Cagliari, tutti per Bisoli, Bisoli per tutti

Ci sarà la capolista Lazio questo pomeriggio a testare i progressi compiuti dal Cagliari nell’ultima settimana. I rossoblù, che non attraversano un buon periodo, hanno un punto in più sull’ultima posizione in classifica, e, se il parma dovesse sconfiggere la Roma nell’anticipo delle 12,30, potrebbero scendere in campo all’Olimpico da ultima della classe. Ma non è solo la classifica a preoccupare l’ambiente rossoblù. Sono anche e sopratutto le prestazioni, nettamente al di sotto di quanto ci si poteva attendere. Il Cagliari, in sette partite disputate, non è andato a segno in ben cinque occasioni. E le sette reti tanto decantate da Bisoli sono il frutto di un 5-1 nato da circostanze particolari contro la Roma, e delle due reti della bandiera siglate a fronte delle quattro subite contro la Juventus. Si aggiungano i problemi che giorno dopo giorno attanagliano lo spogliatoio rossoblù e il quadro è fatto: il Cagliari, se non riesce a venir fuori da queste situazioni, interne ed esterne al campo, rischia seriamente di trovarsi invischiato nella lotta per non retrocedere.

BUON VISO A CATTIVO GIOCO – E’ quello che sta facendo l’allenatore rossoblù. Malgrado lui stesso sia perfettamente in grado di valutare i problemi della squadra, ha scelto la strada della difesa strenua del suo lavoro, e dell’ostentazione di una qualità che al momento non si vede. Così vengono fuori i raffronti con il Cagliari della passata stagione, stessi punti con una partita disputata in più, ma pronto a spiccare il volo con quattro vittorie consecutive. Così viene fuori un nuovo modo di guardare all’avversario: non più rispetto senza paura, ma vera e propria sottomissione quando, per giustificare le mancate vittorie, si richiama la differenza di qualità e di classifica con l’avversario. Il cosiddetto calendario difficile. Così nascono improbabili ragionamenti che portano a raffrontare l’Inter di Cagliari con quella che dopo 15′ vinceva 3-0 in Coppa Campioni contro il Tottenham. E’ consentito replicare che, guardando le cose da una prospettiva diversa, sembrerebbe quasi che i nerazzurri abbiano passeggiato a Cagliari per poi mettere sul campo tutte le energie nella sfida di Coppa?

LA RICERCA DELLA QUALITA’… – Ma non sono solo gli aspetti comportamentali a mettere in mostra una fase calante del Cagliari. E’ sopratutto la perdita delle qualità intrinseche alla rosa a preoccupare osservatori e tifosi. Il Cagliari degli ultimi anni aveva basi solide nelle qualità superiori alla norma di Conti, Cossu, Lazzari e Matri. Senza dimenticare Jeda. Quest’ultimo ha spiccato il volo verso Lecce. Conti, alla sua prima stagione da capitano dopo il ritiro di Lopez, appare come un corpo estraneo. Infortuni e incomprensioni con il tecnico, scarsa considerazione da parte di quest’ultimo non tanto delle qualità tecnico tattiche del numero 5 rossoblù, ma anche e sopratutto di quelle morali. Tant’è che, l’unica vittoria fin qui ottenuta, porta l’indelebile firma del capitano, che, con un gol e un rigore procurato, ha rischiato pure di lasciare il ginocchio sul manto del Sant’Elia. Lo stesso Lazzari è tanto estraneo quanto il suo capitano; tre sole partite dall’inizio, qualche incomprensione tattica con l’allenatore, e una sola gara degna delle sue qualità. Quella di Torino, dove in coppia con Matri ha acceso le poche luci rossoblù all’Olimpico. Un eccezione in mezzo a tante gare incolori, figlie forse di una nuova collocazione tattica che ne limita oltremodo l’estro e la libertà di movimento avanzato. Non sta meglio Andrea Cossu. Anch’egli fuoriclasse assoluto contro la Roma, ma giocatore intermittente nelle restanti gare. Sempre utilizzato da Bisoli, si è trovato spesso, se non sempre, a giostrare a ridosso delle punte in una posizione più rigida rispetto al recente passato. Trequartista centrale, con meno libertà di movimento, e con la responsabilità di andare a prendersi la palla dai piedi di Nainggolan. Con risultanti penalizzanti a livello personale e a livello di squadra.

…E DEL GIUSTO MODULO – Dopo un precampionato dominato dall’utilizzo del 4-3-1-2, alla vigilia dell’inizio del campionato Bisoli era stato chiaro. “Non vedo perchè non dovrei utilizzare le due punte”, disse prima di Palermo-Cagliari. E in effetti, avendo a disposizione Acquafresca,Matri e Nenè la scelta parse la più assennata. Ma l’ex tecnico cesenate in cuor suo avrebbe forse preferito proseguire sulla linea del 4-3-2-1. Un pò perchè le condizioni smaglianti di Pinardi facevano sembrare un insulto al calcio un eventuale panchina, e un pò perchè nelle sue idee tattiche, i due trequartisti rappresentano il modo migliore per coniugare qualità offensiva a solidità difensiva. A Bisoli piace che il suo centrocampo rimanga stretto e bloccato in mediana, pronto a coprire eventuali ripartenze avversarie, sacrificando così un appoggio forte alla manovra offensiva. Con Allegri il Cagliari attaccava sostanzialmente con un 4-2-1-3, con Lazzari che si poneva tra le linee e Cossu che occupava gli spazi lasciati giocoforza liberi dalle difese avversarie nelle zone più avanzate. E li, ricevendo palla sui suoi piedi e potendo innescare i compagni d’attacco, diventava devastante. Ora invece i rossoblù si “spendono” meno nella fase offensiva. I tre centrocampisti rimangono tali, e se Lazzari attacca, Cossu copre. Il fantasista sardo và spesso a prendere palla a centrocampo, per poi distribuirla sugli attaccanti, o sui terzini, che si affacciano maggiormente alle spalle delle mezze ali. Un gioco più da regista avanzato che da attaccante aggiunto. L’utilizzo dei due trequartisti può garantire invece maggiore espressione di qualità proprio nella trequarti, con l’interscambiabilità di Pinardi e Cossu nel ricevere palla e innescare la profondità di Matri. Il centrocampo così può mantenere i compiti di copertura, e affidarsi sulle capacità creative delle due mezze punte. Nel precampionato Matri ha mostrato di potersi ben integrare in questo atteggiamento, nel quale si esalta Pinardi. Chi è parso esserne penalizzato è stato, manco a dirlo, Lazzari.

Qualunque modulo sia, il Cagliari dovrà oggi dimostrare di aver compiuto miglioramenti rispetto all’uscita con l’Inter. In un momento avaro di soddisfazioni infatti, solo la consapevolezza di una crescita può alimentare speranza e fiducia nel futuro. Un pò come successo nella passata stagione quando, malgrado gli inizi fossero avari di punti, era facile intuire la crescita della squadra, pronta a spiccare il volo da un momento all’altro. Fare punti e convincere a Roma, sono questi gli obiettivi del Cagliari e di Bisoli. Dopodichè si potrà risolvere la questione Marchetti con più calma e raziocinio, e, secondo la lingua di qualche maligno, il nuovo “caso Conti”, ufficialmente infortunato a un flessore della gamba destra. Tutti per Bisoli all’Olimpico dunque. Con la consapevolezza però che se le cose non dovessero andare per il verso giusto, lunedì potrebbe essere Bisoli a pagare per tutti.

[Niccolò Schirru – Fonte: www.tuttocagliari.net]