Bologna, W. Fuochi: “Un mercato senza ribaltoni”

L’era di Massimo Zanetti è iniziata con la questione legata alla nomina di Luca Baraldi. Negli ultimi giorni c’è stato il confronto tra lui e i senatori del gruppo: il primo passo verso la pace o, come sostiene qualcuno, solo una tregua armata che può avere conseguenze in futuro?

Tra Baraldi e la squadra non scoppierà un grande amore, nè subito nè probabilmente poi, ma l’uno e gli altri potranno egualmente fare, più o meno bene, il loro lavoro. E valga da ora, così poi non si potrà dire che nelle redazioni abitano i facili profeti del dopo: per me, il mancato amore non produrrà alibi per gli eventuali mancati risultati, anche se non ignoro che tanti sono pronti ad impugnare quell’argomento. Ha tirato troppo aria di crociata intorno alla nomina di Baraldi. Personalmente diffido delle crociate, ma ognuno ha la libertà di fare quelle che vuole. Ne sono state fatte perfino per Porcedda, figuriamoci.

Dopo il pagamento delle tre mensilità, i calciatori hanno ritirato la messa in mora. Ancora una volta, quindi, la squadra si è mostrata compatta e di parola.

Nell’ora di massimo pericolo, era stato sottoscritto un patto, fra “salvatori”, che prevedeva anche questo impegno da parte della squadra. Francamente, non vedo come potesse essere disatteso, una volta che tutti, i compratori, i Menarini, e perfino Porcedda, avevano ottemperato agli obblighi assunti.

Finora ha svolto un ruolo chiave anche mister Malesani, bravo a tenere unita la squadra in un momento complicato. Ora lo aspetta un compito quasi altrettanto difficile: garantire la continuità. Ci può essere il rischio di un calo di tensione nel gruppo, ora che le vicende societarie sono risolte?
Non credo che il gruppo molli ora. La salvezza resta l’obiettivo prioritario, la squadra ha qualità per arrivarci, averle tolto ansie dovrebbe risultare un ulteriore propellente. Finito l’extracalcio, in campo resta il pallone: che, fin qui, ha detto che il Bologna non è fra le tre-quattro peggiori del torneo. Credo sia legittimo aspettarsi di andare avanti così.

E’ già possibile ipotizzare che tipo di mercato sarà, per il Bologna, quello di gennaio?

Non un mercato di ribaltoni, ma di assestamenti. C’è qualche petalo di rosa da sfrondare, qualcun altro da migliorare, ma ci sono ancora pure risorse inesplorate, da Khrin, se starà meglio, allo stesso Ramirez, fin qui appena intravisto. Un paio di pezzi in ogni caso vanno aggiunti.

Per ammissione di Giovanni Consorte, un’ora e mezza prima della presentazione della nuova proprietà Sergio Porcedda non aveva ancora firmato il via libera. Ora, comunque, sia lui che la famiglia Menarini non faranno più parte del Bologna e si tratta di un’uscita di scena che qualcosa è costato: si può dire che, alla fine, tra loro e la società rossoblu i conti tornano?

Porcedda ha firmato e si è arrivati dove si voleva arrivare. E dove, fin dal primo momento, ci si è diretti. Ricordo quando i giornali titolarono, il primo giorno, “Il Bologna nelle mani di Consorte”, non sapendo ancora se avrebbe giocato la partita per sè o per altri. Erano, in ogni caso, buone mani. Poi, è tipico di tutte le trattative che, fino all’ultimo momento utile, le parti cerchino di ricavarne vantaggi anche minimi. Porcedda e i Menarini sono il passato, ora. Chi ha dato ha dato, con quel che segue.

[Walter Fuochi – Fonte: www.zerocinquantuno.it]