Conte: “Sarà una partita diversa dalla Supercoppa, sotto tanti punti di vista”

logo-juventusÈ giorno di campionato, della vendetta da evitare dopo quella compiuta, della Lazio da controllare dopo la Samp battuta. Ma a Torino e dintorni è soprattuto il dì seguente la cessione di Matri. C’è stato il suo fantasma accanto ad Antonio Conte, infatti, nella classica conferenza della vigilia. Che “classica” non è stata, perché, appunto, il più del tempo è stato occupato dalle digressioni del tecnico sul mercato, stimolate dall’amara constatazione della partenza della punta lodigiana.

«Quella di Matri è una rinuncia dolorosa – l’ammissione di un Conte cupo in viso – La sua uscita non era prevista, così come quella di Giaccherini: perdiamo due elementi importanti, il nostro miglior attaccante degli ultimi due anni e un emergente giocatore della Nazionale. Sono convinto che Matri andrà davvero a rinforzare il Milan: la Juve si è indebolita, una diretta avversaria è cresciuta. Io di certo non ho avallato questa operazione, piuttosto l’ho subita».

Parole dure, quelle di un allenatore bianconero che, per quanto consapevole della necessità di introiti («La realtà economica del nostro paese coinvolge un po’ tutti nel calcio, con l’eccezione del Napoli: noi dovevamo rientrare dei 20 milioni spesi per Tevez, Llorente e Ogbonna»), non ha nascosto la sua delusione: «La società conosce il mio pensiero, sia sulle entrate che sulle uscite. Vedremo cosa accadrà di qui a lunedì, ma non siamo padroni del mercato: oggi noi subiamo, dobbiamo confrontarci con squadre che hanno potuto spendere molto più di noi. Sappiamo che in situazioni di ristrettezza economica le ciambelle possono uscire senza il buco. Faremo comunque del nostro meglio, come sempre, per dare gioie a noi stessi e ai nostri tifosi».

La sua gioia, Conte, la vivrà quando «un giorno, quanto prima, il club mi dirà “prego mister, ci sono 40-50 milioni da spendere’”».
Ma, dato che quel giorno non è ancora arrivato, è «inutile prendersi in giro: le parole di Marotta sulle nostre possibilità di giocarcela con il Real Madrid sono di circostanza. Mi piacerebbe per una volta agire dall’altra parte e potere spendere 100 milioni per un giocatore, ma adesso dobbiamo guardare in faccia la realtà: loro hanno un carrarmato, noi un’automobile».

Sulla quale a questo punto potrebbe restare Quagliarella («Volete sapere se rischio di perdere anche Fabio? Mah, boh, mi auguro di no») o, in caso di viaggio inglese del napoletano (ritorno di fiamma del West Ham), salire un nuovo attaccante, perché «cinque, lì davanti, sono il minimo indispensabile».

Intanto, lì davanti, stasera dovrebbero giocare ancora Tevez e Vucinic, anche se Llorente scalpita. Al di là degli uomini, conterà saper gestire l’entusiasmo post-Supercoppa: «Come fare? Facendo punto a capo – ha spiegato Conte – Tra noi e loro, come ho già sottolineato, non c’è tanta differenza: questa sarà una partita diversa dalla Supercoppa, sotto tanti punti di vista; la Lazio è una squadra ostica, attrezzata per le prime posizioni, che avrà voglia di dare qualcosa in più dopo la sconfitta subita due settimane fa. Ma noi vogliamo metterla in difficoltà e, per farlo, dovremo esserci con la testa e il cuore, prima ancora che con le gambe».
Senza pensieri al mercato, soprattutto.

[Giuseppe Piegari – Fonte: www.goalnews24.it]