questo si torna al solito discorso, senza denari serve competenza. Al momento questa dirigenza dimostra di non avere ne gli uni ne l’altra.

[Sabrina Orlandi – Fonte: www.zerocinquantuno.it]