Catania: Era “Andata” male, poi è Ritorn(at)o il sereno

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Il Catania versione andata – I proclami e le aspettative d’inizio stagione erano state davvero altisonanti:

Catania da metà classifica, tecnico emergente atteso alla consacrazione, Maxi Lopez attaccante da 20 gol stagionali, Biagianti e Mascara pronti a riprendersi la maglia azzurra, argentini vecchi e nuovi pronti a far fare il salto di qualità alla squadra, centro sportivo presto completato. Se si esclude la realizzazione del centro sportivo, ben poco dei proclami di inizio stagione si è realizzato. Le colpe sono state di tutti, e quindi anche di nessuno. Partiamo dal mister.

Il tecnico Marco Giampaolo ha forse la pecca di non aver saputo dare una “forma” ai suoi schemi. Eppure i risultati non sono stati così scadenti, soprattutto se rapportati alle “imprese” di Atzori della scorsa stagione. Ma non è stato ciò che i tifosi si aspettavano: una squadra presentata come il Catania più forte di sempre non può restare con la media punti di una squadra da salvezza. Il cambio del tecnico è stato, sostanzialmente, giusto. Poche le imprese memorabili. Sul podio mettiamo: Milan-Catania 1-1 (con gran gol di Ciro Capuano); Catania-Udinese 1-0 (gol di Maxi); Catania-Cesena 2-0 (Silvestre e Maxi Lopez in rete). Ma vi sono state anche le partite da dimenticare. Sullo sgradito podio vanno: Cagliari-Catania 3-0 (triplo Nenè); Catania-Juventus 1-3 (Morimoto; Pepe e 2 Quagliarella); Chievo-Catania 2-1 (prima di campionato). Conclusioni: la piazza non è soddisfatta dei risultati della squadra, lo spogliatoio si frantuma, Mascara abbandona la nave e Lo Monaco cerca di rimediare i propri errori nel mercato di gennaio.

Il Catania versione ritorno – Recuperare ed in fretta. La piazza mugugna e le aspettative di inizio stagione sembrano naufragate. Cosa c’è da fare? “Pedalare”, tuona Lo Monaco. Eccezion fatta per la prima del ritorno (che ha segnato l’esonero di Giampaolo), tutte le altre 18 partite sono state “guidate” da Diego Pablo Simeone. Il tecnico argentino è stato accolto come l’ennesimo salvatore della patria, sulla scia di quanto accaduto negli anni scorsi con Zenga e Mihajlovic. Per la regola del “non c’è due senza tre”, il cambio del tecnico frutta al Catania una salvezza tranquilla. Ma le prime partite sotto la guida di Simeone non sono affatto brillanti: brutte sconfitte contro Parma, Milan e Bologna. Un solo punto in 4 partite. Poi pian piano la ripresa fino all’apoteosi contro il Brescia: salvezza centrata e mugugni messi a tacere. Molte sono state le imprese memorabili di questo girone di ritorno: la più altisonante è stata certamente l’affermazione contro il Palermo, 4 a 0 da far girare la testa; ma nel podio vanno pure la rimonta contro la Juventus e la vittoria contro la Roma. Ottime e decisive anche le affermazioni contro Lecce e Brescia. Le partite da dimenticare, invece, sono tutte concentrate nel primo periodo di Simeone: male contro il Bologna, male contro il Parma, malissimo contro il Napoli. Brutto anche lo stop contro la Fiorentina. Conclusioni: Catania salvo e prospettive rosee. Sempre che non si smantelli troppo la squadra…

Uno sguardo alla prossima gara – All’orizzonte c’è l’ultimo match di questa stagione. E’ sarà un match prestigioso, da provare a vincere per concludere nel migliore dei modi questo finale di stagione. L’Inter dovrà rinunciare all’apporto di Sneijder, Lucio, Stankovic, Obi e Cordoba. Data l’emergenza, in difesa si potrebbe rivedere Marco Materazzi. Il brasiliano Coutinho potrebbe essere la vera sorpresa della formazione iniziale di Leonardo. Attenzione ad Eto’o, pronto a rimpinguare il suo bottino di gol stagionali e Milito, a caccia di una buona prestazione dopo tante sottotono.

[Diego Vitale – Fonte: www.mondocatania.com]

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