Champion’s League, Juventus-Malmö 2-0: sotto il segno di Tevez

watch-uefa-champions-league-live-streamDopo il Nordsjælland ed il Copenaghen, la Juve spezza la maledizione scandinava. Vince al debutto, come non le accadeva dal 2008 (sempre 1-0, rete di Del Piero contro lo Zenit); lo fa contro l’avversaria (sulla carta) più debole del girone, come spesso di recente non lo è capitato in Europa; ci riesce con un ottimo secondo tempo, come non successo nelle prime due vittorie in campionato. E decide Tevez, come in Champions non gli capitava da più di 5 anni. Tre punti e doppietta dell’argentino: compiti rispettati.

Torna Chiellini dopo le giornate di squalifica della scorsa stagione, il morso di Suarez ed il problematico rientro dalla Nazionale: con lui, Bonucci ma non ancora Barzagli (confermato Caceres). Si rivede Asamoah, seppur in altra zona affaccendato: da mezzala, alla Vidal, con spazio ad Evra sulla corsia sinistra. Davanti, i soliti due: Llorente alla ricerca del primo gol stagionale, Tevez che di reti in Champions non ne fa(ceva) da qualcosa come 2mila e passa giorni (mille e rotti minuti). Contro, i “caldi” ed entusiasti svedesi di mister Hareide: gambe rodate da 23 giornate di campionato, speranze riposte in Markus Rosenberg (già castigatore di Samp ed Inter, 10 reti nelle ultime 11 apparizioni).

Partita chiusa, squadre contratte, pochi spazi, zero emozioni. Perché il Malmoe, ben disposto, si preoccupa principalmente di contrastare i padroni di casa. Ma senza disdegnare sortite offensive: al 17′, serve un’uscita avventurosa di Buffon per sventare l’agguato di Eriksson. La risposta della Juve è flebile: un tiro alto di Asamoah, uno centrale di Tevez, un altro fuori misura del ghanese.

“Madama” ha le ali, ma non vuole volare: Allegri chiede maggiori aperture sulle fasce, ma raramente viene ascoltato. A Llorente solo palloni da difendere con spalle e tenacia: uno lo gira con deviazione, un altro lo serve a Tevez, che fa partire l’azione più pericolosa del primo tarpo bianconero. Lichsteiener si inserisce da destra, ma controlla male e assiste peggio Asamoah, che solitario aspettava il pallone a porta semivuota. Su una punizione ribattuta di Bonucci, il fischio finale.

La ripresa parte con la sgommata bianconera, sempre a destra: ancora Lichsteiener poco preciso al momento dell’ultimo passaggio, però. Il Malmoe perde Rosenberg, pericolo numero uno. La Juve ritrova il suo, 1988 giorni dopo. Ed in modo esaltante. Tevez-Asamoah-Tevez: al 58′, il triangolo è da applausi. Scovato dall’argentino al centro dell’area, il ghanese (con un tacco da urlo) lascia il pallone ancora all’”Apache” che non può sbagliare. Gol bellissimo, miglior modo per chiudere un digiuno durato inspiegabilmente troppo a lungo.

Sbloccata, “Madama” insiste. E passerebbe ancora. Pogba per Lichsteiener per Llorente: altra azione pregevole, ma vanificata da un (molto dubbio) fuorigioco dello spagnolo. Poi, dopo tanti assist, lo svizzero prova a cercare gloria personale: anticipa per l’ennesima volta Konate (che lo sognerà per qualche settimana), ma di testa non trova la porta. All’82′ occasione clamorosa, sempre nata dai piedi di Lichsteiener: Llorente prima spreca di testa, poi tenta un tacco delizioso, ma il portiere salva. Entra Morata e merita subito applausi: dribbling, corsa e punizione conquistata. E dal limite, toltosi di dosso la polvere delle stagioni stregate, Tevez inventa un parabola perfetta nell’angolo opposto. Per lui, la standing ovation. Per la Juve, anche.

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[Giuseppe Piegari – Fonte: www.goalnews24.eu]