Catania, il punto: si sceglie l’equilibrio

Il pensiero andrebbe tradotto e presentato a mister Giampaolo a stretto giro di posta. Si perché se già il tecnico di Bellinzona se l’è vista brutta per gestire il dualismo Ricchiuti-Gomez, per lui incompatibili, col rientro di Llama tra i disponibili le cose si fanno ancor più intricate. Se ci mettiamo dentro i recenti appelli di Maxi Lopez per avere più sostegno (magari una spalla come Antenucci) il nodo da sciogliere è compito arduo. Partendo dal presupposto che dobbiamo essere entusiasti delle competitività della rosa tutta e che la presunta ragione degli assenti è troppo facile da accampare come spiegazione, vediamo che abito potrebbe vestire il Catania da qui in avanti.

Di certo c’è che il mister non può essere né masochista né cieco di fronte a quelle che a noi appaiono come evidenze: la pochezza in fase offensiva delle ultime giornate, la vivacità che Ricchiuti sa garantire a ogni sua pur breve apparizione (con il risultato da recuperare, occorre precisare per onestà intellettuale) e i risultati che ci vedono sempre più spesso recriminare per quello che poteva essere, non sfuggono mica all’allenatore rossazzurro. Solo che la strada intrapresa, nelle scelte come in campo, è quella dell’equilibrio.

Giampaolo io non l’ho conosciuto certo come difensivista. Se vogliamo parlare di gioco organizzato, di squadra che non vuole mai sbilanciarsi, di squadra che non vuole mai concedere nulla agli avversari, allora va bene, ma difensivista a me non pare. Forse il 4-2-4 ascolano di un esordiente senza patentino non lo ricordiamo più. Forse il Siena che viene a vincere 0-3 a Catania non ha lasciato il segno. Confondere però un allenatore talmente preparato dal punto di vista tattico che la sua fase difensiva è impeccabile con un difensivista, è un errore che non possiamo lucidamente commettere.

Pur da profani però, pur da non addetti ai lavori ci chiediamo se sia il caso di rinunciare al potenziale offensivo di Ricchiuti e Antenucci che tante nostre concorrenti per la permanenza in A avrebbero accolto a braccia aperte. Ci chiediamo se trascurare la fase offensiva per buona parte del match (solitamente quella centrale a seguito di un buon inizio) non sia sbagliato come concetto. Soprattutto alla luce del fatto (perché di fatti si tratta) che la cura maniacale dell’ordine di gruppo fa acqua dalla parte del singolo: domenica dopo domenica ci ritroviamo sempre a commentare una disattenzione individuale, un episodio che prima o poi ineluttabile arriva.

Una volta che Llama ritrova la gamba non sarà il caso di pensare a qualcosa di diverso? Magari quel 4-4-2 tanto provato ma per il quale non si era pronti? Ormai la squadra dovrebbe aver assimilato quei movimenti di gruppo, a Milano sembravamo uno splendido banco di pesci. Piuttosto che far accomodare fra panchina e tribuna gente come Ricchiuti, Antenucci, Llama e Morimoto insieme speriamo si trovi l’ardire di togliere un centrocampista per una punta. Centrocampo che tra chi non riesce ad entrare in forma, chi è infortunato e chi sembra non poter dare più granché alla causa rossazzurra è stato più volte in emergenza. Se è vero com’è vero che più dei moduli e degli interpreti conta l’atteggiamento di questi ultimi, con Mascara sempre terzino aggiunto, Gomez che spesso ripiega e gli attaccanti pronti a disturbare per primi la manovra avversaria, un modulo a due punte forse potremmo pure permettercelo. E fa strano perché parliamo del modulo di gioco più classico, votato all’equilibrio e alla copertura del campo, non certo un 4-2-fantasia.

Intanto una “mano” nelle scelte a Giampaolo l’ha data Maxi, lui Domenica sera non ci sarà.

[Daniele Lodini – Fonte: www.mondocatania.com]