Catania ridimensionato ma rigore negato a Gomez

MILANO – Caldo allo Stadio Meazza. In un pomeriggio dai contorni primaverili, il Catania al cospetto della terza della classe, l’Inter di Stramaccioni. Il derby appena vinto ha dato morale alla squadra nerazzurra ma la pausa ha affievolito i ritmi campionato. Stesso discorso per i rossazzurri che, reduci dalla vittoria casalinga con il Parma, hanno potuto ricaricare le batterie e preparare con calma la sfida del Meazza.

Stramaccioni conferma i tre in difesa e opta per il tridente con Palacio e Cassano a supporto di Milito. In mezzo al campo esordio per Gaby Mudingay che affianca Cambiasso, bestia nera rossazzurra. Ai loro lati Zanetti e Obi. Maran risponde con gli stessi undici schierati contro il Parma. Legrottaglie, in dubbio alla viglia, parte dal primo minuto dopo un riscaldamento separato dai compagni. Davanti altro tridente con i soliti tre: Pitu e Papu con Bergessio.

Che occasioni!

Pronti via e cassano infiamma San Siro con una piroetta in mezzo al campo. Alta la difesa del Catania che per due volte esegue bene il fuorigioco su Milito e Cassano. Dopo un veloce fraseggio a centrocampo è il Catania a produrre una clamorosa occasione gol. Dalla trequarti Barrientos vede il taglio di Almiron che si ritrova a tu per tu con Handanovic. Il rossazzurro fa gridare al gol ma dopo il preciso stop di petto spara alto da pochi passi. Catania fiammante e lo conferma la precisione dei passaggi che irretiscono l’Inter a centrocampo nei due minuti successivi. La risposta dell’Inter sta tutta in un lancio di Cambiasso per Cassano che però viene fermato da Andujar in perfetta uscita bassa.

Al 12’ Bergessio procura una punizione dai 20 metri. Sulla battuta, dopo un complicato batti e ribatti Almiron la mette in mezzo dove di testa Bergessio, contrastato da Juan, non riesce a dar forza e il pallone si spegne tra le braccio di Handanovic. Due minuti dopo, un altro lancio illuminante di Barrientos smarca defilato Marchese che entra in area. L’azione sarebbe pericolosa se il terzino la mettesse in mezzo, ma il catanese perde l’attimo e la difesa dell’Inter salva.

Dormite

Minuto 19’ Cassano a scavalcare la difesa del Catania pesca Palacio in area. Legrottaglie è in ritardo, forse condizionato dai suoi guai, ma l’argentino non ne approfitta colpendo debolmente il pallone di testa e permettendo ad Andujar una facile presa centrale.

La qualità a centrocampo dei rossazzurri premia in fase di costruzione. L’Inter diventa pericolosa solo quando lancia ma il Catania non è impeccabile. Recupera tanti palloni ma ha il demerito di non affondare. Riparte lento e non controlla bene. Dall’ennesimo pallone perso a centrocampo è l’ennesimo lancio a scavalcare, questo dalla trequarti rispetto ai precedenti, che fa capitolare il Catania. Cambiasso inventa, Cassano spunta dietro Alvarez (sempre lui?) e di testa trafigge Andujar. Inter in vantaggio alla prima vera occasione. Minuto 26 ed è 1-0

A risvegliare il Catania dal torpore ci prova Marchese che impegna il portiere nerazzurro ad un tuffo più spettacolare che utile. È solo un tentativo però perché se l’Inter prova ad addormentare la partita con fraseggi lenti e larghi, è lo stesso Catania a mostrarsi inconcludente e impreciso in mezzo al campo. I palloni persi e i passaggi sbagliati non si contano più. Stramaccioni ringrazia.

Proprio quando le squadre sembrano andare stanche negli spogliatoi, sulla testa di Izco c’è un pallone da spingere in porta. Mariano però angola troppo e mentre Handanovic osserva impassibile il pallone si spegne sul fondo. Si va all’intervallo sul punteggio di 1-0. Demeriti del Catania più che meriti dell’Inter.

Solo Inter

Nessun cambio alla ripresa del gioco. Nei primi dieci minuti è la noia a dominare la platea. Né in Catania, né l’Inter riescono ad aggredire gli spazi e creare azioni degne di essere iscritte al tabellino. Il Catania prova a riversarsi affannosamente nella metà campo nerazzurra ma senza produrre effetti particolarmente positivi. Al 58’ è quasi letale il contropiede che si costruisce sull’aasse Milito-Palacio. Il numero 8 nerazzurro non arriva di un soffio alla correzione vincente.

La prima sostituzione del match è di Stramaccioni. Dentro Gargano per Obi con l’assetto nerazzurro che diventa un 4-3-3 con Zanetti che scende in linea difensiva. Un minuto dopo l’Inter crea due occasioni del ko: Milito riceve da Cambiasso e scarica verso Andujar, bravo e fortunato a deviare in corner. Sugli sviluppi Palacio incorna di testa ma la palla va a lato. Dopo i brividi, Maran corre ai ripari inserendo Castro per un irriconoscibile Izco. Standing ovation per Cassano, man of the match, al suo posto Ricardo Alvarez.

I rossazzurri mettono la testa fuori con due pericolosi cross ma prima Bergessio e poi Almiron non arrivano alla correzione verso la porta nerazzurra. Si fa male Mudingay e Stramaccioni esaurisce i cambi al 26’ con l’inserimento di Guarin. Al 29’ dopo una mini occasione di Almiron è ancora un contropiede nerazzurro a far correre i brividi alla schiena di Andujar. L’Inter è cattiva ma non finalizza. Il nerazzurro Alvarez si fa recuperare da Spolli: salvataggio miracoloso. E un minuto dopo Milito stacca in area e fa gridare al gol. Il pallone si infrange sul palo e finisce tra le braccia incredule di Andujar. Catania graziato. Le occasioni fioccano a ripetizioni per i nerazzurri: finiscono quasi tutte con Alvarez che spara su Andujar. Il catania resta in partita per miracolo.

C’era rigore!

L’occasione che potrebbe cambiare la partita è sui piedi di Gomez che viene atterrato in area. L’arbitro tra le veementi proteste dei catanesi lascia correre. La moviola giustifica le rimostranze etnee che, sul’1-0, avrebbero potuto agguantare un pareggio preziosissimo a pochi minuti dalla fine.

Il Catania c’è, ma non tira!

Ricchiuti, subentrato ad Almiron, fa quello che al Catania non è riuscito per tutto il secondo tempo: tirare. Vero ma il suo tiro è velleitario e finisce in curva. Come sono velleitari i successivi tentativi di Barrientos e Lodi, che su punizione costringe Handanovic ad una uscita alta di pugno.

All’ennesima discesa l’Inter la chiude. Questa volta Milito si trasforma in assist man e pizzica Palacio sulla sinistra (sempre il lato di Alvarez) dove l’argentino colpisce di prima intenzione e insacca al minuto 85. Si chiude con tre accademici minuti di recupero e nulla più. Gioca solo l’Inter. Il Catania esce ridimensionato da un secondo tempo di rara assenza. L’Inter vola a meno 1 dal secondo posto mentre il Catania resta imbrigliato nel calderone di metà classifica.

Solo l’Inter, sono le parole della canzone che saluta il Catania e le sue speranze di violare San Siro. Anche quest’anno.

[Federico Caliri – Fonte: www.fcinternews.it]