Catania: chi si accontenta gode, ma non vince

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ROMA – Hernanes in panchina, questa la vera sorpresa che precede la discesa in campo di Lazio e Catania, che non tradiscono invece le previsioni della vigilia. Nel Catania spazio a Bergessio e Lopez in avanti, Reja opta per il 4-3-3 con Sculli al posto del “profeta” brasiliano. Nella Lazio mancano: Matuzalem, Mauri, Dias ed anche Gonzalez.

Ritmi molto lenti, geometrie inesatte ed un discreto quantitativo di attendismo nei primi minuti. Solo il dinamismo può infrangere gli equilibri trovati sul campo. Ne sono testimonianza le sgroppate di Konko per la Lazio ed Izco per il Catania, che mettono in apprensione la tenuta delle due linee arretrate. E’ un Catania più svogliato del solito, che spesso perde le distanze sugli avversari.

Dopo due tiri velleitari di Lulic, al 16′ la Lazio passa: cross di Brocchi dalla destra ed incornata di Klose dentro l’area piccola. Sono in quattro le maglie biancocelesti a staccare in area di rigore contro le tre rosse del Catania. Qualcosa nelle marcature del Catania, come nel presidio della fascia destra, non ha funzionato. Gli uomini di Montella non si scompongono, provano ad alzare il ritmo ma in mezzo al campo manca il giocatore in grado di saltar l’uomo, creare lo scompiglio nel quale la coppia Lopez – Bergessio potrebbe trovare il giusto corridoio per la porta di Marchetti. Così sono i tiri da fuori le uniche situazioni pericolose create dal Catania, tra tutti quello scoccato da Almiron al 35′, il portiere laziale si rifugia in angolo.

Al 42′ Biava s’infortuna, Reja costretto a rivoluzionare interamente il consueto assetto centrale: entra Diakité. Ma le sfortune della Lazio non trovano corrispondenza in una crescita dei rossazzurri, che non riescono a rivoltarle a loro favore. Non c’è nulla da recuperare nei primi 45′, Gava manda tutti negli spogliatoi, da cui vengono fuori le stesse formazioni della prima metà di gioco.

Il Catania prova a scuotersi. Al 47′ Bergessio viene lasciato solo da Stankevicius, in area, l’argentino gira a rete con Marchetti costretto alla parata del “mercoledì”. La difesa biancoceleste dà netti segni di cedimento, specie sulle mischie in area. Il primo ad approfittarne è Lodi, che da fuori area calcia alto. Reja comprende che i suoi rischiano l’arrembaggio etneo, e rischia Hernanes, mandato in campo al posto di un rabbuiato Cissé, che a secco di goal da oltre un mese imbocca imbronciato la via degli spogliatoi, senza passare dalla panchina. Fuori un attaccante per dar consistenza al centrocampo e difendere il vantaggio. Ma tutto precipita proprio su di un errore difensivo, in mischia, Stankevicius non allontana il pallone che Bergessio gira a rete, trafiggendo Marchetti.

Il pareggio del Catania arriva al 62′, la reazione del Catania al 67′, con Sculli liberato (ancora un cross, stavolta dalla sinistra) davanti ad Andujar, ma la palla termina fuori. Fuori Lopez, non più felice di Cissé, per Catellani. Bocciata l’accoppiata offensiva sperimentata da Montella. Fino al termine della partita solo calci d’angolo e botte dalla distanza di Hernanes, che non può aver il piede (fasciato per la distorsione) dei tempi migliori.

Dopo 4′ di recupero termina la gara. La Lazio manca l’aggancio alla vetta, il Catania ottiene il terzo pareggio consecutivo fuori casa ma lascia l’impressione di non aver approfittato appieno delle difficoltà di formazione dei biancocelesti, apparsi più volte sulle gambe e poco coordinati tra reparti allestiti con giocatori adattati o malazzati. Ma un punto, visti anche i prossimi impegni, è pur sempre un passo in avanti: verso il Napoli.

[Marco Di Mauro – Fonte: www.mondocatania.com]