Catania: prove di 4-3-3 …

A poco meno di un mese dall’inizio delle prime fatiche stagionali, in scena tra le temperate vette del Trentino, l’unico intervento compiuto dalla società per render più competitivo il Catania del prossimo futuro è stata la cessione di Jorge Martinez alla Juventus. Un addio preannunciato, una destinazione meglio rispondente alla programmazione tracciata dal Presidente Pulvirenti per i prossimi cinque anni: irrobustire la Lazio, nella lunga corsa all’Europa, sarebbe stato un nonsenso.

In attesa dei necessari rinforzi che, per logica e definizione, potranno render il Catania 2010/2011 in grado di battere il record di punti stabilito nella stagione appena conclusa dalla gestione Mihajlovic, non resta che immaginare lo scacchiere tattico più probabile col quale Giampaolo manderà in campo il suo Catania.

Sarà un Catania modellato sui giocatori quindi, volto ad offrire un calcio gradevole sia a chi lo guarderà quanto a chi sarà chiamato a giocarlo. Resta comunque evidente come, al di là del 4-3-3 portato avanti negli ultimi anni, la formazione etnea sia, fin d’ora, anche senza rinforzi, in grado di interpretare questo ma anche ben altri moduli di gioco.

Non resta quindi che analizzare il primo dei tanti partendo proprio dai giocatori in grado di interpretarlo ed, in base a ciò, evidenziare cosa o chi servirebbe acquistare o valutare se dirottare altrove. Partiamo proprio dal 4-3-3:

Non si prescinde dalla difesa a quattro – Giampaolo cura con particolare attenzione il gioco lungo le fasce. I terzini, in particolar modo, rivestono il ruolo chiave sia per la fase offensiva che per quella difensiva, essendo chiamati, coi loro inserimenti o ripiegamenti, a sostenere l’attacco e/o far filtro già a partire dal centrocampo. In questo momento, fatto salvo Alvarez, parecchi sono i dubbi sugli altri facenti funzione.

Capuano non è sinonimo di garanzia ma potrebbe andar bene come vice, Potenza non riesce ad esprimersi a buoni livelli con continuità, Marchese deve dimostrare di essere all’altezza di una massima categoria da giocare, adesso, non più solo con l’obiettivo salvezza, di Bellusci, andrà definito una volta per tutte quale sia il suo ruolo, se terzino o centrale.

Proprio nel reparto centrale decisivo sarà il parere di Giampaolo su Terlzzi, poco affine alla società ma tremendamente efficace nell’ultima stagione disputata alle falde dell’Etna. Le squadre del tecnico di Bellinzona sfruttano molto i palleggi della difesa, chiamata spesso a fraseggiare, e quindi necessitano di giocatori dai piedi buoni e dalla giusta freddezza, ritratto di Terlizzi, simile ma non identico a quello di Silvestre, un po’ più distante da quanto richiedibile a Spolli. Discorso a parte per Augustyn, che prima di andar via sarà valutato dal tecnico.

Potrebbe essere proprio il centrale romano a guidare la difesa dell’anno prossimo, anche in funzione dei devastanti sconvolgimenti che l’addio del leader di quel reparto, Stovini, quest’anno ha mostrato poter causare, specie ad inizio stagione. La sicurezza della difesa nasce dalla stabilità della stessa, dal feeling tra compagni, qualcosa che può esser costruito solo dopo tanto tempo e tanti errori. Un reparto che a Catania potrebbe, dovrebbe, essere riconfermato in blocco, specie osservandone l’impenetrabilità nella gestione Mihajlovic.

Centrocampo tra Corsa e Cervello – Nel Siena era Kharja, nel Catania Giampaolo vuole sia Biagianti a dar ordine e geometrie al centrocampo. In tal senso il Catania si è fatto avanti col giocatore proponendogli il rinnovo contrattuale, migliorativo, così da trattenerlo in rossazzurro e metterlo a disposizione del nuovo tecnico. Posto al centro della mediana, Biagianti andrebbe affiancato da due giocatori di corsa e fantasia sugli esterni, predisposti anche al sacrificio in fase difensiva nonché dotati di buone capacità di suggeritori, soprattutto per quanto riguarda i cross dal fondo. In questo ruolo la concorrenza non manca, tuttavia in ragione delle caratteristiche enunciate il ventaglio di candidati potrebbe limitarsi a Ricchiuti, Ledesma ed Izco. Se il Catania vorrà, come ha detto, innalzare la propria competitività, dovrà operare bene proprio in questa zona del campo, innestando giocatori in grado di dare la marcia in più alla manovra. In tal senso Souza sarebbe stato un arrivo parecchio utile.

Delvecchio andrà certamente via, seguito probabilmente anche da uno tra Moretti, Carboni, schiacciati alle spalle di Biagianti (se resterà). Dubbi anche sulla permanenza di Sciacca.

Attacco di Fantasia e Potenza – Maxi Lopez in avanti non si discute, ma col rientro (previsto a stagione in corso, ndr) di Llama, decisamente più forte del tanto chiacchierato Ghezzal, ci sarà bagarre per aggiudicarsi il ruolo di esterno. A meno di nuovi arrivi, stando così le cose, partirebbero da titolari Mascara e Barrientos, con Catellani e Martinho riserve, anche questa sarà una porzione di campo dove il Catania dovrà operare bene più che molto.

Resta infine aperto il nodo prima punta, né Morimoto né Antenucci, simili per caratteristiche, potrebbero rappresentare l’alter-ego di Maxi Lopez. Anche qui servirà qualcosa, visto che Plasmati andrà via.

Probabile Formazione (4-3-3) Andujar; Alvarez, Silvestre, Terlizzi, Capuano; Ledesma, Biagianti, Ricchiuti; Mascara, Barrientos, Lopez.