Catania: aspettarsi qualcosa (aspettando Suazo)

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CATANIA – Sconfitta e pausa. Lavoro e riflessioni. La grigia parentesi di Milano è già archiviata in casa Catania; è già tempo di parlare di futuro, prossimo. Le sei partite da qui a fine anno solare 2011 ci daranno, davvero, risposte: se i sorrisi di inizio stagione sono stati piacevoli fuochi di paglia, oppure, sì, quel “qualcosa” è cambiato, cresciuto, maturato.

Chievo, Lecce, Cagliari, Atalanta, Palermo, Parma; un derby e cinque avversari alla portata per conoscere chi siamo, cosa vogliamo, cosa siamo diventati. C’è da dimostrare, si. Perché sono punti che pesano; perché è il  Catania, ora, a dover fare la voce grossa e strappare il massimo possibile da queste sei battaglie, indifferentemente, in casa o in trasferta.

Inevitabilmente, ci si aspetta qualcosa; e non lo si fa per ingordigia o per piedi poco per terra. Ci crediamo e lo facciamo tutti. Anche gli scettici estivi o di inizio stagione; crediamo nel gruppo, crediamo nel progetto, crediamo nelle qualità, crediamo nell’allenatore, crediamo a quanto visto finora che è apprezzatissimo; i sinceri applausi alla squadra dal Settore Ospiti di San Siro dopo la batosta subita dal Milan non sono casuali e retorici.

Il tutto avrà un senso compiuto e speciale solo se accompagnato da quella auspicata continuità, elemento mancante nelle ultime stagioni. Sognare è lecito e stimola mente e cuore. Sperare è razionale con 14 punti in cascina dopo 10 partite. E’ un Catania che si completa in vista del periodo cruciale di questa prima parte di stagione; i recuperi degli infortunati garantiranno a Montella varianti importanti nel consolidato 3-5-2.

Ledesma e Biagianti saranno alternative in mezzo al campo, Alvarez e Capuano potrebbero far da nuovi interpreti sulle fasce “elastiche” del modulo dell’Aeroplanino; in questo modo Marchese e il recuperato Potenza diventeranno ottimi sostituti per permettere di rifiatare al terzetto di difesa. E se per Llama i tempi di recupero sembrano un po’ più lunghi, si incrociano le dita per David Suazo.

Lui, l’honduregno, potrebbe essere la carta fulminea e vincente. Senza dubbio il calciatore più forte dell’intera rosa, David è una miccia inesplosa con tanta voglia di scoppiare. Per uno della sua esperienza, del suo calibro, son passati troppi mesi senza campo, senza gol, senza quelle sgroppate impressionanti che lo consacrarono uno dei migliori attaccanti del campionato italiano. Il suo rientro è atteso come pochi; e con un Gomez ispirato alle spalle, chissà quali faville…

Nelle due settimane di stop forzato vi sarà il tempo per una adeguata preparazione psico-fisica. Montella conosce la possibilità di mangiare il panettone ad alta quota; è il primo a  fare i conti con le sue carte, è il primo ad avere fame ed ambizione con la giusta dose di razionalità. A noi, stare accanto comunque vada, andare allo stadio, renderlo caldo e ribollente nonostante il freddo di Novembre e Dicembre. Compito fondamentale nel fondamentale ruolo del tifoso innamorato.

[Dario Damico – Fonte: www.mondocatania.com]